Lo stallo del Wto

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Il termine migliore per definire i recenti sviluppi dei negoziati a Ginevra è: stallo.

L'esemplificazione più evidente di questa situazione è data dalla polarizzazione a cui sono approdati i negoziati sull'agricoltura. La bozza Harbinson (dal nome del presidente per i negoziati agricoli, Stuart Harbinson che l'ha stilata) è ormai orfana. Gli Stati uniti e il Gruppo di Cairns ritengono che la riduzione tariffaria proposta sia troppo bassa, mentre l'Unione europea e il Giappone la considerano troppo alta. I paesi in sviluppo sono invece preoccupati che la bozza esiga da loro un taglio delle tariffe assai considerevole.

Chiedono anche un ampliamento del concetto di "prodotti strategici" proposto da Harbinson, che riserva a pochi "prodotti strategici" riduzioni tariffarie più limitate.

Da notare che Unione europea e Stati uniti, nella rispettive pressioni per cercare di ottenere vantaggi negoziali, hanno spaccato il fronte dei paesi in sviluppo. I paesi del Gruppo di Cairns, come il Brasile,l'Uruguay, la Tailandia, stanno dalla parte degli Usa, contro l'Ue e il Giappone. Gli europei hanno contrattaccato, guadagnando il sostegno dell'India e di molte altre paesi in via di sviluppo ad una controproposta in favore della liberalizzazione agricola, che replicherebbe la formula di liberalizzazione dell'Uruguay Round, ritenuta più flessibile. La conclusione è che sarà assai improbabile il raggiungimento di un accordo prima della conferenza di Cancun.

Quanto ai Trade Related Intellectual Property Rights (Trips) e l'area della sanità pubblica, gli Stati uniti non si sono accordati su niente. Continuano infatti a mantenere la loro posizione, e cioè che solo nel caso dei farmaci per tre malattie - Hiv-Aids, malaria e tubercolosi - i diritti legati ai brevetti possono essere allentati. Dal momento che la proposta è stata rifiutata dai paesi in via di sviluppo, gli Stati uniti parlano ora di allentamento dei diritti di brevetto non legati a problemi di sanità pubblica ma a "crisi della sanità pubblica". I negoziatori americani hanno riferito alle loro controparti dei paesi in sviluppo che non possono cambiare le proprie posizioni, e se vogliono che i negoziati si muovano, devono rivolgersi direttamente ai giganti farmaceutici.Altro elemento di disturbo è il fatto che lo stesso direttore generale della Wto, Supachai, sta spostando l'accusa di bloccare i negoziati dagli Stati uniti a Brasile e India, i cui produttori, accusa Supachai, saranno quelli che beneficeranno maggiormente da una riduzione dei diritti di brevetto.

Riguardo alle questioni più recenti - investimenti, politiche per aumentare competitività, commesse governative e facilitazioni commerciali, l'Ue sta cercando di sganciare l'avvio dei negoziati su questi temi dalla decisione da parte della stessa Ue di liberalizzare l'agricoltura. Così l'Unione cerca di convincere i paesi in via di sviluppo che la liberalizzazione in quei settori va incontro ai loro interessi.

Per muovere le acque gli Stati uniti, a quel che si dice, hanno proposto di "slegare" le quattro aree così che i negoziati possano procedere separatamente. Pubblicamente l'Ue si è detta d'accordo con gli Usa, ma preferirebbe ancora tenere insieme le quattro aree. L'Unione europea sta anche eludendo le preoccupazioni dei paesi in sviluppo riguardo alle modalità sostanziali, e preferisce ridurre i negoziati sulle modalità per raggiungere un accordo a Cancun a formalità procedurali - quanti incontri si devono tenere etc. Quest'atteggiamento è stato criticato dai paesi in via di sviluppo che lo vedono come un tentativo di strappare loro un assegno in bianco per avviare i negoziati, senza prima mettersi d'accordo sulla sostanza.

In due aree di negoziato che stanno particolarmente a cuore ai paesi in sviluppo, non si è mosso nulla.

Sono la questione del Trattamento Speciale e Differenziato e quella dell'Implementazione. Su quest'ultima, può essere interessante sapere che quando abbiamo incontrato Pascal Lamy, Commissario al Commercio della Ue, a Bangkok poche settimane fa, egli incolpava apertamente i paesi in via di sviluppo, accusati di non riuscire a mettersi d'accordo su due o tre grandi priorità riguardanti l'implementazione debbano essere affrontate.

Versione riveduta di un testo presentato all'incontro internazionale tenutosi a Città del Messico nel maggio scorso, in vista del Forum alternativo al Wto, che si terrà a Cancun dal 9 al 14 settembre.

di Walden Bello
Fonte: Ecologia Politica

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