Olimpiadi: no al premio della Reebok

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Nike Olimpics

Le olimpiadi di Salt Lake City non saranno ricordate solo per gli scandali del ghiaccio, dopo l'assegnazione dell'oro ad ex aequo a canadesi e russi nel pattinaggio artistico di figura. La sindacalista indonesiana Dita Sari ha rifiutato 50mila dollari del premio che la Fondazione Reebok voleva donarle quale premio per i diritti umani. "E' stato duro dire di no. Ma dall'altro non poteva prevalere la mia consapevolezza di come la stessa Reebok tratta i suoi dipendenti nei Paesi del terzo mondo: in Indonesia, Messico, Cina, Tailandia, Brasile e Vietnam gli standard di trattamento sono miseri" ha commentato la sindacalista. Milanohockey propone oltre a una forte denuncia contro la multinazionale Nike, sponsor in diverse realtà nazionali ed internazionali dell'hockey su ghiaccio, una pressione all'Asiago Hockey affinchè interrompa la sponsorizzazione con la Maxicono Motta, che appartiene al gruppo Nestlé, responsabile indiretto della morte di 4000 bambini al giorno per la sua politica del latte in polvere nel sud del mondo. Per la stessa ragione, a Roma i gruppi di consumo critico hanno invitato il Museo dei bambini di Roma a cambiare lo sponsor della Nestlè. Per i prossimi mondiali di calcio che si terranno in Corea e Giappone nel Giugno del 2002, dal Forum Social Mundial e in particolare dalla Global March, si alza un appello alla FIFA, la Federazione internazionale del calcio, affinchè nessun bambino sia impiegato nell'industria del pallone e degli altri articoli con il suo marchio.
Pubblicato il: 16.02.2002
" Fonte: » Vita, Mani Tese, Milano hockey;
" Azione: » World Cup Campaign, Global March, Salt Lake City, Rassegna Lavoro;

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