Debito: ai Governi del G8

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La Campagna "Sbebitarsi - cancelliamo il debito" ha inviato al Ministro degli Esteri e del Tesoro una lettera che riassume la posizione della campagna internazionale e avanza le richieste per la cancellazione del debito, in occasione del prossimo
G8 di Evian.

Durante la presidenza del G8, il Presidente francese aveva promesso che avrebbe dato al debito una posizione di rilievo nella sua agenda e che avrebbe avanzato proposte su questo tema agli altri membri del G8. Uniti, nel rispetto del principio dei diritti umani del diritto internazionale, noi campagne dei paesi
del G8, vogliamo cogliere questa opportunità per condividere e avanzare qualche nostra proposta.

La Francia ha più volte sottolineato che il G8 dove giocare pienamente il suo ruolo riguardo agli impegni concordati a livello internazionale, in particolare i Millenniun Development Goals (MDG, Obiettivi di Sviluppo del Millennio).
Infatti l'obiettivo di dimezzare la povertà estrema, che numerose ong considerano insufficiente, non sarà raggiunto entro il 2015 senza un considerevole sforzo da parte della comunità internazionale per la mobilitazione di nuove risorse finanziarie. Una più ampia cancellazione del debito, se in aggiunta ai flussi finanziari per lo sviluppo ODA, potrebbe
giocare un ruolo importante al riguardo.

Sostenibilità del Debito: verso un approccio centrato sullo sviluppo umano

Per quanto riguarda l'iniziativa HIPC, le priorità della Francia sono (A) l'incremento della sua iniziativa e (B) il raggiungimento della sostenibilità del debito al di la del completion point. Questo mentre le Istituzioni Finanziarie Internazionali (IFI) hanno ammesso che questa iniziativa ha
fallito nell'obiettivo di rendere sostenibile il debito dei paesi HIPC.
Per assicurare la sostenibilità del debito al di la del completion point, noi crediamo che sia necessario superare il principio che stabilisce il servizio del debito come prioritario sulla realizzazione dei bisogni umani fondamentali. Noi sosteniamo invece che sia necessario un approccio basato sulla
capacità, da parte di un paese, di investire sullo sviluppo umano. Questo approccio stabilisce quale principio inviolabile la soddisfazione dei bisogni essenziali.
A questo proposito facciamo appello affinché venga urgentemente intrapresa una revisione indipendente della sostenibilità del debito.
A Monterrey, la comunità internazionale si è impegnata a legare l'analisi sulla sostenibilità del debito alle risorse necessarie per il raggiungimento dei MDGs. I paesi del G8, che sono stati tra i detentori di una considerevole parte del debito, dovrebbero adempiere ai loro impegni ed essere pronti ad accettare le conseguenze di un tale approccio centrato sullo sviluppo umano della sostenibilità attraverso:
- Disponibilità alla cancellazione del debito verso tutti i paesi. Il debito minaccia lo sviluppo di molti paesi, inclusi alcuni che non sono eleggibili all'iniziativa HIPC. In nessun paese il debito deve compromettere la capacità di venire incontro ai bisogni primari. Un approccio che vede al centro lo sviluppo umano dovrebbe sottolineare la razionalità dell'"approccio nelle
relazioni con i paesi non IDA all'interno del Club di Parigi" come i Ministri delle Finanze del G8 vogliono sviluppare (vedi riunione di questi ultimi del 12 aprile del 2003).
- 100% della cancellazione del debito per la maggioranza dei paesi HIPC. Senza la cancellazione totale del loro debito la maggioranza dei paesi HIPC non sarà nelle condizioni di raggiungere i MDGs. Allo stesso tempo, una cancellazione del 100%, consentirebbe a questi paesi di usufruire di un nuovo
inizio.
- Un contributo multilaterale più significativo per rendere più efficace la cancellazione del debito. I paesi del G8 hanno promesso di cancellare il totale del debito bilaterale in ambito HIPC. Il risultato dell'iniziativa HIPC è che le IFI sono diventate i maggiori creditori. Date le dimensioni delle necessità per lo sviluppo umano, gli azionisti di maggioranza delle IFI, che
fanno parte del G8, dovrebbero dichiararsi chiaramente a favore di un più ampio impegno multilaterale, incluso in molti casi la cancellazione del debito da parte delle IFI, senza l'imposizione di condizionalità che colpirebbero i bisogni umani fondamentali. Le IFI sono nelle condizioni di contribuire in
modo significativo alle cancellazioni del debito a partire dalle loro risorse, senza mettere in difficoltà impegni futuri.

