Sospese le demolizioni a Nairobi

Stampa

baracche a Nairobi

La campagna Viva Nairobi Viva! ha superato quota 5.000 adesioni e sta dando i suoi frutti: gli abitanti degli slum di Nairobi si sentono meno soli, hanno più fiducia nrella solidarietà e la questione è di dominio pubblico a livello nazionale ed internazionale. Perciò il governo del Kenya è stato costretto a fermare temporaneamente le demolizioni, anche se non si decide ad imboccare la via che in molti stiamo indicando, cioé la ridiscussione dei piani urbanistici e di messa in sicurezza degli slum partendo dai diretti interessati.

Per fare questo dovremmo secondo Cesare Ottolini dell'Alleanza Internazionale degli Abitanti indicare vie d'uscita (es: la rinegoziazione del debito estero) oppure, in caso di sordità, pensare a forme di contestazione decisa (es: boicottaggio del turismo). La campagna sta dunque diventando uno strumento potente non solo di difesa, ma anche di attacco per ottenere il risanamento degli slum. "Se questo risultato fosse raggiunto, considerando che con Nairobi stiamo sperimentando un primo pezzo della campagna "Sfratti Zero!" dell'International Alliance of Inhabitants, sarebbe un esempio ed uno stimolo per le decine di milioni di persone attualmente sotto sgombero in varie parti del mondo".

Per ottenere maggiore solidarietà coordinata a tutti i livelli risulta particolarmente utile il reportage che uscirà domani, venerdì 28 maggio su Il Venerdì di Repubblica grazie al lavoro di Paola Zanuttini e le foto di Francesco Fantini che sarà intitolato "Il nuovo Kenya che avanza sbaraccando i baraccati" con sottotilo "La tangenziale, la ferrovia e la linea elettrica da ammodernare. Così il governo di Nairobi sfratterà 160 mila persone dagli slums. Destinazione? Da stabilire. Ma il popolo invisibile ha deciso di lottare. Con l'aiuto di Dio".

Per firmare l'appello cliccare su www.unimondo.org/appellonairobi

PARTE DELLA LETTERA DI PADRE DANIELE MOSCHETTI

E dal Kenya scrive il padre comboniano Daniele Moschetti, che ha sostituito nella baraccopoli di Korogocho Alex Zanotelli. Nella su lunga lettera di cui pubblichiamo il pezzo centrale, Daniele Moschetti racconta la lunga lotta per il diritto ad una semplice casa e a un pezzetto di terra per i poveri degli slums di Nairobi. Padre Alex ha aperto un grande filone di riflessione e presenza missionaria ai confini della sofferenza umana, coinvolgendo la Chiesa e la società kenyana nella lotta per la casa. Korogocho e' uno dei 199 slums di Nairobi (dato recentemente citato da un alto funzionario dell'UN Habitat) con una popolazione di circa 100/120 mila abitanti . Nel non lontano 2000 proprio l'ex presidente Daniel Arap Moi promise alla gente povera dello slum la terra di Korogocho.

"Grande tripudio e aspettative! Potrete immaginare! The Caanan Land! La terra promessa! Sembra gia' il titolo di un grande film invece e' proprio la scritta che c'e' in lettere cubitali in Korogocho (chissa' chi mai e perche' l'avranno scritta molti anni fa⅀.??) vicino al ponte del Gitathuru River, un fiumicattolo sporchissimo e destinato a discarica di escrementi di tutti I tipi, nella zona piu' malfamata di Grogon dove fino a pochi mesi fa, I ladri aspettavano nel buio I propri "clienti notturni", slum dwellers o lavoratori che rientravano a casa frettolosi nelle ultime ore della sera. Per poi ritrovarsi derubati, accoltellati a volte uccisi⅀.per poche centinaia di shellini⅀.."

"Caanan Land⅀..Terra Promessa! E' davvero un insulto ai poveri⅀.sapendo che 2,5 milioni di persone vivono in meno del 5% della terra totale di Nairobi. La promessa di Moi sono andate in tribunale dopo una grande raccolta di firme della gente dello slum contro il Cowa, cioe' l'associazione degli structures owners/proprietary delle baracche e non della terra che e' del governo che fanno soldi sulla pelle dei baraccati⅀.. Fino ad oggi sono stati convocati almeno 4 appelli in tribunale per questo caso ma non c'e' stata nessuna udienza, sempre bloccata per futili motivi o aggiornati all'ultimo minuto. Qualche decina di persone e' sempre andata per poter partecipare ma niente di piu'. Che ⅀delusione! Il 26 maggio si è tenuta un'altra udienza e vedremo come va a finire.

