Libano: sulla partecipazione italiana alla missione Onu

Stampa

In vista della riunione delle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, che si svolgerà domani venerdì 18 agosto per discutere della partecipazione italiana alla missione di pace Onu in Libano, la Tavola della pace e il Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la pace e i diritti umani hanno rilasciato un documento in cui delineano le caratteristiche del mandato, del comando, della composizione e dei principi che devono essere rispettati dalla missione. "La caratteristica della missione Unfil è quella di una robusta forza di polizia militare internazionale, non di una forza di combattimento bellico. La "nuova" Unifil si differenzia nettamente da missioni "multinazionali" quali, per esempio, Enduring Freedom e ISAF in Afghanistan. Essa beneficia in partenza di una forte ed ampia legittimazione giuridica nel segno dell'autorità sopranazionale delle Nazioni Unite. Il difficile compito del disarmo, attribuito dalla Risoluzione al governo del Libano, il quale può chiedere la collaborazione a Unifil, potrà essere agevolato dalla scrupolosa osservanza del contemporaneo embargo nei riguardi dell'ingresso di armi in Libano" - riporta il documento delle associazioni.

Nei giorni scorsi numerose associazioni italiane hanno infatti chiesto al Governo di "sospendere l'accordo di cooperazione militare" approvato nel maggio 2005 e di "farsi portatore in ambito internazionale di un immediato embargo di armi delle parti in conflitto".

"La Risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza è un documento che contiene una novità importante: forse per la prima volta le Nazioni Unite (NU) riescono a mettere insieme due obiettivi, quello immediato, della cessazione delle ostilità, e quello di lungo periodo, della pace giusta e duratura in Medio Oriente" - sottolineano i promotori del documento.

"Coerentemente con l'alto profilo politico della missione, il comando militare della stessa dev'essere esercitato sotto il controllo diretto dell'autorità politica delle NU, cioé personalmente dal Segretario generale delle NU in stretta collaborazione con il Consiglio di sicurezza. Occorre evitare quanto successo in Bosnia ove l'autorità politica delle NU fu esercitata da un inetto funzionario delegato dal Segretario generale. Poiché si tratta di un'operazione di polizia militare internazionale, vale per essa quanto è proprio delle operazioni di tale natura, quindi diversamente dalle operazioni belliche: il poliziotto è sempre sotto autorità politica, ne discende che la catena di comando operativo sul campo deve agire nel rispetto del diritto internazionale nella sua interezza (non soltanto del capitolo relativo al diritto internazionale umanitario) e, va sottolineato con forza, sotto la costante vigilanza dell'autorità politica sopranazionale delle NU".

"Data la natura complessa e l'alto rilievo dell'operazione che, come prima precisato, si articola in funzioni di "interposizione" e di "imposizione della pace" in vista di una soluzione duratura, è importante che la stessa missione contenga al suo interno, come elemento caratterizzante, una forte componente "diritti umani" in particolare per assicurare che i diritti fondamentali siano rispettati, in primo luogo dal personale militare impiegato. Per la realizzazione di questa "human rights dimension" occorre che all'interno della missione Unifil, quale sua parte strutturale, ci sia personale civile in congruo numero e con appropriata competenza: monitori dei diritti umani, specialisti nel settore dello sviluppo e dell'assistenza umanitaria, personale esperto in comunicazione e dialogo interculturale, nonché nella collaborazione con le organizzazioni non governative, le istituzioni civili locali, il mondo della scuola e dell'informazione. E' importante che tra questi civili ci sia anche un "difensore civico" che sorvegli il comportamento dei Caschi blu nei loro rapporti con la popolazione" - sottolinea il documento delle due associazioni.

Le associazioni segnalano quindi i principi che devono guidare la missione Unifil tra cui il primato dei diritti umani, la legittima autorità politica sopranazionale, il coinvolgimento delle legittime istituzioni locali e della popolazione, la promozione di una pace duratura in tutto il Medio Oriente oltre che il rispetto della Carta delle Nazioni Unite e del Diritto internazionale. La Tavola della pace e il Coordinamento Nazionale degli Enti Locali invitano infine nuovamente ad aderire e partecipare alla manifestazione per la pace in Medio Oriente che si terrà sabato 26 agosto ad Assisi. [GB]

Ultime notizie

Gestire il potere: ci sono differenze tra uomini e donne?

26 Novembre 2022
Riflessioni su politica, linguaggio, e ruoli nella gestione del potere insieme alla professoressa Barbara Poggio. (Novella Benedetti)

E così in Ucraina si continuerà a morire

25 Novembre 2022
La politica del terrore in vista di un inverno duro e freddo. (Raffaele Crocco)

Il #GrazieGiorgia delle destre europee oggi e domani

24 Novembre 2022
La politica riformista del governo Meloni sull’immigrazione troverà il sostegno delle destre nazionaliste europee? (Miriam Rossi)

Turchia e Iran contro il Kurdistan

24 Novembre 2022
In un’inedita alleanza, i raid aerei di Ankara e Teheran bombardano dal cielo la parte irachena e quella siriana, mentre nell'area iraniana prosegue la repressione delle proteste pro-democrazia in...

Decolonizzare popoli e natura, a partire dal linguaggio

23 Novembre 2022
Una guida di Survival International per ripensare il dialogo sulla conservazione. (Anna Molinari)