Il microcredito: dal Kossovo al Togo

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Oltre 1.350.000 euro erogati per l'avvio di programmi di microcredito nei paesi in via di sviluppo: il consorzio Etimos, leader italiano nel settore, ha incrementato nelle ultime settimane la sua attività grazie a dieci nuovi finanziamenti, allargando l'area geografica di operatività a due nuovi paesi, il Kosovo e il Togo.

Sono moltissime le esperienze di microcredito fiorite in Kosovo dopo la fine della guerra grazie ai fondi messi a disposizione dalla cooperazione internazionale. Ma proprio l'apporto di ingenti capitali è il principale ostacolo verso una reale sostenibilità dei numerosi progetti avviati: la maggior parte dei programmi infatti è ancora condotta e gestita direttamente dagli organismi di cooperazione e stenta a trovare una dimensione autonoma. In questo senso Meshtekna, l'organizzazione partner di Etimos, appare anche una lodevole eccezione: le sue origini risalgono infatti al progetto "Diamo credito allo sviluppo", avviato già nel 2000 nell'area di Prizren (al confine con l'Albania) da Fondazione Choros e Consorzio italiano di solidarietà. Ora l'organizzazione, che ha cominciato ad erogare i primi microcrediti nel marzo del 2001, punta ad incrementare, grazie al finanziamento di 50.000 euro appena concesso da Etimos, il fondo rotativo che era stato inizialmente messo a disposizione, così da rispondere alle crescenti esigenze di credito della popolazione locale impegnata prevalentemente in attività di commercio e di allevamento e contribuire al rafforzamento di un tessuto economico e sociale profondamente lacerato.

In Africa si apre per Etimos un nuovo fronte: quello del Togo, dove opera Wages (Womens and associations for gain both economic and social), un'Ong nata inizialmente come progetto per "l'incremento del reddito delle donne di Lomè" è diventata oggi la più importante istituzione di microfinanza del paese. Wages concede prestiti a gruppi solidali di 10-30 donne, dietro costituzione di un fondo di risparmio obbligatorio; da Etimos ha ottenuto un finanziamento di 150.000 euro.

Gli altri finanziamenti sono rivolti a Paesi ed organizzazioni già note che ben rappresentano la varietà e la complessità del fenomeno "microcredito" su scala mondiale. Partendo dal Perù, dove 100.000 euro vanno a Mide: una ong peruviana attiva negli altopiani andini dell'area di Cuzco con piccoli prestiti (nell'ordine dei 10/20 dollari) a favore di donne analfabete di etnia quechua. Dagli altopiani del Perù a quelli della Bolivia: qui nei dipartimenti di La Paz, Cochabamba, Oruro, Santa Cruz e Chuquisaca opera Fondeco, un'organizzazione specializzata in microfinanza rurale che lavora soprattutto con indios di etnia quechua, aymara e guarany, esclusi dal sistema creditizio tradizionale. A Fondeco Etimos ha concesso un finanziamento di 50.000 euro. Stessa cifra anche per Fundamic e Maquita Cushunchic: un'associazione la prima, una cooperativa di risparmio e credito la seconda, entrambe operano in Ecuador, nell'area urbana di Quito. Sempre in Ecuador, 50.000 vanno a Cepesiu, un'Ong attiva con programmi di microcredito sia a Quito, sia a Guayaquil. Risalendo il continente, in America Centrale troviamo l'Honduras e i 400.000 dollari destinati ai piccoli produttori di caffè della Central de cooperativas cafetaleras e il Nicaragua, dove alla già folta schiera di partner di Etimos si aggiunge Fundaciòn Nieborowski. Si tratta di un'associazione (nata nel '93), con sede nella città di Boaco e succursali ormai in quasi tutto il paese per un portafoglio clienti complessivo che sfiora le 10.000 unità. Infine, tornando al continente africano, in Benin si rafforza ulteriormente la collaborazione con Vital Finance, l'istituzione di microcredito attiva nel sud del paese cui vanno altri 350.000 euro.

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