Smetto quando voglio?

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Vi ricordate il film “Smetto quando voglio?”. La pellicola è uscita al cinema nel 2013 e racconta di un gruppo di giovani con lavori precari ma con menti brillanti che scoprono una possibilità ai limiti della legalità per aumentare le proprie entrate economiche: sintetizzano e diffondono una nuova sostanza stupefacente tra quelle non ancora messe al bando dal Ministero della Salute. Il film è stato un successo e di fatto ha denunciato la situazione in cui si trovano molti giovani in Italia che non trovano un lavoro dignitoso o corrispondente alle alte qualifiche maturate. Come accade al protagonista, un ricercatore universitario a cui non viene rinnovata la borsa di ricerca.

Sullo sfondo, il film racconta anche un’altra verità, denunciata anche recentemente dal Centro Nazionale di Informazione Tossicologica. Si tratta della diffusione di droghe sintetiche, molte delle quali non sono ancora bollate come “sostanze illegali” e il cui commercio, pertanto, non può essere perseguito legalmente. Com’è possibile? 

Il Centro Nazionale di Informazione Tossicologica è la struttura di riferimento per i pronto soccorso e i reparti di tossicologia d'Italia. Qui si valutano, monitorano e infine si segnalano al Ministero della Salute le nuove sostanze d’abuso.Il responsabile del Centro, Carlo Locatelli, ha denunciato che su 850 molecole sintetiche identificate, soltanto una parte è ad oggi “tabellata” e bollata come“ illegale”. Le altre sono a tutti gli effetti legali, anche se per i loro effetti possono essere equiparate alle droghe pesanti. Il sistema di controllo di queste sostanze è strutturato in tre fasi: scoperta delle sostanze tramite un sistema di allerta precoce, valutazione dei rischi, misure di controllo. Sostanzialmente, il processo è ancora troppo lento rispetto alla rapidità con cui nuove molecole – nuove droghe sintetiche – vengono immesse sul mercato.

La produzione di droghe sintetiche in Europa sta crescendo, si sta diversificando e diventando più innovativa. Nel 2018, le autorità italiane hanno registrato 95 nuove sostante psicoattive: il 60% riguarda oppioidi, cannabinoidi e catinoni sintetici.

Come evidenziato nella Relazione europea sulla droga 2019 pubblicata dall’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, «Le sfide che affrontiamo nel settore della droga divengono sempre più impegnativeNon solo vi sono segnali di una maggiore disponibilità di droghe di origine vegetale come la cocaina, ma assistiamo anche all’evoluzione di un mercato in cui le droghe sintetiche e la produzione di droghe in Europa acquisiscono una crescente importanza».

Queste sostanze sono diffuse tra i giovani e sono fino a mille volte più potenti dell’eroina. Secondo i dati dell’Istituto superiore di Sanità, il 13,9% degli studenti, ossia circa 360mila ragazzi, ha detto di aver usato droghe sintetiche almeno una volta nella vita.

La facilità con cui queste sostanze si possono reperire è inquietante: sono acquistabili su internet. Si comprano con pochi clic e arriva tutto a domicilio, pronto per l’uso.«Si trovano camuffate da sali da bagno, da incensi, profumanti ambientali o anche da fertilizzanti» spiegava Locatelli già nel 2015 parlando del Mexedrone, una droga sintetica assimilabile alla cocaina e oggi catalogata come sostanza illegale.

Abbiamo a che fare con un fenomeno nuovo, profondamente diverso dalla tossicodipendenza degli anni '70 e '80, quella da eroina e da cocaina. «Non siamo in presenza di abusatori cronici – ha spiegato Locatelli – che dipendono dalla solita sostanza e che trattavamo presso i Servizi per le tossicodipendenze (Sert) delle Asl o presso le comunità terapeutiche. Oggi ci troviamo ad avere a che fare con soggetti che cambiano sostanza ogni due settimane o ogni mese e che, forse per questo, erroneamente, non si sentono affatto tossicomani». Chi le assume, spesso non lo fa solo per “sballarsi” ma anche per essere più performante, ad esempio per affrontare una presentazione o una riunione importante.

La pericolosità di queste droghe sintetiche è infatti sottostimata. Alcune di queste droghe, come gli oppioidi sintetici, possono produrre danni psichiatrici permanenti, come psicosi e schizofrenie, e anche un leggero sovradosaggio può essere letale.

Oggi, la cocaina e la cannabis sono le sostanze illecite più comunemente utilizzate in Europa (2,6 milioni di giovani adulti tra i 15 e i 34 anni hanno utilizzato la cocaina nell’ultimo anno e circa 17,5 milioni di giovani europei hanno fatto uso di cannabis – dati Relazione europea sulla droga 2019).  In base ai dati, le droghe sintetiche non fanno la parte da leone nel consumo di sostanze illecite ma i tossicologi avvertono di non sottovalutare il problema perché in questo caso, i dati rischiano di non riflettere la realtà. 

Le droghe sintetiche sono economiche, facilmente reperibili e non recepite come pericolose dai consumatori. Spesso, come abbiamo visto, la loro diffusione non è perseguibile e i classici test sul consumo di droghe sovente non rilevano tali sostanze. I cannabinoidi sintetici sono 500 volte più forti della marijuana e hanno effetti simili alla cocaina. Gli oppioidi sintetici sono anche mille volte più potenti dell’eroina.

I rischi sono gravi se, come conclude il responsabile del Centro Nazionale di informazione Tossicologica, «fra 10-15 anni, al posto degli attuali Sert, dove troviamo gli ultimi ex-eroinomani che vengono trattati col metadone nella terapia sostitutiva, rischiamo di avere un sacco di psicotici, perché i danni cerebrali dell'uso continuativo delle droghe sintetiche sono documentati».

Lia Curcio

Sono da sempre interessata alle questioni globali, amo viaggiare e conoscere culture diverse, mi appassionano le persone e le loro storie di vita in Italia e nel mondo. Anche per questo, lavoro nella cooperazione internazionale con il ruolo di comunicazione ed ufficio stampa per una Ong italiana. Parallelamente, mi occupo di progettazione in ambito educativo, interculturale e di sviluppo umano. Credo che i media abbiano una grande responsabilità culturale nel fare informazione e per questo ho scelto Unimondo: mi piacerebbe instillare curiosità, intuizioni e domande oltre il racconto, spesso stereotipato, del mondo di oggi.

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