Italia: appello per il mensile antimafia Casablanca

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Una copertina di Casablanca

"Hanno tolto la luce a Casablanca". Poche righe, giunte agli amici alcune ore fa. Al di là del linguaggio colloquiale e diretto significa che la redazione del mensile Casablanca non è più rifornita di energia elettrica. E' questa solo l'ultima conseguenza di una serie di difficoltà finanziare che stanno minando l'esistenza stessa del mensile fondato solo l'anno scorso dai giornalisti Riccardo Orioles e Graziella Proto. Negli ultimi mesi vari sono stati gli atti di solidarietà alla redazione, soprattutto dopo il furto del computer principale. Una solidarietà che cerca di coinvolgere quanti più attori possibili e propone di sottoscrivere abbonamenti alla rivista, così da sostenerla finanziariamente e diffonderne le inchieste antimafia.

Salvatore Borsellino ha scritto una lettera aperta. Nella lettera il fratello di Paolo Borsellino riporta la solitudine e le sempre maggiori difficoltà economiche nelle quali Casablanca è costretta a lavorare: "Casablanca è in edicola, e non lo compra neanche chi in teoria dovrebbe fare antimafia, non lo compra nessuno delle associazioni antimafia, non lo comprano i vecchi compagni di partito, non lo comprano nemmeno gli amici e 3000 euro al mese d'affitto e di spese continuano a uscire...Ha aperto un mutuo sulla sua casa per pagare le spese di affitto, della redazione, le bollette della luce, ma adesso non ce la fa più a pagare le rate e la sua casa rischia di essere venduta all'asta. ......".

Scrive inoltre: "Ora dobbiamo decidere, se anche noi mescolarci ai tanti che fanno antimafia solo a parole, a quelli che aspettano che ci siano altri, giudici, magistrati, poliziotti, giornalisti costretti anche per colpa nostra a diventare degli eroi, o se vogliamo fare anche noi quel poco che ciascuno di noi può fare per combattere insieme a loro⅀ E' dovere di ciascuno di noi comprare leggere e far leggere agli altri questo giornale, permettere che queste persone possano continuare a lottare anche per noi e insieme a noi..-" .

In fondo alla lettera aperta Salvatore Borsellino informa che ha sottoscritto trenta abbonamenti da sostenitore a Casablanca (una sottoscrizione che corrisponde a 1500 euro), invitando chi legge a rinunciare ad una serata al cinema e a una pizza e sottoscrivere almeno un abbonamento alla rivista.

Tenore simile hanno anche le proposte di PeaceLink e del Gruppo Capitano Ultimo, da anni impegnato sui temi della legalità e dell'impegno civile. Il Gruppo ha realizzato una inserzione a pagamento sulla rivista stessa. Il testo è "Noi abbiamo scelto di appoggiare chi rischia la vita mentre è ancora vivo", chiaro riferimento ai tanti che hanno combattuto la mafia dopo essere stati osteggiati da vivi e considerati eroi dopo essere stati uccisi. L'iniziativa sarà ripetuta nei prossimi mesi.

PeaceLink ha deciso di dedicare una sezione del proprio sito agli articoli, alle inchieste e agli indici dei numeri di Casablanca. L'attuale editoriale è dedicato alla storia di Casablanca e dei suoi realizzatori, a partire da Radio Aut (la radio delle denunce antimafia negli anni 70 di Peppino Impastato) e dall'esperienza degli anni 80 de I Siciliani. Leggiamo nell'editoriale "Per poter andare avanti Casablanca ha bisogno di mezzo caffé alla settimana: 50 euro annui. Tanto basta per sostenere in maniera solida e regolare Casablanca. PeaceLink chiede a tutti i suoi lettori, a coloro che credono nell'antimafia vera, a coloro che non si rassegnano alle lacrime e alle inutili retoriche di abbonarsi a Casablanca".

Viene poi riportata la simpatica iniziativa di Mauro Biani, vignettista satirico collaboratore tra gli altri anche di Casablanca e di PeaceLink. Scrive il popolare vignettista: "Voi fate un abbonamento a Casablanca e io vi regalo un mio disegno originale. Lo so che dietro le vostre anime gruppettare e movimentiste si cela la cupidigia di speculatori senza scrupoli, e quindi sarete ben contenti di fare un investimento in opere d'arte che tra qualche anno varranno ben più del misero cinquantone che serve per un abbonamento sostenitore a Casablanca".

Casablanca, arrivata al numero 7 è una rivista contro le mafie nata dalla testardaggine di un gruppo di volontari "aizzati" da Riccardo Orioles, fondatore del vecchio "Avvenimenti" e compagno di redazione ne "I Siciliani" del direttore Pippo Fava, assassinato a Catania durante l'intensa esperienza del mensile ⅀ pur apprezzata ed elogiata, Casablanca ha bisogno vitale (sennò si chiude) del nostro sostegno.

di Alessio Di Florio

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