Liberia: resta grave la situazione umanitaria

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E' ancora drammatica la situazione umanitaria in Liberia. Anche dopo l'insediamento, il 14 ottobre scorso del nuovo governo di transizione alla guida di Gyude Bryant e l'avvio della missione di pace delle Nazioni Unite (Minul), Save The Children denuncia che nelle contee di Bong, Grand Bassa, Nimba e Lofa milizie di diverse fazioni continuano a razziare la popolazione civile.

Negli ultimi sei mesi nella capitale si sono riversate 450,000 persone in fuga dalle zone più devastate dal conflitto. La situazione è stata poi complicata dall'arrivo di profughi dalla vicina Costa d'Avorio, anch'essa teatro di una guerra civile. Altri 315,000 liberiani sono fuggiti in altri Paesi dell'Africa occidentale. La mortalità infantile e materna ha raggiunto livelli sconosciuti da decenni.

Secondo l'organizzazione internazionale particolarmente grave è la situazione dei minori: esposti alle violenze delle bande armate, orfani o separati dalle famiglie di origine, devono fare i conti tutti i giorni con il rischio di stupri, violenze e forme di sfruttamento di ogni tipo. Save the Children rinnova quindi il proprio appello a tutte le forze coinvolte nel conflitto affinché i minori arruolati siano immediatamente messi in condizione di tornare alle comunità di origine e ribadisce la necessità che i governi di Usa, Gran Bretagna e Francia mettano le agenzie umanitarie in condizione di portare al più presto gli aiuti umanitari necessari al ripristino della normalità in Liberia.

Proprio per dare assistenza alle vittime di stupri e violenze sessuali perpetrate nelle zone vicine alla capitale durante i 14 anni di guerra civile che hanno devastato il paese, Medici Senza Frontiere (MSF) ha avviato un programma per soccorrere chi ha subito violenza e per incoraggiare le vittime a farsi visitare e sottoporsi ad esami e cure. "Ogni giorno, chi ha subito violenze sessuali, deve affrontare i tabù culturali e la vergogna sociale che circonda questo tipo di abusi - spiega MSF, rilevando che - in due settimane dall'avvio del progetto l'equipe ha visto una ventina di pazienti, e questo fa pensare che la frequenza di stupri e abusi sessuali sia estremamente alta".

Intanto l'agenzia Misna riferisce che il principale gruppo ribelle della Liberia, il Lurd (Liberiani uniti per la riconciliazione e la democrazia) ha chiesto le dimissioni del presidente di transizione Gyude Bryant accusandolo di rallentare il processo di pace. Il leader del Lurd, Sekou Conneh, ha infatti dichiarato che i suoi uomini non disarmeranno né permetteranno ai peacekeeper dell'Onu di prendere posizioni nelle aree sotto il controllo del Lurd se Bryant non se ne andrà. "Dopo 14 anni di conflitto civile c'è ora il rischio di una guerra delle poltrone", nota la Misna. [RB]

Alte fonti: Warnews, Save The Children

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