"Solo attraverso la comunità"

Stampa

Samuel Murage Kingori - Foto: Premiodelvolontariato.focsiv.it

"Africa" e "volontariato": da un rapidissimo quanto lacunoso sondaggio tra amici e studenti incontrati di recente, sembra che i due termini appartengano allo stesso insieme. Sempre secondo il suddetto sondaggio, l'immagine più frequente che si affaccia alla mente di quanti, piccoli e grandi, incrocino le due parole, è una grande mano bianca che dall'alto si protende verso il basso ad incontrarne una piccola e nera rivolta verso l'alto in cerca di aiuto. Binyavanga Wainaina, scrittore e giornalista kenyano, a proposito di questo immaginario occidentale, nel suo saggio "Come scrivere d'Africa" ci ricorda, con sottile e pungente ironia, "qualsiasi punto di vista scegliate, assicuratevi di dare l’impressione che senza il vostro intervento l’Africa sarebbe spacciata." Il tema sollevato è quello di uno stereotipo di volontario occidentale che in Africa “diventa eroe”, contornato da personaggi che gli fanno da sfondo "aiutandolo a sembrare migliore" perché "è lui che li può istruire, lavare, sfamare".

Lo stereotipo, si sa, è difficile da decostruire ma la scrittrice nigeriana Chiamamanda Ngozi Adichie, in un interessantissimo Ted talk del 2009 ci ricorda che le immagini stereotipate si abbattono combattendo la "storia unica" e facendo incontrare "LE storie". Perché "le storie sono importanti, molte storie sono importanti. Le storie possono essere usate per ridare potere e per umanizzare".

Il premio del Volontariato Internazionale che FOCSIV assegna dal 1994 si muove in questa direzione, portando alla nostra conoscenza LE storie, le tante storie dei volontari che concorrono al premio. Una opportunità che quest’anno, grazie all'introduzione della categoria “Volontario del sud”, ci consente di mettere in discussione in modo radicale la nostra immagine stereotipata e ripartire da un diverso punto di vista. “Africa” e “Volontariato” si incontrano infatti in queste storie in modo del tutto nuovo acquistando, appunto, umanità e diventando davvero potenti. Come abbiamo accennato nell'articolo di ieri Samuel Murage Kingori è quest’anno il vincitore del premio “Volontario del sud”. Gli abbiamo chiesto di raccontarci la sua, di storia.

“Sono Samuel Murage Kingori, sono sposato e ho tre figli, due ragazze e un ragazzo, ho 46 anni, sono un insegnante e vivo a Nyahururu in Kenya. A 30 anni, dopo essere stato assunto dal governo come professore, ho iniziato a cercare il modo per restituire alla società che mi aveva cresciuto, istruito, mandato a scuola e dato la possibilità di trovare un lavoro, quello che avevo ricevuto. Proprio mentre cercavo questa occasione ho conosciuto un piccolo gruppo di persone che si stava formando e che aveva deciso di chiamarsi St. Martin CSA: là ho trovato la possibilità di diventare volontario, prima nel programma che si occupa di HIV e AIDS e poi in quello che si occupa dei bambini di strada. Qui ho iniziato a formarmi per occuparmi dei bambini e della diffusione dei loro diritti. Così ho conosciuto il St. Martin CSA”.

Qual è il ruolo dei volontari al St. Martin CSA?

Al St Martin ci sono due tipi di volontari: i cosiddetti volontari della comunità che operano con le persone che vivono intorno a loro e i volontari che gestiscono, insieme ai dipendenti e ai direttori, i quattro programmi attraverso cui il St. Martin opera nel territorio. Io faccio parte del secondo gruppo.

Nella tua esperienza come si può tenere alta la motivazione dei volontari che, in quanto tali, non sono pagati per quello che fanno?

Nella mia esperienza una prima motivazione viene dalla formazione permanente e dalla fede. C’è poi il fatto di accorgersi che gli stimoli che porti all’interno della comunità, qualunque essi siano, sprigionano sempre risorse positive all’interno della comunità stessa. I risultati del lavoro che stai facendo, delle energie e del tempo che stai dedicando accrescono la motivazione perché non sono scontati.

Qual è il ruolo che il St. Martin assegna alla formazione?

La formazione al St. Martin è molto importante: serve a dare competenze per lavorare insieme in modo qualificato all’interno della società, creando uno spirito di gruppo, sia dal punto di vista spirituale che dal punto di vista delle competenze, appunto.

