Abruzzo: rifiuti e megastore, continua l'emergenza ambientale

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Foto: WWF Chieti

Il 2008 è stato un anno di grande sofferenza dal punto di vista ambientale in Abruzzo. Molte le emergenze e le vertenze affrontate nel territorio, di cui la maggior parte giunte irrisolte nell'anno nuovo. Come testimonia l'editoriale di PeaceLink di alcuni giorni fa, che riprende un'inchiesta di Paolo Rumiz su La Repubblica del 21 dicembre scorso.

Il primo clamoroso dato, diffuso dalle associazioni Ecoistituto Verde Abruzzo, Mila DonnAmbiente, Italia Nostra e MareVivo è quello della cementificazione e dell'inquinamento delle sponde del fiume Pescara. Leggiamo nell'articolo di Rumiz che nonostante la zona sia "classificata a massimo rischio d'esondazione e la legge vieta tassativamente di costruirci" sono già stati costruiti due centri commerciali. Ed è prossima la realizzazione di un terzo centro commerciale che "avrà una superficie di un milione di metri quadri (all'incirca Disneyland e l'autodromo di Imola messi insieme)". Nello stesso tempo, in prossimità della foce è in costruzione "una linea Maginot di appartamenti". Gli ambientalisti denunciano che quella era l'unica zona dove la speculazione edilizia non aveva ancora devastato il territorio.

L'editoriale parte da una denuncia delle stesse associazioni di alcune settimane fa. Secondo il dossier di una nota multinazionale, l'Abruzzo è una "regione camomilla" con "facilità di penetrazione, costi d'insediamento minimi e zero conflittualità". Vengono poi evidenziate alcune emergenze ambientali, a partire dalla gravissima situazione dello smaltimento dei rifiuti, già ampliamente riportato in nostro precedente articolo.

Un intreccio di mafia, massoneria e criminalità varia si sta concentrando in Abruzzo, realizzando un crocevia pericolosissimo di traffico di rifiuti. Lo denuncia con parole simili anche Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo. In un comunicato stampa dell'11 dicembre scorso afferma che "continua lo sporco affare dei rifiuti; siamo ben oltre i confini di Gomorra". Il presidente conclude invitando gli imprenditori abruzzesi ad "un’operazione trasparenza che consenta di individuare le distorsioni sul mercato e la gestione dei rifiuti" in quanto "L’Abruzzo è di nuovo al centro di una rete nazionale di traffici illeciti di rifiuti". Il comunicato stampa fu diffuso in seguito ad un'operazione "del Noe di Pescara che ha smantellato un’organizzazione dedita al traffico illecito di rifiuti, con base in Abruzzo e diramazioni in diverse altre regioni del territorio nazionale".

La sezione teramana del WWF denuncia la nascita di tre progetti che minacciano il territorio della città di Pineto. I tre progetti consistono in "una piattaforma per l’estrazione di idrocarburi" che la multinazionale PetrolCeltic vuole realizzare al largo delle coste teramane, un pozzo petrolifero che l'Eni vuole costruire "ai confini tra la popolosa frazione pinetese di Mutignano e il Comune di Atri" e un termovalorizzatore "nella zona di Torre San Rocco, a poche centinaia di metri da un’area di servizio e dai pozzi del Vomano che vengono utilizzati all’occorrenza per la distribuzione di acqua potabile" il cui progetto è stato presentato dalla Said Sas. "L’impianto verrebbe alimentato principalmente utilizzando vecchi pneumatici. Ma, dal comune di Pineto fanno sapere che dal progetto risulterebbe che la struttura possa funzionare anche bruciando rifiuti non biodegradabili, carta e cartone, plastica, imballaggi vari, materiale di risulta in genere. La combustione di tutto ciò assicurerebbe la produzione di energia".

Il WWF ha presentato un esposto all'ARTA regionale, alla Polizia Provinciale di Chieti e al Corpo Forestale per la gravissima situazione del fiume Fosso Focaro. L'associazione denuncia che il 16 dicembre un sopralluogo ha evidenziato come il fiume fosse "maleodorante e con una colorazione nera scura".

MareLibero denuncia due gravissime truffe ai danni dei cittadini. Sono diversi anni che è in discussione il progetto di una filovia "innovativa ed ecologica" per collegare le città di Pescara e Montesilvano. Solo dopo "la cerimonia di inizio dei lavori è stata resa pubblica la notizia che il mezzo prescelto, il Phileas, al di fuori della sede elettrificata e dedicata, si muoverà nelle strade cittadine dei due Comuni utilizzando una locomozione a gasolio" contraddicendo "le chiare indicazioni espresse nel capitolato d’intesa". MareLibero domanda "Che senso ha sperperare 31 milioni di euro per un mezzo di 18 metri che potrà sviluppare la propria valenza di trasporto rapido ed ecologico solo per 6 Km?".

L'altra gravissima denuncia coinvolge i recenti fatti di cronaca giudiziaria che hanno coinvolto il sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso. Una "pagina nera della cronaca politica che è la cartina al tornasole del degrado e dello squallore del quale l'Abruzzo è ormai teatro privilegiato" secondo PeaceLink. Il WWF denuncia in un comunicato stampa che "sullo scandalo che sta colpendo la politica abruzzese emerge un quadro inquietante anche per l’ambiente, in particolare per l’Oasi WWF del Lago di Penne". "Il famigerato progetto della SS Piceno-Aprutina, detta Mare-Monti, che aveva iniziato a devastare l’Oasi WWF del Lago di Penne ed il cui cantiere era stato sequestrato dalla Procura su denuncia del Direttore della Riserva" è entrato nell'ordinanza giudiziaria. Il presidente del WWF Abruzzo Dante Caserta ricorda l'incredulità di fronte alle scelte di alcuni amministratori che, lungi dall'opporsi ad un progetto devastante per l'oasi, hanno "messo sul banco degli imputati" l'associazione ambientalista e il direttore della Riserva. MareLibero mette a disposizione un intero archivio su tutta la vicenda, corredato di ampia documentazione fotografica.

(Alessio Di Florio)

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