Congo: Pax Christi chiede l'estensione delle operazioni di Onu e Ue

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A causa della situazione drammatica che va precipitando nella parte Nord-est della provincia di Ituri, della Repubblica Democratica del Congo, dove una popolazione intera è minacciata di essere massacrata, Pax Christi International ha inviato una lettera a Kofi Annan, Segretario Generale delle Nazioni Unite, in cui esprime la propria grave preoccupazione.
Il mandato di Monuc dell'Onu termina alla fine di luglio, così come la presenza di Artemis dell'Unione Europea terminerà il primo settembre 2003.

Con lettera datata 17 luglio 2003, mons. L. Monsengwo, Arcivescovo di Kisangani e Vicepresidente di Pax Christi International, insieme con Etienne De Jonghe, Segretario Internazionale di Pax Christi, ha rivolto un appello al segretario Generale dell'Onu per chiedere l'estensione dei mandati ed un attivo coinvolgimento al fine di cercare la pace per l'intera regione. Nella Repubblica Democratica del Congo Pax Christi International conta diversi gruppi locali e molte organizzazioni partner. Questa lettera è stata scritta su richiesta dei partner locali con i quali è stato sviluppato un network. Queste le raccomandazioni formulate: "Un'operazione UE e/o ONU nella regione dell'Ituri e nella RD del Congo dovrebbe essere inserita nel contesto che preveda: un processo di disarmo dei bambini soldato, delle milizie e delle altre parti coinvolte nel conflitto; il rafforzamento della società civile e delle iniziative di riconciliazione tra i differenti gruppi e popoli; la necessità e lo sviluppo di un processo politico di pace più generale, che includa tutti i paesi africani della regione dei Grandi Laghi; la necessità di sviluppare nuovi strumenti di diritto internazionale in grado di contrastare le cause economiche e strutturale del conflitto (war economy): fermare il circolo vizioso dello sfruttamento delle risorse e dell'importazione di armi; la necessaria pressione politica sui governi di Rwanda e Uganda; l'aiuto allo sviluppo dovrebbe essere urgentemente orientato alla ricostruzione delle infrastrutture di base della società: centri sanitari, scuole, costruzione o ristrutturazione di abitazioni, ecc...; fermare l'impunità: i signori della guerra e gli altri leader irresponsabili dei gruppi combattenti dovrebbero essere condotti davanti a tribunali nazionali e/o internazionali".
Sulla base di questo approccio globale, per Pax Christi Monuc dovrebbe: "Dare migliore esecuzione ai compiti principali che gli sono stati affidati: da una parte osservare e denunciare pubblicamente e tempestivamente le violazioni del cessate il fuoco, i movimenti delle truppe straniere e congolesi e il sostegno sotto forma di armi e truppe ai combattenti, dall'altra parte dar seguito al programma di smobilitazione e rimpatrio; affidare un nuovo mandato sotto il Capitolo 7 della carta delle nazioni unite al di fuori di ogni limitazione geografica così come avviene con l'Operazione ARTEMIS a Bunia, al fine di proteggere le popolazioni in un tempo sufficientemente lungo; dotare di tutti i mezzi e del personale necessario, con speciale riguardo al sostegno politico indispensabile al compimento della missione; questo sostegno politico dovrebbe concretizzarsi nel potenziamento di metodi atti ad esercitare la pressione necessaria e l'applicazione delle sanzioni riguardanti il rifiuto dei visti o il congelamento dei profitti e la limitazione degli aiuti non previsti dal budget. (...)".

Tale messaggio è stato spedito anche agli ambasciatori dei paesi membri del Consiglio di Sicurezza; a Chris Patten, Commissario per le Relazioni Esterne; e a Javier Solana, alto rappresentante per la politica comune degli esteri e della Sicurezza dell'EU. E' possibile richiedere una copia della lettera con i seguenti codici: AF.24.E.03 (Annan); AF.25.E.03 (Patten) e AF.23.E.03 (Solana). Pax Christi International ha chiesto alle sezioni nazionali, alle organizzazioni affiliate e agli altri partner di inviare lettere ai rispettivi governi nazionali e di sensibilizzare i propri aderenti sugli sviluppi tragici della situazione nella Repubblica Democratica del Congo.

Fonte: Redattore Sociale

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