E dopo questa promessa di Moi arriva nel 2003 il governo Kibaki con tante promesse e aspettative da parte della gente⅀.. L'anno scorso Raila Odinga, ministro dei lavori pubblici, lancia da parte del governo un up-grading (miglioramento⅀) di Soweto parte dello slum di Kibera il secondo piu' grande slum dell'Africa ⅀poi fa il contrario⅀..
Da dicembre a marzo di quest'anno il governo minaccia la demolizione e sgombero di 300-500 mila persone dagli slums. Tre demolizioni lanciate da tre ministry diversi per motivi diversi. Il ministro dell'energia vuole rinforzare le linee elettriche e in pochi giorni vuole spazzare via da sotto I piloni dell'alta tensione migliaia di persone dichiarate illegali perche' con abitazione (baracche) a rischio. Gente che ci vive da anche da oltre 20 anni⅀..
Il ministro dei lavori pubblici vuole mettere mano a piani regolatori e soprattuto di viabilita' urbana vecchi di 20 anni e quindi distrugge case multimilionarie e poi come previsto⅀entra anche negli slums⅀⅀perche' anche qui la gente si e' impossessata illegalmente della terra⅀.. Ma chi ? I proprietary delle baracche che non sono gli abitanti delle baracche stesse perche' l'80% sono affittuari⅀.molti proprietary sono ricchi politici, o civil servant, media e alta borghesia.
E poi c'e' il ministro dei transporti che visto che c'e' una buona commessa d'investimento per la ferrovia decide in pochi giorni di voler demolire migliaia di baracche costruire adiacenti alla linea ferroviara e questa influenzerebbe soprattutto Kibera, la seconda baraccopoli d'Africa e anche altri slums in maniera minore.
Insomma e' una lunga storia di coinvolgimenti di chiese (noi con il Kutoka/Exodus⅀.Esodo coordinamento di parrocchie che lavorano dentro o vicini agli slums di Nairobi) organismi non governativi, ambasciate, donatori e investitori che per interessi diversi si sono trovati a lottare perche' queste demolizioni non avvenissero.
Per chi ha seguito la campagna VIVA NAIROBI!! VIVA!! dai siti webs www.giovaniemissione.it o www.unimondo.org oppure www.habitants.org/IAI/ sa di cosa sto parlando. Se non l'hai ancora fatto e ne vuoi sapere di piu' e coinvolgere anche altri amici, manda la tua firma di solidarieta' subito perche' ti dico che funziona!! L'ho verificato di persona parlando con gente del governo e dell' UN Habitat che aveva l'ossessione ormai di ricevere continuamente emails a centinaia ogni giorno!

La compagnia italiana Jacorossi ha rilevato qui a Nairobi l'appalto per tutta la citta' della raccolta della spazzatura. Gli accordi sono stati firmati proprio settimana scorsa con il commune e governo del Kenya. La grande discarica davanti a St.John a Korogocho dovrebbe sparire in pochi mesi⅀..E noi ci mobilitiamo di nuovo per evitare che migliaia di persone che lavorano dentro la discarica (compreso donne e bambini⅀..) possano perdere il loro lavoro senza nessuna ricompensa o integrazione nel nuovo lavoro che questa compagnia ha promesso di dare. Piu' pulizia e piu'impiego hanno promesso⅀..vigileremo che questo sia vero⅀.hanno anche promesso che la vecchia discarica diventera' molto presto un parco⅀⅀Il viaggio in Egitto ci potra' permettere di verificare se davvero anche la' gli zaballin cioe' coloro che lavoravano in citta' e nelle discariche per la raccolta della spazzatura siano davvero stati assunti dalle 4 compagnie che lavorano in questa megalopolis africana di 18 milioni di abitanti⅀.con la bellezza di 5 discariche cittadine!!

Fonte: Alleanza degli Abitanti
Altre fonti: Giovani e Missione

Ultime notizie

Locanda Dal Barba, dove l’accoglienza si fa in tavola

24 Febbraio 2020
Inclusione sociale per persone con disturbi del neurosviluppo, un’esperienza da conoscere. (Anna Molinari)

Bari il cibo torna in circolo (per i poveri)

23 Febbraio 2020
Sette frigo solidali ospitano il cibo donato. I volontari si spostano anche con pattini e biciclette. L’idea di Kenda onlus. (Bepi Castellaneta)

Disabilità in Ecuador: un cammino disseminato di ostacoli

22 Febbraio 2020
Nonostante le iniziative realizzate, la situazione dei disabili, soprattutto intellettivi, rimane profondamente disagiata e vittima di una politica viziosa. (Marco Grisenti)

Un clima impazzito

21 Febbraio 2020
Un clima impazzito che non conosce una via di mezzo e le cui conseguenze sono pagate soprattutto dai più deboli. (Lia Curcio)

"Niente più vittime, niente più martiri"

20 Febbraio 2020
“Niente più vittime, niente più martiri, vogliamo sentire solo le voci di persone vive” che difendano i loro diritti umani. (Alessandro Graziadei)