Mine: manca all'appello la Polonia

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A cinque anni dall'entrata in vigore, il primo marzo 1999, della Convenzione di Ottawa che vieta l'uso, la produzione ed il commercio delle mine antipersona e a pochi mesi dalla sua prima conferenza di revisione (che si terrà a Nairobi a fine novembre), sono ancora 42 gli Stati che non hanno aderito alla messa al bando di questi ordigni. Tra questi si contano alcuni "grandi nomi" del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite: Cina, Russia e USA; Paesi produttori ed utilizzatori quali India, Pakistan, Nepal, Birmania; e ancora tre dei 25 membri dell'Unione Europea: Finlandia, Lettonia e Polonia. La Polonia rappresenta un caso interessante: fu tra i primi a firmare la Convenzione il 4 dicembre 1997 ma non procedette mai alla ratifica, adducendo motivi di sicurezza nazionale e condizionando la propria piena adesione a quella di tutti i membri permanenti del Consiglio di sicurezza e di tutti i Paesi confinanti.

Se è vero che queste condizioni non si sono ancora realizzate, è però anche vero che la situazione in termini di sicurezza nell'Europa nord-orientale è radicalmente cambiata, al punto da far dichiarare allo stesso Ministro degli esteri polacco che, dal punto di vista della sicurezza nazionale, si è verificato uno spostamento del centro di gravità da minacce convenzionali quale l'invasione armata ad altre di natura non convenzionale. Anche in considerazione di questo fattore, buona parte dei Paesi confinanti con la Polonia ha già rinunciato all'uso di mine e tra quelli che ancora non l'hanno fatto, almeno due - Ucraina e Lettonia - stanno muovendo passi decisi in questa direzione.

Quello delle mine è comunque un tema molto dibattuto in Polonia - un Paese che tra l'altro ha conosciuto direttamente, nel secondo dopoguerra, l'orrore seminato da questi ordigni e che partecipa con i propri esperti ad operazioni di sminamento all'estero. Recentemente, il Ministero della Difesa polacco ha istituito una speciale task force con il mandato di delineare una nuova strategia politica in fatto di mine, che verrà probabilmente presentata pubblicamente proprio nel corso della Conferenza di Nairobi. E' da sperare che la Polonia sappia dimostrare il coraggio politico di abbandonare l'uso di questi ordigni, fornendo così un esempio ai Paesi vicini ed alleati e rendendo più vicino e realizzabile l'obiettivo di un'Europa veramente unita anche nel ripudio delle mine antipersona.

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