Diritti umani: oggi l'Italia all'esame del Consiglio dell'Onu, le richieste di Amnesty

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Carcere: in Italia la tortura non è riconosciuta come reato

Modificare le disposizioni del "pacchetto sicurezza" e sugli sgomberi forzati, assicurare i diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati, ma anche rispetto delle Convenzioni europee e dei Patti internazionali sui diritti civili e politici e l'introduzione del "reato di tortura": sono tra i punti del severo rapporto che Amnesty International ha sottoposto all'attenzione del Consiglio Onu dei diritti umani circa la situazione dei diritti umani in Italia.

Oggi, infatti, l'Italia sarà sottoposta all'Esame periodico universale da parte del gruppo di lavoro del Consiglio Onu dei diritti umani di Ginevra: è prevista la diretta internet dalle 10 alle 13,

In vista della riunione di Ginevra, Amnesty International ha sottoposto all'attenzione del Consiglio Onu dei diritti umani un documento contenente informazioni sulla situazione dei diritti umani in Italia (testo completo in inglese in pdf) e una serie di raccomandazioni indirizzate al Governo italiano, che l'organizzazione auspica saranno prese in considerazione durante l'Esame. Amnesty International oggi prenderà parte a un'audizione formale su questo tema presso il Comitato permanente sui diritti umani della Camera dei Deputati.

Amnesty International ritiene che "l'Esame periodico universale rappresenti un momento importante nel lavoro di promozione e protezione dei diritti umani del Consiglio Onu volto al miglioramento della situazione dei diritti umani in tutti i paesi posti sotto esame". L'organizzazione ha chiesto quindi al Governo italiano di "includere le sue raccomandazioni nel rapporto che l'Italia presenterà in occasione dell'Esame e di cogliere l'opportunità offerta da questo strumento per intraprendere azioni efficaci e tempestive finalizzate a conseguire progressi sostanziali nella realizzazione degli obblighi e degli impegni assunti sui diritti umani".

Nello specifico le raccomandazioni che Amnesty International ha rivolto all'Italia sono le seguenti:

  • Reato di tortura

"Introdurre nell'ordinamento italiano il reato di tortura adottando una definizione di tortura che includa tutti gli elementi contenuti nell'articolo 1 della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura". Va ricordato che al processo per i fatti della Caserma di Bolzaneto di Genova collegati al G8 del 2001 il Tribunale ha documentato "trattamenti inumani, crudeli e degradanti", da parte delle Forze dell'ordine definibili come tortura - che però non esiste come reato nel nostro ordinamento - e quindi ai fini della condanna, sono stati fatti rientrare in reati minori quali "l'abuso d'ufficio". Un fatto che Amnesty ha ripetutamente denunciato nel suo Rapporto Annuale.

  • "Pacchetto sicurezza"

Modificare le disposizioni del "pacchetto sicurezza" che possono risultare discriminatorie nei confronti delle minoranze che vivono in Italia. Assicurare che le disposizioni del "pacchetto sicurezza" siano pienamente conformi agli obblighi dell'Italia derivanti dalle norme internazionali sui diritti umani garantendo, in particolare, il rispetto del diritto a un alloggio adeguato e fornendo assistenza in tal senso. Astenersi da azioni che potrebbero indurre alla discriminazione e all'ostilità verso minoranze quali i rom, i sinti e i migranti.

  • Migranti, richiedenti asilo e rifugiati

Assicurare il pieno rispetto dei diritti umani dei richiedenti asilo, dei migranti e dei rifugiati. Cooperare strettamente con gli altri paesi affinché coloro che vengono soccorsi in mare siano portati immediatamente in un luogo sicuro nel pieno rispetto del principio di non-refoulement (non respingimento - ndr) e abbiano accesso a un'equa e soddisfacente procedura di asilo.
Assicurare che il controllo delle frontiere non sia realizzato a scapito dei diritti umani dei migranti ma rispetti gli obblighi internazionali e regionali sui diritti umani; porre fine immediatamente al trasferimento verso la Libia di cittadini di paesi terzi intercettati nelle acque internazionali.

  • Sgomberi forzati

Assicurare che gli sgomberi forzati siano eseguiti solo dopo aver valutato ogni altra soluzione alternativa e includano un'effettiva consultazione delle persone coinvolte e una notifica dello sgombero in anticipo, con tempi ragionevoli e adeguati. Garantire una sistemazione alternativa e il diritto di ricorrere legalmente contro lo sgombero contestandolo davanti alla magistratura. In riferimenti ai fatti di Rosarno calabro del gennaio scorso, Amnesty International aveva chiesto alle autorità italiane di "tutelare i diritti economici e sociali dei migranti e proteggerli dalla violenza".

  • Accordi di diritto internazionale

Rispettare la Convenzione europea sui diritti umani, il Patto internazionale sui diritti civili e politici e la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura.

  • Legislazione anti terrorismo

Rendere la legislazione antiterrorismo, incluse le norme della legge Pisanu, conforme agli obblighi internazionali dell'Italia sui diritti umani. Astenersi dal trasferire persone verso paesi dove potrebbero subire torture o altri maltrattamenti. Dare piena e immediata attuazione alle decisioni della Corte europea dei diritti umani.

  • Aziende estrattive

Adottare una legislazione che imponga alle aziende estrattive italiane di prendere tutte le misure necessarie e adeguate per rispettare e tutelare i diritti umani nel corso delle operazioni che conducono all'estero, con particolare attenzione alle aree ad alto rischio come il Delta del Niger. Nei mesi scorsi Amnesty ha presentato ieri un rapporto dove indica, tra le altre, precise responsabilità compagnie dell'azienda italiana Eni che opera in Nigeria attraverso la consociata Nigerian Agip Oil Company (Naoc). Stabilire un meccanismo di supervisione parlamentare che riceva ed esamini le denunce relative alle attività delle aziende del settore estrattivo. Assicurare che le vittime di violazioni dei diritti umani causate dalle aziende estrattive italiane possano avere accesso a una tutela efficace, compresa la possibilità di accedere ai tribunali italiani, nel caso in cui tale possibilità sia negata nel loro paese. Assistere il governo della Nigeria nell'istituzione di un ente indipendente che supervisioni le operazioni estrattive relative a gas e petrolio.

Il meccanismo dell' Esame periodico universale consente di esaminare la situazione dei diritti umani di ogni stato membro delle Nazioni Unite ogni quattro anni; dà la possibilità agli stati membri di esprimere la loro posizione sulla necessità che la situazione dei diritti umani del paese sotto esame sia migliorata e di lavorare in modo cooperativo con il paese stesso all'identificazione di misure che possano portare a tale miglioramento. Per questo è importante che il dialogo tra il paese sotto esame e gli altri paesi che partecipano al meccanismo sia condotto nel miglior modo possibile. Tale dialogo dovrebbe essere basato sui principali problemi relativi al rispetto e all'attuazione dei diritti umani in quel paese, e i paesi che partecipano dovrebbero rivolgere raccomandazioni precise e concrete per risolvere questi problemi e rafforzare il pieno rispetto dei diritti umani di tutti i cittadini del paese posto sotto esame.

Gli stati sotto esame hanno a disposizione un'ora per presentare il loro rapporto, rispondere a domande sollevate da altri stati e fare alcune conclusioni finali. Le restanti due ore sono a disposizione dei membri del Consiglio e degli stati osservatori per commenti, domande e raccomandazioni. [GB]

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