Niger: allerta carestia da mesi, aiuti in ritardo

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Fame e malnutrizione minacciano in Niger la vita di oltre 3,6 milioni di persone: di queste, 800.000 sono bambini sotto i 5 anni. La carestia, causata dalla siccità e dall'invasione di locuste che hanno compromesso il raccolto del 2004, potrebbe colpire l'intera regione, diffondendosi in Nigeria, Mali e Burkina Faso. "E' necessario agire immediatamente, prima che altri paesi vengano ridotti nelle condizioni del Niger", ha affermato Enrico Leonardi, addetto ai programmi UNICEF: "Per ora la crisi è circoscritta al Niger, ma è in fase di peggioramento. Degli 800.000 bambini a rischio, 250.000 sono già malnutriti; altri trentamila sono affetti da malnutrizione grave". Parte quindi la macchina degli aiuti che vede in prima linea l'Unicef, Medici Senza Frontiere, Save the Children e istituzioni come la Banca Mondiale e l'Unione Europea.

Secondo la Commissione europea i donatori dovranno scontrarsi con l'assenza di agenzie di aiuti e le scarse infrastrutture del paese. "Il Niger è il secondo paese più povero del mondo, ha un immenso territorio con un clima molto duro, e in più ci sono molti problemi amministrativi. Ciò significa condizioni molto negative per il personale delle organizzazioni non governative", ha spiegato Amadeu Altafaj Tardio, portavoce per lo sviluppo della Commissione. Senza sbocco sul mare e con una popolazione di quasi 12 milioni di abitanti, il Niger sta affrontando una delle carestie più gravi degli ultimi tempi. Il paese confina con Algeria e Libia a nord, Ciad ad est, Nigeria e Benin a sud e Burkina Faso e Mali a ovest.

Per aiutare il Niger le Nazioni Unite avevano già lanciato un appello lo scorso novembre, senza ottenere quasi nessuna risposta. Un secondo appello, per raccogliere 13,2 milioni di euro (16 milioni di dollari), a marzo, ha ottenuto circa 0,83 milioni di euro (1 milione di dollari). Con l'appello, dello scorso 25 maggio, per 25 milioni di euro (30 milioni di dollari), sono arrivati circa 8,3 milioni di euro (10 milioni di dollari), ma Egeland osserva che "sono ancora molto pochi". La carestia era stata prevista più di sei mesi fa. "Sembra che vada tutto bene con i fondi per l'immediato, perciò dobbiamo concentrarci sui finanziamenti a lungo termine. C'è anche il problema di come attivare tali finanziamenti. Se non hai i mezzi per attivarli, puoi anche riversare tutto il denaro in una crisi, ma non arrivi da nessuna parte, perciò dovremo guardare alla capacità dell'Onu di far funzionare le donazioni" ha dichiarato Tardio. Ma dal Programma dell'Onu per l'alimentazione ha rilanciato un nuovo appello per la raccolta di 57,6 milioni di dollari, triplicando la cifra iniziale.

Le operazioni di emergenza di Save the Children sono cominciate con la fornitura di razioni di cibo supplementare a tutti i bambini malnutriti nelle zone di Maradi e Zinder, nel sud del Niger. In aggiunta, l'Organizzazione internazionale distribuirà speciale cibo terapeutico (inclusi sacchetti di pasta di arachidi chiamati Plumpynut) a 3.400 bambini gravemente malnutriti. Infine, verrà effettuata nei prossimi due mesi una distribuzione generale di cereali, olio e legumi a circa 20.000 famiglie con bambini malnutriti. Il programma sarà sviluppato in 28 aree ad Agiue e Tessaoua. L'organizzazione Medici Senza Frontiere oltre a garantire assistenza ai bambini gravemente malnutriti nella provincia di Maradi è anche impegnata nel sostegno alle strutture sanitarie locali per far si che tutti i bambini al di sotto dei 5 anni possano ricevere cure gratuite: questo impegno aumenterà progressivamente in previsione dell'arrivo dei picchi stagionali di malaria. [AT]

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