Imprese: sponsor etici a Roma e critiche al GC

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Il Comune di Roma discuterà di consumo critico in occasione della votazione del "Regolamento sulle sponsorizzazioni" che annovera, fra i vari criteri per l'accettazione degli sponsor, anche quello della responsabilità socio-ambientale dell'impresa proponente. Oltre all'inserimento di "standard di eticità" il cartello di associazioni, reti e coordinamenti riuniti nel Tavolo dell'Altraeconomia chiedono una Commissione di vigilanza etica nella selezione degli sponsor di eventi promossi dall'amministrazione capitolina.
Il coordinamento romano ha avviato una campagna di pressione volta ad incrementare la selettività delle istituzioni comunali in fatto di sponsorizzazioni. La campagna "Sponsor etici per Roma" sta raccogliendo le firme per un appello ai consiglieri comunali affinché sostengano in sede consiliare gli emendamenti proposti oggi alle commissioni congiunte. "La capitale e il suo sindaco Veltroni si sono ben distinti in questi anni per l'attenzione alla tutela dell'ambiente e dei diritti umani ritirando il proprio patrocinio da eventi sostenuti da alcuni sponsor discutibili come Nestlé, Nike o, più recentemente, Coca-Cola" ha dichirato il missionario comboniano Alex Zanotelli

Di responsabilità sociale delle imprese si è parlato anche a livello internazionale durante la Conferenza UNCTAD XI con un documento estremamente debole che ribadisce l'importanza del ruolo delle corporations nel trasferimento di know-how tecnologico e commerciale verso i paesi in via di sviluppo richiamando ai possibili sforzi per promuovere la reponsabilità e la credibilità delle multinazionali a livello nazionale ed internazionale. Un livello di pura raccomandazione cui la dichiarazione si limita, anche dopo la forte presa di posizione di alcune importanti ONG che nei giorni del summit brasiliano avevano denunciato il tentativo degli USA e della Conferenza stessa di minare le leggi che assicurano un certo grado di trasparenza per il comportamento delle imprese nel mondo. A seguire si è tenuto il Summit sul Global Compact, il programma promosso dal Segretario Generale Kofi Annan per promuovere diritti umani e del lavoro nelle attività delle imprese. Anche qui le ONG hanno fortemente criticato l'iniziativa ritenuta debole ed utile solo a mettere la coscienza a posto alle imprese che rimangono libere da concreti vincoli ed orientamenti. Tra questi Earth Rights International che sostiene che il GC ha una struttura molto debole e non vincola nessuno a rispettare gli impegni presi in quanto non vi sono sanzioni.

Intanto in Italia è partito a rilento il CSR forum promosso dal ministro Maroni per promuovere il progetto del governo italiano sulla responsabilità sociale di impresa. Il forum, che prevede la partecipazione dei principali stake-holders tra i quali anche i membri della campagna "Meno beneficienza, più diritti" è per il momento servito solo mettere attorno ad un tavolo i partecipanti ed a presentare il piano di lavoro che vedrà la costituzione di tavoli tecnici tematici che dovranno lavorare su quattro filoni: diffondere la cultura della Responsabilità Sociale e facilitare lo scambio di esperienze e buone pratiche, promuovere la CSR tra le PMI, promuovere la convergenza e la trasparenza delle pratiche e degli strumenti (set di indicatori), CSR e sviluppo sostenibile. Secondo Deborah Lucchetti di Roba dell'Altro mondo è presto per se si tratta di "bluewashing" all'italiana ma per ora c'è da rilevare che il Gruppo di Lavoro del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha risposto a tutti i firmatari della petizione promossa dalla Campagna. Secondo Francuccio Gesualdi, direttore del Centro Nuovo Modello di Sviluppo, l'etica d'impresa è una farsa e i codici e certificazioni sono spesso solo una maschera. Gli unici - secondo Gesualdi - che possono obbligare le imprese a scelte etiche sono i consumatori che acquistano consapevolezza del proprio potere e che si attivano attraverso il consumo critico e Campagne di pressione che nella forma più estrema giungono al boicottaggio come è successo nel felice "caso Del Monte". [AT]

Altre fonti: Rete romana consumo critico, Campagna Meno beneficienza, più diritti , Campagna Cambia lo sponsor

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