Abruzzo: acque a rischio per la salute umana dice ISS

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Discarica illegale a Bussi (PE) - da WWF

Il 12 gennaio scorso è arrivata la notizia che l'Istituto Superiore di Sanità ha confermato le analisi effettuate dal WWF e dal dall'Abruzzo Social Forum e dai comitati civici. In una nota l'ISS afferma che "l'esistenza di discariche di rifiuti tossici nelle aree a monte delle zone di captazione delle acque (...) configura una situazione di rischio per la salute umana (...). Superamenti dei valori di sicurezza nella misura indicata nei dati trasmessi da codesta associazione evidenziano in ogni caso una situazione di non conformità tale da rendere l'acqua non idonea per il consumo umano". La lettera dell'ISS è disponibile sul sito dell'Abruzzo Social Forum ( qui il in .pdf) e diversi commenti sulla vicenda sono disponibili sul sito PrimaDaNoi.it. Da tempo il WWF documenta la grave situazione dei fiumi abruzzesi.

Dante Caserta, presidente del WWF Abruzzo, denuncia "il completo fallimento di un intero sistema di prevenzione e controllo, aggravato dal fatto che si sapeva da anni e nessuno, fino alla nostra denuncia, è intervenuto". Augusto De Sanctis, responsabile acque del WWF Abruzzo, aggiunge che "quanto scrive l'ISS è impressionante, se si pensa che l'acqua dei Pozzi S. Angelo è stata utilizzata dagli anni '80, rifornendo oltre 400mila cittadini per circa 25 anni fino a 40 giorni fa".

Ma per una vertenza che, esclusi i prevedibili strascichi giudiziari, si avvia verso la fine, un'altra simile rischia di aprirsi. Nella discarica di Serre, vicino Lanciano, che dovrebbe ospitare anche almeno 15 tonnellate di rifiuti provenienti dalla Campania, sono stati rilevati rifiuti tossici che hanno inquinato le falde acquifere. A seguito del ritrovamento, il sindaco di Lanciano il 16 febbraio, ha disposto un'ordinanza con la quale "dispone il divieto di utilizzo delle acque dei pozzi e dei corsi superficiali nelle aree in prossimità e a valle della ex discarica comunale di contrada Serre". Paola Marrollo, responsabile del circolo di Lanciano di Legambiente, afferma che "è una tragedia annunciata e da anni questa associazione, e non solo, ha denunciato i rischi della discarica." Luzio Nezzi, componente della segreteria regionale di Legambiente, puntualizza che "Grazie alla spazzatura - da quella della Campania a quella di L'Aquila e Teramo - il Comune di Lanciano da decenni introita "oro" che poi restituisce con un modesto 15,30% di raccolta differenziata alla comunità".

Altra questione che continua a minacciare il territorio abruzzese è la costruzione della nuova parallela alla SS16, che devasterebbe il lido Postilli-Riccio di Ortona. In un comunicato stampa del 4 febbraio Fabrizia Arduini, portavoce del Coordinamento per la tutela della costa teatina, ha riassunto alcuni dei punti sollevati negli scorsi mesi di "un triste copione", come ha definito l'intera vicenda, che "vede tante risorse economiche sperperate". Un'opera che viola "tanti vincoli esistenti in quella zona così fragile e con specie vegetali e faunistiche tutelate da leggi regionali, nazionali e internazionali e leggi che "inibiscono qualsiasi uso insediatorio e turistico-ricettivo pesante, figuriamoci un troncone infrastrutturale". Nella denuncia Fabrizia Arduini sottolinea come il progetto sia fermo da mesi "a parte una piccolissima ruspa che va su e giù per il tracciato a spostare il pietrisco".

Una situazione che fa pensare siano stati azzerati i fondi a disposizione e il progetto sia in realtà ormai fermo. Si chiede quindi ai consiglieri comunali di "fare luce quanto prima sullo stato dell'arte dei lavori, e il blocco definitivo di questa, a parer nostro, ennesima e dannosa Tela di Penelope" e di "ammodernare e sanare i servizi preesistenti alla litoranea per i residenti, il ritorno alla condizione preesistente del tratto nord con la restituzione delle terre ai legittimi proprietari, quest'ultimi, ricordiamo, espropriati con 4 soldi".

In occasione della convocazione del 5 febbraio scorso del Servizio Opere Marittime e Qualità delle Acque Marine, il WWF Abruzzo ha elaborato un vero e proprio decalogo per "una svolta decisa nella gestione della costa". L'Associazione rileva come siano state abbandonate le conclusioni del progetto RICAMA, finanziato con fondi LIFE dell'Unione Europea, e "la rigenerazione e riqualificazione costiera sono rimaste inapplicate, così come l'arretramento dell'urbanizzato" mentre, al contrario si appoggiano progetti devastanti come "il Centro Oli dell'ENI ad Ortona o l'ampliamento del porto e dello Stabilimento della Fox petroli a Vasto".

La vertenza del Centro Oli resta una delle più calde. Nelle ultime settimane la sezione distaccata di Pescara del TAR ha rinviato la decisione sul ricorso presentato a Dicembre, investendo della questione la sezione principale regionale de L'Aquila. Intanto la Conferenza dei Servizi convocata dalla Direzione Parchi, Territorio, Ambiente, Energia della Regione Abruzzo continua a slittare. Dopo un primo rinvio dal 1 al 18 febbraio, è stata sospesa in attesa del pronunciamento del TAR. La Conferenza inizialmente aveva suscitato speranze nel fronte dei contrari alla realizzazione del Centro Oli. Si sperava potessero emergere le loro motivazioni, in un confronto nel quale il presidente della Regione Del Turco e il sindaco di Ortona Fratino sarebbero rimasti isolati rispetto ai dirigenti degli altri Enti Locali. L'ordine del giorno della conferenza si è invece rivelato deludente, essendo centrato sull'installazione di una centralina per il rilevamento delle sostanze inquinanti (prevista in realtà dalla legge) e sulle tecnologie impiantistiche da utilizzare nell'insediamento, dandone comunque per inamovibile la realizzazione.

di Alessio Di Florio

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