Migrazioni Il dramma dei Rohingya è «un esempio da manuale di pulizia etnica»

Stampa

Foto: Vita.it

Il trattamento dei Rohingya è «un esempio da manuale di pulizia etnica». Così l’alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umaniZeid Ra’ad al-Hussein, ha definito le violenze sistematiche perpetrate da Myanmar nei confronti della minoranza musulmana. Rivolgendosi all’Onu, Zeid Ra’ad al-Hussein ha denunciato la «brutale operazione sicurezza», contro i Rohingya nello stato Rakhine, chiaramente sproporzionata rispetto all’offensiva dei ribelli.

Nelle ultime settimane, secondo l’Onu, circa 270mila persone sono fuggite in Bangladesh, e circa un migliaio di persone sono rimaste bloccate al confine dove sarebbero state collocate intenzionalmente delle mine antiuomo, come confermato da Amnesty International, secondo cui nell'ultima settimana le mine, tra l’altro vietate dal diritto internazionale, hanno ucciso una persona, ferendone altre tre, tra cui due minorenni di 10 e 13 anni.

«Chiedo al governo di mettere fine alla crudeltà delle operazioni militari e di assumersi le responsabilità per tutte le violazioni che sono avvenute e ribaltare lo schema di durissima e diffusadiscriminazione contro la popolazione Rohingya», ha dichiarato Zeid. «La situazione sembra un esempio da manuale di pulizia etnica». Anche la direttrice di Amnesty International, Tirana Hassan, che si trova attualmente nei pressi del confine tra Bangladesh e Myanmar, ha denunciato la situazione, affermando che «Abbiamo raggiunto un nuovo picco nell'orribile situazione in atto nello stato di Rakhine. Il ricorso spietato ad armi indiscriminate e mortali lungo percorsi di confine estremamente affollati sta mettendo in grave rischio la vita dei civili in fuga». Hassan ha poi ricordato che la Birmania è uno dei pochi Paesi al mondo, insieme a Corea del Nord e Siria in cui, ancora oggi, vengono utilizzate mine antiuomo.

Dopo la condanna di Malala della scorsa settimana, anche il Dalai Lama ha denunciato il trattamento della minoranza: che «Budda avrebbe decisamente aiutato questi poveri musulmani» e ha chiesto ai birmani coinvolti nelle violenze di «ricordare l’insegnamento di Budda». Un altro intervento di un Premio Nobel per la pace che rende ancora più clamoroso il silenzio di Aung San Suu Kyi che, proprio la scorsa settimana ha liquidato le atrocità contro la minoranza, come una serie di “fake news”.

A denunciare la situazione anche il Ministro degli esteri del Bangladesh, che ha accusato il governo birmano di genocidio contro i Rohingya. L’emergenza umanitaria si sta riversando sempre di più sui Paesi vicini. Se infatti circa 270mila persone sono fuggite in Bangladesh nelle ultime settimane, l’India ha annunciato un piano di deportazione per rimpatriare circa 40mila profughi.

Ottavia Spaggiari da Vita.it

Ultime notizie

"È cruciale includere le opinioni dei giovani nei processi di policy-making"

13 Dicembre 2019
Un'intervista al Ministro portoghese dell’Ambiente sulla partecipazione e l’educazione dei giovani. (Agenzia di Stampa Giovanile)

Chi sponsorizza la COP25? Il futuro del clima è forse corrotto?

12 Dicembre 2019
A cosa pensi appena vedi “Coca Cola”, “Iberia”, “L’oreal” proiettati sul grande schermo del palazzo che ospita la Conferenza ONU sul Clima (COP25) a Madrid? I maggiori responsabili dell’inquinament...

La "Cumbre Social per il Clima" lancia il Manifesto Climatico

12 Dicembre 2019
Dal 6 al 13 dicembre 2019, parallelamente alla COP25 di Madrid, si tiene la "Cumbre Social per il Clima". (Domenico Vito)

Il futuro potrebbe essere un terrificante film di fantascienza

11 Dicembre 2019
Cosa succede se superiamo la soglia di 1.5°C? Questa è la domanda che ha aperto un side event alla COP25 il cui obiettivo era quello di analizzare gli scenari che si verificheranno nel caso in...

Il ruolo delle giovani donne per la giustizia climatica

11 Dicembre 2019
Ritrovarsi in una sala conferenze ad ascoltare giovani donne attiviste per il clima e uscire con le lacrime agli occhi e un nodo alla gola. (Roberto Barbiero)