Antimafia: la Calcestruzzi Ericina di Trapani diventa 'Libera'

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Il manifesto dell'evento - da 'Libera'

E iniziato oggi a Trapani il nuovo corso della cooperativa Calcestruzzi Ericina Libera. "L'azienda, esempio unico a livello nazionale, è un'attività confiscata alla mafia del trapanese, dal 2000 gestita in amministrazione giudiziaria e oggi resa ai siciliani: una cooperativa di sei soci, già lavoratori dell'azienda prima del sequestro, è stata costituita per ricominciare a produrre calcestruzzi" - riporta l'associazione Libera. Come previsto dalla legge 109 del 1996 sull'uso sociale dei beni confiscati alle mafie, i beni aziendali della Calcestruzzi Ericina vengono affidati alla cooperativa costituita dai lavoratori dell'azienda.

L'azienda Calcestruzzi Ericina venne confiscata definitivamente al boss mafioso Vincenzo Virga nel giugno 2000. E' seguito poi un lungo e difficile percorso che ha visto in prima fila l'ex Prefetto di Trapani, Fulvio Sodano che nel 2003 si vide sollevato dall'incarico per la sua lotta per evitare che i boss rimettessero le mani sull´azienda confiscata al capomafia Virga. "Immaginatemi ogni mattina in tuta, al lavoro con voi" - ha scritto l'ex prefetto Sodano ai soci della cooperativa. Oggi pur su una sedia a rotelle e gravemente ammalato, non ha voluto mancare al traguardo della sua ultima battaglia da Prefetto di Trapani per la legalità.

Nell'area dello stabilimento di Trapani è stato realizzato, accanto alle strutture completamente rinnovate per la produzione di calcestruzzo, un impianto di riciclaggio di inerti tecnologicamente all'avanguardia per il nostro Paese. "Una vera e propria filiera imprenditoriale che consente di recuperare materiali altrimenti destinati a finire in discarica, o peggio ancora abbandonati nell'ambiente e di trasformarli in una risorsa" - sottolinea Libera. "Un importante risultato reso possibile dall'azione comune della Prefettura di Trapani, di Forze dell'ordine e Procura della Repubblica, dell'Agenzia del Demanio e della Regione siciliana, dall'impegno costante di Libera, dal contributo di Unipol Banca e Unipol Gruppo Finanziario, di Anpar e Legacoop" - riporta la nota dell'associazione antimafia.

"Un esempio, piccolo ma significativo, della possibilità di produrre cambiamenti reali in territori che soffrono, purtroppo, per la presenza invasiva delle organizzazioni mafiose" - ha sottolineato don Luigi Ciotti, presidente di Libera. "Oggi, la nuova azienda si candida ad avere un ruolo importante in un mercato, quello delle costruzioni, reso ancora più difficile dalla presenza invasiva delle organizzazioni mafiose. I soci della cooperativa Calcestruzzi Ericina Libera sanno di avere le carte in regola, per la qualità del loro lavoro e dei loro prodotti: da quelli ottenuti con il trattamento e il riciclaggio degli inerti, al calcestruzzo. Materiali e prodotti che hanno un valore in più: quello della legalità". "Il calcestruzzo della legalità è il titolo che abbiamo scelto per la giornata del 9 febbraio" - ha evidenziato don Ciotti.

"Innovazione, solidarietà e rispetto dell’ambiente: ecco la ricetta di un progetto vincente per il futuro" - ha dichiarato Enrico Fontana di Legambiente. "Da un bene confiscato alla criminalità organizzata nasce un’impresa che trasforma i rifiuti in risorsa". "In Sicilia – ha aggiunto Mimmo Fontana, presidente di Legambiente Sicilia – deve essere data concretezza a quelle norme europee che prevedono l’obbligo, negli appalti pubblici, dell’utilizzo di materiale che deriva dal riciclaggio degli inerti. Questo è il senso dell’adesione di Legambiente al progetto, e questo è il terreno sul quale ci muoveremo per il futuro affinché imprese come questa inaugurata oggi si moltiplichino per dare un colpo alla mafia e una risposta concreta al problema delle discariche abusive, creando occupazione ed economia pulita". [GB]

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