Gli orsacchiotti dissidenti colpiscono la Bielorussia

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Non è la prima volta che gli orsacchiotti di peluche Teddy Bear fanno il loro ingresso sulla scena della lotta per i diritti umani. Ma là dove i cittadini non possono manifestare neppure i pupazzi inanimati possono essere addobbati come attivisti e soprattutto non possono veicolare con cartelli messaggi di libertà. La loro azione, che senza dubbio può essere definita nonviolenta, tuttavia continua. Dopo la loro improvvisa e fugace apparizione prima in Russia poi, nel febbraio di quest’anno in Bielorussia, gli orsacchiotti sono piovuti dal cielo nei giorni scorsi ancora in Bielorussia che rappresenta a tutti gli effetti l’ultima dittatura d’Europa.

L’ultimo casus belli tra il regime di Lukashenko e l’Unione Europea (che purtroppo alla fine si spaventa e accetta tutto ciò che combina il dittatore) arriva da un’azione tanto simbolica quanto divertente: due attivisti svedesi in volo con un piccolo aereo sui cieli della Bielorussia hanno sganciato “bombe umanitarie” nella veste di orsacchiotti portatori di messaggi di pace e di libertà.

Scrive Anastassia Kravchuk per “La voce della Russia”: “Il Ministero degli Esteri della Repubblica ha negato l’accreditamento all’Ambasciatore svedese Stefan Eriksson alla scadenza della sua attività di 7 anni nel Paese,- ha comunicato il segretario dell’ufficio stampa del Ministero degli Affari Esteri della Belarus Andrey Savinykh.

In risposta il Ministero degli Esteri della Svezia ha dichiarato che la presenza dell’Ambasciatore della Belarus e di altri due rappresentanti della missione diplomatica bielorussa a Stoccolma è indesiderata. Di recente si è appreso che il Ministero degli Esteri della Belarus chiude la sua Ambasciata in Svezia e chiede a Stoccolma che essa faccia altrettanto entro il 30 Agosto. Tuttavia, per il momento non è il caso di affermare che è avvenuta la rottura dei rapporti diplomatici tra i due Paesi. La situazione viene commentata dal politologo Andrey Kasakevich: «L’immagine e la necessità di reazione alla violazione del confine bielorusso, a quanto pare, valgono di più rispetto a come saranno i rapporti della Belarus con l’Ue in un prossimo futuro. Va constatato che i rapporti già ora sono molto cattivi. In tale situazione le autorità bielorusse, forse, si possono permettere un simile comportamento».

Intanto, lo «sbarco degli orsacchiotti di peluche» hanno avuto delle conseguenze negative anche per i giornalisti ed imprenditori bielorussi. Al fotografo Anton Suriapkin che ha pubblicato le fotografie degli orsacchiotti in Internet e all’imprenditore Serghey Basharimov che dava in locazione l’appartamento agli svedesi, è stata presentata l’accusa ufficiale. Saranno processati per il concorso nello sconfinamento illegittimo della frontiera statale. Al Centro d’informazione e contatti pubblici della KGB della Belarus ci è stato comunicato che i cittadini della Svezia, che hanno sconfinato con l’aereo la frontiera statale lituana ed hanno lanciato gli orsacchiotti di peluche con slogan democratici, sono invitati a venire in Belarus per fornire assistenza nell’indagine sul caso”.

Ma non è finita. Riportano le agenzie di stampa riprese da vari giornali: “Per la gravissima colpa di aver fotografato gli orsetti di peluche sganciati lo scorso 4 luglio su Minsk a sostegno della libertà d’espressione, sono finite in manette. Due giornaliste bielorusse sono state arrestate in connessione alla vicenda del ‘bombardamento di peluche’ che è sfociata in una crisi diplomatica tra Bielorussia e Svezia. Si tratta di una fotoreporter del quotidiano Nasha Niva e della corrispondente per l’edizione bielorussa di Komsomolskaya Pravda, ha rivelato oggi un portavoce dell’Associazione Giornalisti di Minsk, come riporta Ria Novosti. Le due rischiano quindici giorni di prigione o una salata multa”.

L’Unione Europea che fa? Va detto che le istituzioni di Bruxelles si trovano sempre a disagio nel rapportarsi con l’ultima dittatura del continente. Lasciando perdere le affermazioni di Berlusconi che si doleva di non avere i poteri di Lukashenko, la paura di irritare Mosca e le divisioni interne all’Unione con la Germania che non vuole avere problemi sui confini orientali determinano un atteggiamento retorico nelle parole, timido nei fatti. E così, a fronte della crisi diplomatica tra Svezia e Bielorussia, una riunione dei vertici europei, tenutasi il 10 agosto, non ha portato a nulla. Così scrive l’agenzia Asca: “I rappresentanti dei 27 Paesi dell’Ue hanno espresso la propria solidarietà alla Svezia dopo le tensioni esplose tra Minsk e Stoccolma a seguito dell’espulsione di tutto lo staff diplomatico svedese dalla Bielorussia. L’Ue non è riuscita, però, ad arrivare ad una posizione comune sull’ipotesi di ritirare i propri ambasciatori da Minsk, argomento che non e’ stato neanche discusso nel corso della riunione straordinaria avvenuta oggi a Bruxelles presso il Comitato politico e di sicurezza dell’Ue.

Tutti i rappresentanti dell’Ue hanno espresso la loro «forte solidarietà» a Stoccolma e si sono dichiarati «estremamente preoccupati» per l’espulsione della missione diplomatica da Minsk, ha affermato il presidente del Comitato politico e di sicurezza dell’Ue, Olof Skoog (di nazionalità svedese -ndr).

Secondo i rappresentanti, le tensioni tra Stoccolma e Minsk colpiscono in qualche modo le relazioni tra la Bielorussia e l’Ue nel suo insieme, ha precisato Skoog. L’Ue, inoltre, rivaluterà le sanzioni contro la Bielorussia «nei prossimi mesi» mentre «nei prossimi giorni» verrà dato un «messaggio molto chiaro a tutti gli ambasciatori bielorussi in Europa, esprimendo piena solidarietà agli svedesi», ha sottolineato Skoog”.

Così si tergiversa aspettando tempi migliori. Intanto l’Europa fa l’ennesima brutta figura. (PGC)

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