L’Austria, il ministro giovanotto e le scemenze

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Federica Mogherini con Sebastian Kurz - Foto: Remocontro.it

Un giovanotto divorato dall’ambizione, 31 anni da compiere il 27 agosto, da quasi 5 ministro degli esteri, se vi pare poco. Potere e ambizione infinita in un giovanotto solo. Ora vorrebbe vincere le prossime elezioni e diventare addirittura cancelliere. Batterebbe persino il Kim Jong-un coreano come più giovane capo di governo al mondo. Quindi, nella corsa al ruolo, le spara grosse, a caccia di voti della destra estrema che in Austria abbonda. Si occupa di esteri ma parla in casa. Alla Grillo o alla Salvini: battute ad uso di politica interna, anche se ha di fronte il collega esteri italiano. D’accordo che Alfano è a sua volta in perenne campagna elettorale per sopravvivere al ritorno berlusconiano.

Dunque noi italiani, sotto minaccia austriaca, dovremmo fare di Lampedusa l’isola ‘lager’. Forse lui, chiedendo al nonno, avrebbe in proposito qualche suggerimento da darci sui lager. Alfano, decisamente più interessato alla politica di casa che ai grandi scenari internazionali, lascia dire, limitandosi a definire il tutto  come semplice sparata elettorale. Reagisce per fortuna il Sindaco di Lampedusa: “Parole da naziskin”, sottintendendo ‘da nazista’. In effetti, c’ è un bel giro di ‘democratici’ attorno al giovanotto viennese: l’ungherese Orban, e quelli del Gruppo di Visegrad, la destra post comunista che l’Europa voleva riscattare dal passato, che sta provando a strascinarci tutti verso il fascismo. Disgrazie della storia.

Gentiloni per fortuna non fa l’Alfano e si arrabbia. E il cancelliere austriaco Christian Kern è costretto a bacchettare le intemperanze giovanili del suo ministro, invitandolo «A non mettere in pericolo il Sudtirolo. Dobbiamo stare attenti a non ritrovarci in un gruppo con Viktor Orban e con la Lega Nord, in politica estera -ha aggiunto Kern-. Non si può sempre stare contro tutti, si resta soli e il prestigio dell’Austria non va messo a rischio da una campagna elettorale». Ognuno fa i suoi conti in tasca, ma è così che funziona. Secondo Kern al valico del Brennero, non esiste una situazione di emergenza. Dalla rotta balcanica arrivano tuttora più migranti che dal Brennero.

Torniamo a Lampedusa, che l’arrogante e incolto giovanotto proponeva di farne la Ellis Island d’Europa. «Pretendiamo che venga interrotto il traghettamento di migranti illegali dalle isole italiane, come Lampedusa, verso la terraferma».
Sindaco di Lampedusa: «Evidentemente Kurz non sa neppure quanto è grande Lampedusa, e dimentica che nella nostra isola vivono seimila persone che si sentono europee. Dalle parole che ho letto capisco che il ministro Kurz non sappia come avvengano gli sbarchi, in quali condizioni vengano soccorsi i migranti che arrivano a Lampedusa, e non sa quanti sforzi compiano quest’isola e i suoi abitanti per l’accoglienza umanitaria». Spocchioso e ignorante.

Quest’uomo che vuole stipare qualche decina di migliaia di migranti su un isola di 20mila metri quadri e seimila abitanti - dall’inizio dell’anno a Lampedusa sono sbarcate più di 60mila persone, è, come detto, il leader trentenne del Partito Popolare Austriaco, una specie di Macron alpino, uno di quelli che dovremmo sperare vinca le elezioni, per non far salire al potere i fascisti brutti e cattivi dell’Fpoe di Norbert Hofer. Bah. L’ultima cosa che deve accadere però, è che gli Stati a noi limitrofi decidano, nel silenzio assenso di chi sta a Nord, di chiudere le frontiere e i valichi alpini per isolarci e circoscrivere il problema dei profughi alla sola Italia.

Scemenza per scemenza, come pura provocazione, c’è chi ha immaginato come fighetto Kurz, i carri armati al Brennero. Ma non solo. Tra un simil Macron e uno vero, qualche blindato anche alla frontiera di Ventimiglia. Carri armati italiani però, a difendere quella che sarebbe l’ultima parvenza di Unione europea. Scemenze dicevamo, anche se in Austria e dintorni, Orban e i quattro di Visegrad, sino al baltico del regime nazional-bigotto polacco, l’aria politica che tira non è rassicurante. Soprattutto in politica estera e comunitaria europea. Solidarietà Ue solo a prendere, e blocco Nato come identità politica prioritaria.

Ennio Remondino da Remocontro.it

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