Allarme dipendenze fra minorenni, la Garante scrive una nota al Governo

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Immagine: Vita.it

Prevenzione e presa in carico, seppur precoce, non bastano più. La dipendenza da droga e da alcol tra i minorenni ha dimensioni così preoccupanti che – scrive la Garante Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza – un’azione non basta. Lei ne ha indicate 13, dopo aver svolto un ciclo di audizione che ha coinvolto istituzioni, operatori e professionisti del settore. Sentiti loro, ha inviato una nota di sensibilizzazione al Governo e al Parlamento, alla Conferenza delle Regioni e a quella Stato Città.

«Sono sempre più numerosi i giovanissimi che fanno uso di sostanze stupefacenti e alcoliche. Come testimoniato dalla comunità scientifica, l’inizio è precoce ed è in forte aumento l’utilizzo in fasce di età sempre più giovani. La peculiarità del tema, la difficoltà a vederne oggi gli esatti confini a causa dei mutati stili di consumo, dei nuovi bisogni comunicativi dei giovani, la lista sempre più lunga di nuove sostanze stupefacenti che eludono le normative vigenti in materia e il commercio delle sostanze via internet impone un approfondimento sulla reale dimensione del fenomeno in relazione ai fattori di rischio, alle strategie attuabili e validate nonché una riflessione su modelli innovativi di intervento e prevenzione», scrive Albano. «Il confronto con gli esperti ha evidenziato che il problema non può essere risolto solo sul piano della sicurezza e degli interventi repressivi ma che occorre contestualmente portare avanti l’esperienza di pratiche dissuasive dall’uso di sostanze, in modo uniforme sul territorio.

Lo spazio dell’intervento praticabile è di ampia prospettiva. Non si può sintetizzare in una sola azione tutto quello che è necessario e possibile fare; prevenzione e presa in carico, ancorché precoce, sono solo due degli interventi attivabili». La Garante cita quindi la necessità del «superamento dell’attuale frammentarietà» per «un quadro unitario di azioni dal quale far scaturire una pluralità di interventi, a diverso livello ma coerenti tra loro». Ecco quindi le 13 azioni richieste alle istituzioni competenti, sotto il “cappello” del «definire indirizzi unitari finalizzati a»:

  1. aumentare la frequenza dei Bilanci di Salute effettuati dal pediatra di libera scelta tra i 10 e i 14 anni;
  2. al compimento del quattordicesimo anno di età, il pediatra trasmette al medico di medicina generale (cd. medico di famiglia) una scheda clinica, per garantire la continuità assistenziale del paziente minorenne;
  3. aggiornare costantemente le “Tabelle delle sostanze stupefacenti e psicotrope” previste dal DPR n. 309 del 1990 e i correlati strumenti di rilevazione dei laboratori di analisi per consentire alle forze di polizia la rilevazione e il controllo delle stesse;
  4. promuovere campagne di sensibilizzazione rivolte agli adolescenti e ai preadolescenti sulle conseguenze dell’uso di sostanze stupefacenti e dell’abuso di alcol, inclusi i danni derivanti dalla Fetal alchol sindrome, con particolare attenzione al target delle giovani donne in età fertile;
  5. analizzare l’impatto dell’applicazione dell’art. 75 del DPR n. 309/90 valorizzando dati aggiornati sulle segnalazioni, sui formali inviti a non fare più uso di sostanze, sui programmi terapeutici avviati, interrotti o conclusi, sulle sanzioni irrogate e sui casi di recidiva;
  6. raccogliere e diffondere le prassi interessanti attivate a livello territoriale dal Servizio Sociale professionale delle Prefetture con finalità dissuasive, relative ai protocolli e alle sperimentazioni in rete;
  7. attivare corsi di formazione rivolti al personale deputato alle attività di controllo di cui al DPR n. 309/90 che valorizzino una corretta relazione con le persone di minore età;
  8. promuovere la diffusione di progetti e strumenti di prevenzione che rafforzino l’autostima specialmente in ambito scolastico;
  9. coinvolgere gli adolescenti nella costruzione di siti e di campagne di informazione, anche digitali e attraverso l’utilizzo dei “nuovi media”, al fine di fare informazione e controcultura con il supporto dell’adulto di riferimento;
  10. attivare sportelli psicologici in tutte le scuole secondarie superiori (per intercettare le prime forme di disagio adolescenziale). In particolare occorre rendere operativi i Centri di informazione e consulenza (C.I.C) istituiti per contrastare la diffusione delle tossicodipendenze (art. 106 DPR n. 309/90);
  11. sollecitare l’adozione di Piani Regionali pluriennali mirati all’infanzia e all’adolescenza che siano il frutto dell’integrazione di piani territoriali di informazione, prevenzione, sensibilizzazione e azione nelle dipendenze;
  12. sollecitare le regioni e le province autonome affinché attribuiscano alle unità mobili di prossimità, attivate per presidiare il territorio soprattutto nei contesti ambientali connotati da aspetti strutturali di fragilità sociale, anche la competenza a promuovere sani stili di vita per ridurre il rischio e il danno derivanti dal consumo di stupefacenti;
  13. rafforzare a livello locale i controlli sul rispetto del divieto di vendita e somministrazione di alcolici a minori degli anni 18, nei luoghi frequentati dai giovani e giovanissimi.

Da Vita.it

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