Israele: in Libano usate bombe al fosforo - ammette Governo

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Uno dei quartieri di Beirut bersaglio dei raid israeliani

Le Forze armate israeliane hanno usato bombe al fosforo bianco nel corso dell'offensiva contro i guerriglieri Hezbollah in Libano dell'estate scorsa. Lo ha confermato per la prima volta lo stesso governo, nella risposta data a una interrogazione dal ministro per i rapporti col parlamento, Yaakov Edri, secondo il quale "l'impiego di questo genere di armi è compatibile con la legislazione internazionale". Le autorità libanesi avevano denunciato l'uso di ordigni al laser e a frammentazione e di altri che provocavano gravi ustioni sul corpo delle vittime, ipotizzando che in quest'ultimo caso potesse trattarsi di bombe al fosforo bianco. Il terzo protocollo della Convenzione di Ginevra sulle armi convenzionali, che prevede restrizioni nell'uso di speciali tipi di armi e proibisce l'impiego di munizioni simili nei centri abitati, non è stato siglato da Israele e Stati Uniti.

"Le Forze di Difesa hanno utilizzato munizioni al fosforo in diverse forme in diverse fasi" - ha affermato Edri. "Le Forze di Difesa hanno fatto uso delle bombe al fosforo durante la guerra contro Hezbollah in attacchi sferrati contro obiettivi militari in campo aperto". Edri ha sottolineato che la legge internazionale non vieta l'uso delle armi al fosforo e che le "Forze di Difesa hanno usato questo tipo di munizioni in conformità delle disposizioni del diritto internazionale". Il ministro non ha però specificato dove e contro quali tipi di obiettivi sono state utilizzate le bombe al fosforo. Dopo il lancio nel luglio scorso dell'operazione militare "Giusta retribuzione", il premier libanese Fuad Siniora aveva denunciato una violazione degli accordi di Ginevra da parte delle forze armate di Israele. "L'impiego di bombe al fosforo e al laser contro civili e bambini - si era chiesto il primo ministro - è consentito dalla Convenzione?".

Nel Libano meridionale, diversi medici avevano sostenuto che molti feriti ricoverati negli ospedali riportavano 'strane' ustioni, causate probabilmente dal fosforo bianco. L'esecutivo di Beirut aveva inoltre denunciato l'ampio ricorso di Tsahal al lancio di ordigni esplosivi a frammentazione nel sud del Libano. Militari e civili libanesi sono rimasti uccisi a causa della deflagrazione di ordigni rimasti inesplosi di questo tipo. Gli Stati Uniti ammisero lo scorso anno l'utilizzo nel novembre 2004 di bombe al fosforo in un'offensiva contro la roccaforte ribelle di Falluja, in Iraq. Dopo ripetute smentite e di fronte a risultanze di inchieste giornalistiche, Washington riconobbe il lancio di questo tipo di ordigni ma solo contro "combattenti nemici".

La notizia si aggiunge alla denuncia fatta dallo stesso Segretario generale dell'Onu Kofi Annan dell'uso di bombe a grappolo da parte di Israele durante la guerra contro Hezbollah in Libano: Annan aveva chiesto al governo israeliano di "fornire mappe e indicazioni sulle località dove le bombe a frammentazione sono state usate in modo che si possa localizzarle al fine di proteggere i civili". Secondo la denuncia fatta a Rainews24 da un militare israelano nel conflitto in Libano sarebbero state impiegate 1,2 milioni bombe cluster: la percentuale di ordigni inesplosi nelle bombe a grappolo, si aggira intorno al 10 percento, dunque in Libano del Sud vi sarebbero circa 100 mila bombe inesplose. [GB]

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