Tassa sulle transazioni finanziarie: l’Europa è pronta, e l’Italia?

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La Borsa di Milano - Foto: abindustria.it

Nei giorni scorsi, la Commissione europea ha adottato ufficialmente la proposta di una tassa sulle transazioni finanziarie (TTF) da attuare entro il 2014.

La campagna ZeroZeroCinque (www.zerozerocinque.it) e le analoghe campagne europee e internazionali accolgono con grande soddisfazione questa decisione, segno di un consenso crescente tra i cittadini e le istituzioni europee verso l’adozione di questa misura a livello europeo e al G20 del prossimo 3-4 novembre.

“La proposta della Commissione è un passo importante perché riconosce l’efficacia della TTF nel frenare la speculazione senza impattare negativamente l'economia reale. La decisione della Commissione rappresenta un segnale della volontà delle istituzioni europee di voler intervenire per controllare la “finanza-casinò” e arginarne gli impatti più deleteri” - ha commentato Andrea Baranes, portavoce della Campagna ZeroZeroCinque.

La proposta della Commissione europea è interessante per molti aspetti: prima di tutto stabilisce che ogni soggetto residente in un dato Paese è tenuto al pagamento, il che limita fortemente le possibilità di elusione. Inoltre include la tassazione dei derivati negoziati fuori mercato, dei prodotti strutturati, e si applica sulle operazioni intra-gruppo e su tutti gli intermediari finanziari inclusi hedge fund e altri soggetti a maggiore vocazione speculativa. Infine, permette di catturare le operazioni ad alta velocità (high frequency trading) che sono quelle più dannose e che causano maggiore instabilità.

Tuttavia, c’è una grave lacuna: le indicazioni sull'utilizzo del gettito sono ancora troppo generiche. La campagna ZeroZeroCinque e le altre campagne internazionali chiedono che il gettito della TTF venga per il 50% alle spese sociali domestiche e per il 50% alle iniziative di lotta alla povertà e ai cambiamenti climatici a livello globale.

Un altro punto di debolezza è rappresentato al momento dalla mancata inclusione delle valute – che riduce fortemente la base imponibile – e dal tasso di applicazione della tassa, che sarebbe secondo alcune fonti, dello 0.1% sulle azioni e sui bond e dello 0.01% sui derivati. Questo permetterebbe di raccogliere 55 miliardi di euro l’anno. La Campagna Zero Zero Cinque chiede l’applicazione di un tasso, appunto, dello 0,05% che secondo molte analisi sarebbe del tutto fattibile.

E L’ITALIA?

La decisione della Commissione europea arriva dopo che molti paesi – Francia e Germania in primo luogo, ma anche Spagna, Finlandia, Lussemburgo, Belgio, Austria, Ungheria, Grecia, Portogallo – hanno espresso il loro sostegno alla TTF. La tassa ha ricevuto il sostegno anche della Fondazione Gates. E l’Italia?

“Mentre gli altri stati dell’Eurozona, uno dopo l’altro, hanno espresso il loro consenso a questa proposta, l’Italia si è chiusa in un assordante silenzio” - sottolinea Baranes. “In risposta ad una interrogazione parlamentare della Campagna ZeroZeroCinque, nei mesi scorsi il Governo si è limitato ad affermare di voler attendere le valutazioni della Commissione Europea per poter esprimere un orientamento concreto sulla questione. Adesso la Commissione ha parlato, in maniera forte e chiara. L’Italia che cosa farà adesso? Ci auguriamo che l’esecutivo abbandoni gli indugi e sostenga l’adozione della TTF alla prossima riunione dei Ministri delle Finanze dell’Unione Europea, come risposta concreta agli attacchi speculativi e alla difficile situazione che il nostro paese sta vivendo”.

Fonte e approfondimenti sul sito: ZeroZeroCinque

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