Isole Salomone: al via la missione di peacekeeping

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E' atteso per domani l'arrivo ad Honiara della nave da guerra australiana "Manoora" da cui sbarcheranno 600 uomini, tra soldati, personale medico, ingeneri oltre a mezzi di supporto logistico. Il contingente della missione multinazionale guidata dall'Australia e' stato chiesto dal governo di Salomone per ristabilire l'ordine nell'arcipelago in preda a bande di miliziani. Protettorato britannico fino al 1978, le isole non hanno superato la guerra civile (1998-2000) e ha visto continuare gli scontri tra gruppi rivali nonostante un accordo di pace sottoscritto nel 2000.

Ma nella crisi gioca un ruolo non secondario la questione finanziaria. Non è la prima volta, infatti, che le cosiddette piramidi finanziarie mettono in ginocchio un Paese. Era accaduto nel 1997 con l'Albania uscita solo con grande difficoltà da un clima generalizzato di violenza e caos. Lo stesso destino si e' abbattuto sulle Isole Salomone

Il "Family Charitable Trust Fund" (Fondo fiduciario di beneficenza delle famiglie) aveva attratto i risparmi di migliaia di abitanti delle Isole Salomone con l'illusione di facili arricchimenti. Ma poi la piramide finanziaria, nel maggio scorso, era crollata obbligando alla chiusura anche le due principali banche del Paese. La vicenda ha da subito assunto connotazioni politiche poiché il primo ministro del Paese, Allan Kemakeza, ed altri nomi importanti del governo sono stati accusati di aver partecipato alla truffa.

L'emergenza economica e di ordine pubblico sta portando al collasso l'arcipelago. Nel giugno scorso il Governatore della Banca Centrale Ric Hou ha rinunciato al terzo mandato denunciando una situazione catastrofica: impossibilità di pagare gli interessi sul debito pubblico, spesa pubblica fuori controllo. Questi tra i motivi che hanno spinto il premier Alan Kemakeza a chiedere al primo ministro australiano John Howard l'invio di un contingente multinazionale guidato da Camberra per riportare l'ordine.

Tra le priorità della forza multinazionale a guida australiana, il cui intervento è stato approvato dal Parlamento delle Isole Salomone, e le cui prime unità sbarcheranno in questi giorno nell'arcipelago, vi sarà quella di riportare l'ordine nei territori controllati da Harold Keke, "signore della guerra" a capo del "Movimento di liberazione Isatabu", protagonista della guerra civile che ha caratterizzato l'arcipelago dal 1998 al 2000 e che sta terrorizzando la popolazione civile locale.

Già in passato Amnesty International aveva fatto notare la drammaticità della situazione. L'organizzazione che si batte per i diritti umani aveva infatti sottolineato che se da una parte Keke si è reso colpevole di inaudite ed efferate violenze anche le forze speciali della polizia, nei raid nelle zone controllate dal "signore della guerra", si sono macchiate di gravi violazioni dei diritti umani nei confronti della popolazione civile con torture, saccheggi e distruzioni.

Fonti: Misna, Amnesty International.

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