Per una giusta e trasparente procedura di arbitrato

Il verificarsi delle crisi finanziarie negli anni '90, e specificamente la crisi argentina, hanno evidenziato la necessità di una riforma del sistema finanziario internazionale. Il problema è principalmente strutturale. Come dimostra l'asimmetria tra creditori e debitori nel trattamento del debito
internazionale, che deve essere gestito come una parte di un insieme basato sulla corresponsabilità di debitori e creditori nell'accumulazione del debito, l'illegittimità di certi debiti, così come l'inviolabilità di diritti economici, sociali e culturali fondamentali.
Il fatto che abbia preso recentemente piede un dibattito sul Meccanismo di Ristrutturazione del Debito Sovrano (SDRM), lanciato dal Fondo Monetario Internazionale (FMI), dimostra che una piattaforma per negoziare la risoluzione del debito è riconosciuta necessaria. Questo lo accogliamo in modo favorevole, sebbene noi riteniamo che questo meccanismo non includa le sufficienti ed indispensabili condizioni per un procedimento per un giusto e trasparente trattamento del debito.
"Riconoscendo che non è verosimile il compimento delle proposte SDRM", i Ministri del G8 hanno affermato il 12 aprile che "il lavoro sulla questione messa in luce nella discussione in ambito SDRM deve continuare". Secondo noi, questa dovrebbe costituire l'occasione per riconsiderare la questione alla
luce delle proposte alternative avanzate dalla società civile. A questo proposito, noi sosteniamo la creazione di un processo di insolvenza internazionale che abbia le caratteristiche di giustizia e trasparenza, secondo il modello dell'articolo 9 del Codice di insolvenza USA (concepito per debitori con poteri
di governo).

Noi difendiamo soprattutto i seguenti principi:
- Il processo dovrebbe essere aperto ad ogni paese debitore.
- Un approccio integrato che dovrà tenere in considerazione ogni tipo di debito.
- Un organo terzo dovrà essere neutrale. La sostenibilità del debito dovrà essere giudicata da questo panel indipendente ed il ruolo del FMI dovrà essere ristretto a quello di creditore.
- L'analisi indipendente sulla sostenibilità del debito dovrà essere basata su bisogni finanziari legati allo sviluppo umano.
- Tutti le parti coinvolte dovranno partecipare a tale processo
trasparente. In particolare , questo processo dovrebbe essere aperto alla partecipazione dei gruppi della società civile dei paesi debitori.
- Il livello di sussistenza dovrebbe essere protetto e le misure di sospensione dovrebbero partire automaticamente.

Incoraggiamo i paesi indebitati a cercare protezione attraverso un processo di arbitrato, sulle basi più opportune, prima che una crisi debitoria si venga a verificare.

Per il riconoscimento dell'illegittimità di alcuni debiti.

Accogliamo con favore il riconoscimento da parte del Ministro del Tesoro degli USA John Snow, riguardo al debito dell'Iraq, che un debito contratto da un dittatore non dovrebbe essere pagato dalla popolazione dopo che la caduta del regime. Vogliamo ricordare al G8 che ci sono stati più casi di debito odioso, ad esempio quello di Nigeria e Indonesia. Il debito di tutti i paesi dovrebbe essere trattato su basi eguali.

Reti e organizzazioni per la cancellazione del debito dei paesi G8 che hanno sottoscritto:

Canada Canadian Catholic Organization for Development and Peace
Francia Plate-Forme Dette et Développement
Germania Erlassjahr Entwicklung brauckt Entschuldulng
Italia Sdebitarsi, Campagna per la cancellazione del debito estero dei paesi poveri
Giappone Japan Network on Debt & Poverty
Gran Bretagna Jubilee Debt Campaign
USA Jubilee USA Network

Network internazionali
CIDSE, Eurodad, Oxfam International

Campagna Sdebitarsi

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