Caldo e siccità: effetto di inquinamento elettromagnetico?

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© WWF - Inquinamento climatico

Caldo e siccità: un effetto dell' inquinamento elettromagnetico? Per i metereologi il caldo è "innaturale in tutta l' Europa" e con punte massime nelle metropoli. "Le forti pressioni atmosferiche impedirebbero la formazione delle nuvole". Ma il cielo è spesso nuvoloso senza che vi si liberi la pioggia. E se fosse cambiata l'aria per colpa del bombardamento elettromagnetico ad alta energia?

Secondo i ricercatori "l'equatore metereologico terrestre sembra essersi spostato di 20 gradi più a nord trasformando il clima del Mediterraneo in un clima quasi desertico". L' origine del caldo opprimente di questi giorni sarebbe un monsone proveniente dall'Africa". Mentre dalla fine di giugno sull' Africa sub-sahariana ha invece piovuto molto più del solito. Mentre, stranamente, è molto meno caldo ora nei paesi del nord Africa che in tutta l' Europa.

Forse gli esperti, nel valutare solo le correnti d'aria, i millibar e l'inquinamento da idrocarburi, stanno ricercando in una direzione sbagliata. E' chiaro a tutti che il caldo infuocato, arroventato di questi giorni non può essere la conseguenza del solo "effetto serra". Se così fosse dovrebbe piovere ripetutamente.

Oggi l'aria (purtroppo) ha in grandissima parte sostituito le vecchie e costose cablature telefoniche ed è divenuta a tutti gli effetti un "economico" conduttore elettromagnetico per telecomunicazioni. Le radiazioni non ionizzanti, sempre più immesse in questi anni nell'aria delle città e delle autostrade con radiobasi della telefonia mobile e ponti radio, sono in grado di provocare effetti termici non solo su tessuti vitali (es. riscaldamento dell'orecchio dal cellulare) ma indirettamente nell'ambiente circostante e molto probabilmente hanno trasformato il clima nell' "inferno" che stiamo subendo. Dalle radiobasi viene emesso persistentemente un notevole segnale elettrico in andata e ritorno - onda stazionaria - che aumenta la carica elettrica nell'atmosfera.

Il bombardamento elettromagnetico ad alta energia, con radiazioni artificiali permanenti anche se non ionizzanti, ma con fotoni derivati dalla spinta energetica nelle microfrequenze, provoca alle molecole dell'aria l'espulsione di elettroni dagli atomi, i quali disintegrandosi si trasformano in ioni tutti di una stessa carica positiva.

Molecole stazionarie che d'estate subiranno un processo non solo di fotosintesi, trasformandosi in No2 e peggiorando l'inquinamento, ma otterranno anche un effetto di "amplificazione" del raggio solare; fungendo da "propulsore" per le radiazioni elettromagnetiche solari su tutte le aree industrializzate dotate di tele-radiocomunicazioni.

Possiamo perciò ipotizzare che una delle importanti cause della variazione climatica è l'inquinamento elettromagnetico dell'aria.

L'aumento progressivo della temperatura, la conseguente elevata evaporazione attraverso starti d'aria ionizzati positivamente dalle celle telefoniche creeranno nubi ad una sola carica magnetica -positiva- che sosteranno per mesi in cielo prima di trovare accumuli di vapore contenenti cariche magnetiche opposte e scaricarsi violentemente.

Due sono le soluzioni:
-la prima immediata di provvedere ad una immissione di ioni negativi al di sotto delle nubi nere cariche d'acqua. (Se piove, la tesi è pregevole).
-la seconda a medio termine di ridimensionare la selva incontrollata di antenne per telefonia mobile utilizzando un solo sistema e non quattro come ora; un solo campo elettrico per più gestori - roamming - e non una decina di campi stazionari come avviene ora; ridimensionando le potenze, perchè i cellulari funzionano anche col minimo segnale.

di Gian Carlo Landi

Fonte: Forum ambientalista

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