Un taglio al commercio illegale di legname

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L'Africa in salotto e nella cameretta dei bambini. Il legno tropicale va a ruba, arreda le nostre case e riempe le casse dell'industria del mobile. Peccato che i "tarli" degli alberi africani abbiano rosicchiato 50 milioni di ettari di foresta africana, secondo un rapporto della Fao, nel giro di soli cinque anni. La foresta millenaria dell'africa occidentale è andata quasi interamente distrutta, sovente calpestando la legge. Per porre freno al taglio illegale e alla deforestazione gli Agronomi senza frontiere esporranno le loro ricette all'Università di Padova il 6 marzo. Perché oltre al danno ecologico il commercio del legno porta miseria per i locali e numerosi traffici illeciti. Così lo sfruttamento di certe aree proibite diventa un vero e proprio porto delle nebbie, dove il legno fa la parte dell'oro per scambi d'ogni sorta. Tra tanti motivi per disperarsi nel convegno patavino saranno presentate le compagnie virtuose, in regola con la normative. Invece agiscono fuori controllo le compagnie orientali sulla scia degli avanzi occidentali: dopo le moratorie di Cina, Thailandia e Malaysia sul mercato interno i boss del legno asiatici si sono buttati a capofitto nell'africa centrale.

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