Argentina: un paese in ripresa

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In Argentina qualcosa sta cambiando - la notizia riportata da Sdebitarsi - si riferisce alla decisione storica per per l'Argentina di aderire alla Convenzione delle Nazioni Unite del 1969 sulla non prescrittibilità dei crimini di guerra e contro l'umanità.

A ribadire il cambiamento la presidentessa delle Nonne di Plaza de Mayo, Estela Carlotto - che da quasi trent'anni si batte perché venga fatta luce sulla sorte dei desaparecidos -, dopo che la Camera e il Senato, su impulso del presidente Nestor Kirchner, hanno votato l'annullamento delle leggi Punto final e dell' Obediencia debida, promulgate per garantire l'impunità ai membri della ex giunta militare responsabili di sparizioni e torture tra il 1976 e il 1983.

Ma qualcosa sta cambiando anche sul piano economico. Sdebitarsi ricorda che il tasso di disoccupazione resta altissimo (circa il 30 per cento), così come il numero di argentini entrati a far parte dell'impressionante esercito di poveri: oltre la metà della popolazione, tuttavia la produzione industriale ha recuperato terreno e le esportazioni, grazie all'abbandono del cambio fisso con il dollaro, si sono rimesse in marcia.

Secondo l'ultimo rapporto del Cepal (Commissione economica per l'America Latina e i Caraibi), l'economia argentina - che ha patito la più spaventosa recessione del subcontinente - oggi è paradossalmente quella più vicina al boom, tanto che nel 2003, secondo le stime, il tasso di crescita raggiungerà il 5,5 per cento, il più alto dell'America Latina.

Funzionari del ministero dell'Economia argentino stanno trattando con esponenti di una delegazione del Fondo monetario internazionale (Fmi) per arrivare ad un accordo che preveda il rinvio dei pagamenti sul debito per almeno tre anni, in cambio di una serie di riforme strutturali e di aumenti delle tariffe dei servizi pubblici. Il 9 settembre prossimo l'Argentina dovrebbe versare all'Fmi una rata di 2,9 miliardi di dollari su un debito di 12,6 miliardi, ma Kirchner ha già anticipato che, qualora non fosse raggiunta una nuova intesa, non intende pagare le scadenze con le riserve.

Intanto nel Paese si va affermando la figura del prosumatore (produttore+consumatore) che organizzato nella Rete Globale del Baratto fa fronte alla crisi economica barattando merci e servizi. I gruppi di baratto in Argentina sono oggi più di 800 e raggruppano 80mila famiglie, la cui sopravvivenze é garantita -in tutto o in parte- dal baratto.

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