Contractors e mercenari invadono l’Africa

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Foto: Remocontro.it

Africa terra di conquista

Contractors e mercenari invadono l’Africa. In Nigeria nella guerra contro Boko Haram, in Libia nello scontro tra milizie locali, l’antiterrorismo nel Sahel, gli addestratori russi in Repubblica Centrafricana e Sudan, quelli cinesi per la “One Belt One Road”, la via della Seta, i tedeschi in Ruanda e gli ucraini un po’ dappertutto, sostiene Pietro Orizio su Analisi Difesa. Per occuparci anche di cose nostre, Erik Prince, Academi ex Blackwater USA, presumibilmente al servizio di ENI ed Exxonmobil in Mozambico. Ed è soltanto un assaggio di una realtà tanto controversa quanto complessa, e molto spesso occultata. Disordinatamente in Africa inseguendo Orizio.

Guerra a Boko Haram

Il capo di stato maggiore dell’esercito nigeriano, tenente generale Tukur Burat vanta la vittoria contro Boko Haram, ma la sconfitta degli jihadisti africani è stata possibili grazie a contractors stranieri che hanno ribaltato le sorti del conflitto. Un gruppo di 100-300 tra sudafricani, britannici, indiani e di Paesi dell’Est -Georgia ed Ucraina- della STTEP International Ltd di Eeben Barlow, un ex ufficiale delle Forze Armate sudafricane.

Addestratori e pretoriani

Particolarmente attivi in terra africana i russi. Dall’inizio di quest’anno, cita Orizio, nella Repubblica Centrafricana per addestrare addirittura gli effettivi del ricostituito esercito nazionale. 175 uomini di cui solo 5 sarebbero membri ufficiali delle forze armate. Gli altri apparterrebbero al Gruppo Wagner, coinvolta nelle operazioni militari in Donbass e Siria ormai da anni. Alla Wagner sarebbe stata affidata anche la protezione del presidente della Repubblica Centrafricana, Faustin-Archange Touadéra.

Russia africana

Da gennaio la Wagner opererebbe anche in Sudan per la protezione di diverse miniere, e incarichi di consulenza ai vertici delle forze armate impegnate contro il Sudan del Sud, scrive Stratfor. In Libia, il The Sun svela la presenza di due basi russe nei pressi di Tobruk e Bengazi, sotto stretta vigilanza della Wagner a supporto delle forze del generale Khalifa Haftar. Tra il 2016 ed il 2017 la Reuters aveva parlato di operazioni della RSB-group russa al servizio di Haftar a Bengazi.

Wagner pericoloso

Parlarne nuoce gravemente alla salute, scrive Orizio. Clamortosi il caso di Kirill Radchenko, Alexander Rastorguyev e Orkhan Dzemhal, uccisi il 30 luglio nei pressi di Sibut, Repubblica Centrafricana. I tre giornalisti erano impegnati nella ricerca di materiale per un documentario sul Gruppo Wagner in Africa. Secondo l’esperto militare ucraino, Oleksandr Kovalenko la morte dei giornalisti russi potrebbe esser ricondotta ad una guerra tra oligarchi russi per il controllo delle PMC e relativi lucrosi contratti. Altra ipotesi di troppa curiosità giornalistica, l’afflusso di armi russe in Repubblica Centrafricana attraverso le PMC nel Paese.

Nel Sahel anti jihad

Gruppi jihadisti nel Sahel hanno favorito lo sviluppo e presenza di società di sicurezza private, è l’affermazione di partenza. Alle spalle di ogni soldato delle varie forze internazionali presenti nella regione - americani, francesi, tedeschi, (ora anche italiani) - troviamo infatti almeno un operatore di sicurezza o un addetto alla logistica privato.

AFRICOM

Il comando americano per l’Africa affida ai contractors operazioni d’intelligence e raccolta d’informazioni, trasporti tattici, ed anche operazioni da “dito sul grilletto”, precisa Orizio. Solo per AFRICOM, ci sono 21 società private americane fornitrici di servizi in Africa settentrionale e Sahel. Oltre a dozzine di altre compagnie francesi, britanniche ed ucraine a contendersi un budget annuale multimilionario.

Contractors Made in China

Anche in Africa la ‘Nuova Via della Seta’ cinese, e quindi chi deve tutelarla. Per il momento solo una ventina tra le 5.000 società di sicurezza private presenti in Cina nel 2017 (più di 4,3 milioni di operatori), presenti a livello internazionale con 3.200 uomini. Scorta alle imbarcazioni di bandiera al largo della Somalia, e sul continente a protezione di assets e personale di grandi gruppi industriali. La DeWe Security Services Co di Pechino per proteggere la linea ferroviaria Nairobi-Mombasa da 3,2 miliardi di dollari e l’impianto di liquefazione del gas naturale della Poly-GCL Petroleum Group in Etiopia, investimento da 4 miliardi di dollari, e il più grande incarico ad una PSC cinese. Cimento in Sudan del Sud con l’evacuazione di 300 dipendenti della China National Petroleum Corp, bloccati a Juba dagli scontri tra forze governative e ribelli.

Piloti ucraini in Mali

Anche gli ucraini nell’affollato mercato africano. Grazie ai suoi porti sul Mar Nero, l’Ucraina è diventata un punto di transito conveniente per equipaggiamenti e personale di sicurezza verso numerosi teatri operativi. Nel Sahel numerose società ucraine sono direttamente impegnate a fianco di organizzazioni internazionali. Gli elicotteri per il MEDEVAC in Mali e altre società operative in Sudan, Congo e Costa d’Avorio. Tra coloro che hanno addestrato i piloti nigeriani e colpito direttamente Boko Haram vi erano almeno tre ucraini. Uno di questi, il capitano Chup Vasyl, dopo tre mesi di raid è precipitato ed è morto.

Tedeschi in Ruanda

Una delegazione di PSC tedesche in Ruanda, con l’intenzione di investire nel Paese e collaborare con partners locali, in un settore che è cresciuto del 1500% dal 1997, con sedici società registrate oggi, e con più di 14.000 operatori.

Ex Blakwater in Mozambico

Erik Prince, secondo Africa Monitor Intelligence, avrebbe stipulato contratti in Mozambico con diverse società, tra di esse ENI ed il gigante americano Exxonmobil. Sono seguite le smentite di entrambe le società. ENI aveva già smentito dichiarazioni simili nel 2016. Fanno pensare i 24 pescherecci della flotta ora acquisita da Prince, operativi nel canale di Mozambico, sempre teatro di attacchi di pirati.

Interessanti spunti di riflessione a sollecitare approfondimenti.

Ennio Remondino da Remocontro.it

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