Qual è l’importanza di fare del volontariato all’interno del territorio in cui abiti?

E’ molto importante perché il lavoro che stai facendo riguarda la società in cui vivi, la fa crescere, fa crescere il suo benessere e tu vedi come la tua comunità si trasforma e questo aumenta la soddisfazione e la motivazione.

Come concili l’essere padre di famiglia, insegnante e volontario?

Non è facile ma se ti organizzai ce la fai. Alla mattina mi sveglio alle 7, porto i miei figli a scuola e poi vado alla mia, di scuola, quella dove insegno. Dopo le 5 e durante il week end sono impegnato nel volontariato. Le esperienze che faccio nella mia famiglia, con mia moglie e come padre, nella scuola crescendo i figli degli altri e nel lavoro di volontariato occupandomi di bambini svantaggiati, si completano l’una con l’altra e mi permettono di agire a diversi livelli quando sono con i bambini e con i membri della comunità, quando incontro le famiglie in difficoltà con la mia famiglia, quando sto con miei scolari e li motivo nello studio, nello stare uniti e nel portare giustizia nella società.

Cosa diresti a quanti vogliano diventare volontari?

Non scegli di essere volontario per i soldi, lo fai per la soddisfazione che provi dentro, perché vedi realizzarsi i sogni che hai, vedi che il tuo lavoro produce cambiamento e giustizia nella società.

Cosa pensi del futuro del St. Martin?

Il futuro del St. Martin sta in quello che il St. Martin stesso ha seminato: le competenze e l’amore che si sono creati grazie al St Martin all’interno della società del territorio in cui vivo, restano e continuano a crescere, a moltiplicarsi in questa stessa società.

Il vissuto di Samuel Murage Kingori conferma che il motto del St. Martin CSA “solo attraverso la comunità” non è un semplice slogan, ma traduce l’essenza di una realtà radicata in un territorio attraverso i suoi 200 volontari e le sue 800 volontarie. Persone che ogni giorno si lasciano interpellare dai bisogni della comunità in cui vivono e si danno degli strumenti per leggerli ed affrontarli. Per chi ascolta questa storia, “Africa” e “volontariato” assumono una dimensione davvero lontana dagli stereotipi, una dimensione che, anche nella cooperazione internazionale, rende visibile la centralità della comunità e delle risorse che la comunità sa mettere in atto, come dimostra il legame con Fondazione Fontana Onlus, la realtà italiana partner da sempre del St. Martin CSA. I progetti condivisi pongono infatti i due partner sempre su un piano di parità, coprogettazione, corresponsabilità, a partire "dal basso". Obiettivo comune dei progetti costruiti insieme in Italia come in Kenya: dare strumenti alle comunità per una cittadinanza attiva capace di sprigionare risorse nel proprio territorio. Con la ricchezza che viene dall’incontro tra comunità diverse unite dalla stessa umanità, dall’avere due sguardi differenti ma condivisi sulle cose, dallo sporcarsi le mani insieme.

Francesca Benciolini

Ultime notizie

Protezione e cambiamenti climatici: da favore a diritto

13 Dicembre 2018
Anche i rappresentanti della società civile possono ispirare cambiamenti che promuovono i diritti umani e la responsabilità civile. Come? (Chiara Zambelloni e Marta Benigni)

“La droga non è mai solo un problema di droga”

12 Dicembre 2018
L’Europa sembra tornare ad attraversare una fase particolarmente dinamica, sia dal punto di vista dell’offerta che della domanda di droghe. (Alessandro Graziadei)

Indonesia: arresti di massa di indigeni Papua

11 Dicembre 2018
In seguito agli arresti di massa di indigeni Papua in Indonesia, l'Associazione per i Popoli Minacciati ha chiesto l'immediata liberazione di tutti gli arrestati e la fine della criminalizzazione d...

Deforestazione: siamo verso il punto di non ritorno

11 Dicembre 2018
Alla COP24 stiamo cercando di capirne di più sugli effetti del cambiamento climatico sulla deforestazione. (Luca Kosowski e Marta Benigni)

Essere protagonisti di cose grandi

10 Dicembre 2018
Alla Conferenza Internazionale dei Giovani sul Clima si incontrano ragazzi di tutto il mondo. Sono giovani attivisti, pronti e determinati ad agire quotidianamente per migliorare la situazione.&nbs...