Mali, cibo per un anno per 1.200 persone

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IPSIA del Trentino (Istituto Pace Sviluppo Innovazione Acli) coopera da ormai 10 anni in Mali con una controparte che si chiama Giru Yam. Il nostro referente si chiama Dolò Lesserou ed è una guida del CTA. (Il Centro turistico Acli, per inciso, è il più importante donatore di Ipsia; ciò significa che coloro che scelgono di viaggiare con il CTA supportano progetti di solidarietà internazionale). 

Con Dolò e la sua organizzazione avevamo costruito una scuola elementare grazie al progetto “una scuola per Yassing” che è stata edificata, mattone su mattone, grazie alla generosità e all'impegno di molti aclisti e non solo. Siamo nella regione di Mopti, contea di Sangha. Ai piedi della Falesia di Bandiagara. In terra Dogon descritta magistralmente dall'etnologo francese Marcel Griaule nel suo libro Dio d'acqua. Incontri con Ogotemmêli.

Purtroppo con la morte di Gheddafi in Libia si è esacerbato il conflitto anche in Mali tra estremisti islamici e popolazioni locali; tra pastori e agricoltori, come ai tempi di Caino e Abele.Per meglio comprendere il conflitto invito a vedere il film Timbuctu o a leggere il libro “Silenzio su Bamako”. Molti giovani agricoltori Dogon sono morti in quanto stavano semplicemente difendendo le proprie coltivazioni di sorgo e riso dai pastori di un'altra etnia che erano fomentati dagli estremisti islamici. In tempo di siccità i pastori necessitano di pascoli per le proprie mandrie ed entrano abusivamente nei campi ed orti distruggendo i raccolti di riso, sorgo e cipolle. 

V'è stata, quindi, paura di una carestia per 5 villaggi Dogon in Mali ai confini con il Burkina Faso.

Un progetto di emergenza sostenuto da Ipsia del Trentino presieduta da Giuliano Rizzi, CTA, Acli Trentine e i circoli Acli di San Giuseppe, Vezzano e Sopramonte (due paesi del Trentino) con il sostegno della Provincia autonoma hanno permesso di acquistare nella città più vicina di Mopti (la Venezia maliana da dove partono le piroghe che solcano il Niger sino a raggiungere Timbuctu) 50 tonnellate di riso che con camion fuoristrada sono state portate sino ai villaggi di Yassing, Bande, Somanagoro, Ourokoum e Barapireli; villaggi Dogon non facilmente raggiungibili da altre organizzazioni umanitarie vista la lontananza dalla prima strada asfaltata e siti a circa 800 km dalla capitale Bamako. Il convoglio umanitario ha dovuto dotarsi di una scorta armata in quanto il conflitto imperversa nella regione ed è bene viaggiare solo di giorno e mai dopo il tramonto causa banditismo che prolifera in tempo di guerra. Sono serviti più di tre giorni per raggiungere la piana di Yassing ma non è andato disperso un solo chicco di riso. 

Con il progetto è stata garantita sicurezza alimentare per il 2019 per almeno 1.200 persone che avevano come alternativa la carestia o l'esodo verso la capitale visto che i propri raccolti furono distrutti. Non è il primo intervento di emergenza in quest'area in quanto, sei anni fa, ad inizio 2013 vi furono moltissimi sfollati che scapparono dal nord ove infuriava l'ISIS (Stato Islamico) per rifugiarsi a sud e nei poveri villaggi ai confini con il Burkina Faso. 

La gioia con la quale è stato accolto il convoglio umanitario l'1 febbraio 2019 è indescrivibile. Donne e bambini che escono dalle proprie case di fango e si mettono a danzare mentre i giovani uomini sopravvissuti alle violenze scaricano i convogli. Il tutto viene accatastato nel magazzino della scuola di Yassing e redistribuito in quota parte alle donne affinché possano, a loro volta, conservare nei granai di casa che sono famosi per il tetto di paglia e le porte in legno incise che narrano la storia famigliare.

Insomma, nel loro piccolo, le Acli hanno contribuito alla profezia di Isaia “spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci”. 

Fabio Pipinato

Sono un fisioterapista laureato in scienze politiche. Ho cooperato in Rwanda e Kenya. Rientrato ho curato la segreteria organizzativa dell'Unip di Rovereto. Come primo direttore di Unimondo ho seguito la comunicazione della campagna Sdebitarsi e coniato il marchio “World Social Forum”. Già presidente di Mandacarù sono oggi presidente di Ipsia del trentino (Istituto Pace Sviluppo Innovazione Acli) e CTA Trentino (Centro Turistico Acli) e nel direttivo di ATAS. Curo relazioni e piante. 

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