Italia: il 77% degli immigrati 'se potesse lascerebbe l'Italia'

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Il Senato ha approvato stamattina il disegno di legge di conversione del decreto-sicurezza, che ora passa all'esame della Camera. Il provvedimento ha ottenuto 166 sì, 123 no e 1 astenuto. La maggioranza, Pdl-Lega-Mpa, ha votato compattamente a favore; contrari Pd, Idv e Udc, mentre l'astensione è arrivata dal senatore a vita Francesco Cossiga.

Il decreto, denominato "Disposizioni urgenti in materia di pubblica sicurezza" che dovrà essere approvato in via definitiva dalla Camera entro il 25 luglio, contiene tra l'altro norme per rendere più facili le espulsioni dei clandestini, la stretta sugli affitti e l'aggravante dell'irregolarità per l'immigrato che compie un reato. Chi alloggia a pagamento immigrati clandestini rischia la reclusione e la confisca dell'immobile. Una modifica apportata al testo durante l'iter a Palazzo Madama ha però ristretto l'applicazione di queste pene ai proprietari che vogliono trarre "ingiusto profitto" dagli inquilini e quindi lucrano sulla loro condizione di irregolarità.

 

Per approfondire. Melting Pot:
- Analisi del decreto-sicurezza

Il decreto prevede inoltre che se un cittadino straniero senza permesso di soggiorno commette un reato mentre si trova irregolarmente in Italia, la pena prevista per quel reato viene aumentata fino a un terzo: contro questa norma, ritenuta irragionevole e discriminatoria, si è battuta invano l'opposizione. Può essere poi espulso o allontanato chi, extracomunitario o comunitario, è stato condannato in via definitiva a pene superiori ai due anni, mentre prima per il rimpatrio serviva una pena di almeno dieci anni. Chi rimane in Italia nonostante l'ordine di espulsione o allontanamento pronunciato dal giudice è punito con la reclusione da uno a quattro anni. Infine il decreto legge cambia anche il nome ai Cpt, che diventano "centri di identificazione ed espulsione".

Intanto un sondaggio promosso dal portale dell'immigrazione Stranierinitalia.it su un campione di 4mila lettori riporta che il 77% degli immigrati "se potesse lascerebbe l'Italia" mentre solo 17% rimarrebbe. La maggior parte dei lettori andrebbe via per "fuggire al clima pesante creatosi in Italia che troppo spesso sfocia in razzismo" - segnala il portale. "Con l'aria che tira, ci sto pensando. Gli italiani hanno problemi economici e vogliono scaricarli sugli immigrati" - scrive Abdoulaye. Un altro lettore, che si firma "fiero di essere straniero", punta il dito contro "questo Paese razzista", che non riesce "a vedere la differenza tra uno straniero che lavora per bene (magari anche padre di una famiglia) e un delinquente". Ma c'è anche chi, tornando a casa, rischierebbe la vita. "Vengo da un Paese che è da quasi 19 anni in guerra civile. Io me ne andrei oggi, ma dove vado? Sono sfortunato due volte, per il mio Paese d'origine e per il Paese che mi accoglie, che non riesce a comprendere" - riflette Dayax.

Un'inchiesta del quotidiano 'la Repubblica' rivela che dopo sei mesi 700mila domande di regolarizzazione degli immigrati sono inevase e il 60% riguarda le collaboratrici domestiche. "Finora, solo uno su cento ce l'ha fatta. La corsa a un posto da regolare coinvolge ogni anno migliaia di immigrati invisibili. Nel 2007, il decreto ha messo in palio 170mila posti. Come è finita? A sei mesi dalla presentazione delle oltre 740mila domande d'assunzione, meno di 8mila sono i visti d'ingresso rilasciati: circa l'1%. Una débacle burocratica, che chiama in causa Ministero dell'Interno e degli Esteri" - riporta l'articolista Vladimiro Polchi.

Col decreto flussi, l'Italia fissa annualmente il tetto massimo (le "quote") di cittadini extracomunitari, che possono entrare nel Paese per motivi di lavoro subordinato o autonomo. Ma in realtà le cose vanno diversamente: il decreto è l'unica chance per mettere in regola chi già si trova in Italia. I due decreti del 2006 avevano aperto le porte a 470mila ingressi: una massa di lavoratori, che hanno tenuto occupati gli uffici competenti per oltre 18 mesi. Per questo, nel 2007, i posti messi a disposizione dal decreto flussi sono scesi a 170mila, oltre un terzo per collaboratrici domestiche. Finora sono stati rilasciati solo 7.947 visti. [GB]

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