Muos. Da Niscemi messaggi di pace

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Mamme no Muos – Foto: Nanni

“Questa volta vogliamo tutto il diritto di vivere in pace.” Ha un titolo preciso uno dei messaggi che arriva dalla manifestazione contro il Muos, il sistema bellico della marina statunitense di stanza in Italia, che si è svolta lo scorso sabato 9 agosto.

Con una partecipazione di circa 2.000 persone, in realtà, la dimostrazione di protesta ha avuto inizio il giorno prima, quando 7 attivisti sono riusciti non solo ad entrare all’interno della base Rtf ma addirittura a salire su alcune antenne elicoidali – sono 46 trasmettitori a bassa frequenza, utili per la comunicazione tra unità mobili sottomarini. Un’azione, questa, che ha colto di sorpresa i controlli della base da parte dei militari USA ma anche la polizia italiana, la quale si è trovata impreparata di fronte a un movimento che nonostante le difficoltà, alcuni impedimenti legali e sabotaggi ignoti si è presentata, al contrario, determinata e organizzata.

Dall’alto di queste antenne contempliamo la bellezza della sughereta, dell’alba e del tramonto, la luna e l’abbondanza della natura. […] Noi oggi decidiamo di restare a oltranza, su queste antenne diaboliche e maligne, perché vogliamo liberare il pianeta, la Sicilia, la sughereta da un pezzo importante di questo incubo. Amiamo la libertà, ma siamo disposti ad affrontare l’orrore del carcere pur di ottenere una vera liberazione dalla logica e dalla logistica della guerra.”

Queste alcune delle parole utilizzate dai 7 attivisti (due dei quali sono rimasti sulle antenne fino a lunedì notte), seguite dalle richieste di: smantellamento della base; uso del denaro necessario per l’acquisto degli aerei F35 la fine della “collaborazione militare e commerciale con tutti i paesi che violano i diritti umani (in particolare Israele)”; e “la conversione del denaro usato dal governo italiano per affrontare “l’emergenza immigrazione” per un piano di accoglienza solidale e diffuso che preveda il salvacondotto consolare europeo per i migranti che scappano da guerre e dittature, dando l’esempio agli altri paesi.” Soluzioni pratiche e propositive, dunque, che sono state ribadite nel corso della giornata di sabato. Tante infatti sono state le realtà associative che hanno partecipato, a partire da singoli cittadini. “È questa sicuramente una delle vittorie della manifestazione”, confermano alcuni attivisti, che sottolineano un bilancio “positivo, nonostante i numeri siano stati più bassi rispetto allo scorso anno (circa 5.000 partecipanti,ndr)”.

“Ma così come allora siamo riusciti ad entrare ugualmente dentro la base“ – fatto che ha innescato alcuni momenti di tensione con scontri con la polizia che però non ha causato feriti né danni –, affermano con soddisfazione. “È importante evidenziare, inoltre, che sono stati gli stessi cittadini di Niscemi a insistere perché si rimanesse dentro, mentre ad un certo punto il Coordinamento dei Comitati No Muos avrebbe preferito uscire”. Un dato affatto scontato dal momento che negli ultimi mesi, in particolare dopo la costruzione delle antenne avvenuta lo scorso gennaio, si era notata una certa frustrazione e scollamento da parte dei simpatizzanti del movimento, in particolar modo nella città di Niscemi, che ospita il “mostro”. E invece, così come erano state protagoniste durante i blocchi stradali che si sono svolti durante lo scorso autunno, grazie alle “Mamme No Muos” altri movimenti cittadini (giovanili, parrocchiali in primis )sono stati in prima fila a dire con forza “no alla guerra e ai suoi strumenti”.

Sarebbe tuttavia un errore quello di considerare unicamente l’ultima manifestazione un’iniziativa che ha mostrato proposte e soluzioni positive da parte del movimento. Altre ce ne sono state in passato, caratterizzate da tratti di originalità e coinvolgimento popolare che non di rado mancano a simili movimenti che contengono un “No” nella sigla di denominazione.

Un esempio è l’iniziativa “Io lotto con l’orto” che nei mesi scorsi e tutt’ora consiste nella vendita e promozione di prodotti biologici derivanti da coltura sinergica, tra cui spiccano ortaggi e frutta stagionale e locale, o innovativi come la birra No Muos. Come ci racconta Mike, giovane coltivatore e attivista No Muos, “l’idea è quella di trasmettere alla gente l’amore e l’importanza della vicinanza col territorio, e con la terra”. La coltura sinergica, spiega “è stata scelta non solo perché rappresenta uno dei metodi che meno sfrutta il terreno, ma perché così come la nostra idea di opposizione al Muos, sta a significare che se la terra viene trattata con rispetto, essa può offrirti 15 se le prendi solo 10”.

Sullo stesso piano di iniziative non si può non menzionare l’impegno civile intrinseco nelle storie a fumetti “Mickey Muos“, ad opera del vignettista e disegnatore, nonché attivista No Muos, di Scicli (Ragusa) Guglielmo Manenti e adottata dagli insegnanti di diverse scuole elementari siciliane. “Vi assicuro che quando in una manifestazione ho visto dei ragazzini delle scuole elementari che avevano disegnato a modo loro Micky Muos, un brivido mi ha attraversato la schiena”, ha raccontato in un’intervista l’artista, che ha spiegato come una semplice storia, raccontata ai più piccoli, “poteva essere un buon esempio di educazione per coniugare piacere ed impegno civile”.

Impegno civile, proposte e messaggi di pace. “È così che usciamo da questa manifestazione”, concludono gli attivisti. “In questo modo il movimento ne esce rafforzato e si prepara ad una nuova stagione di lotte, auspicando che la questione del Muos entri a far parte dell’agenda dei movimenti pacifisti italiani”. (2-fine)

Stefano Nanni

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