Egitto: impegno UNHCR per ex manifestanti sudanesi

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Rifugiati sudanesi al Cairo

Nella giornata di ieri, funzionari dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) del Cairo e di Ginevra hanno incontrato le autorità egiziane in seguito allo scadere del termine entro cui l'UNHCR avrebbe dovuto stabilire lo status dei 462 sudanesi rinchiusi in tre centri di detenzione al Cairo. Questi si trovavano in stato di detenzione in seguito ai tragici scontri avvenuti lo scorso mese al Cairo. L'UNHCR ha aggiornato le autorità sui progressi fatti nella scorsa settimana per stabilire lo status di queste persone e ha sottolineato che sarebbe necessario più tempo per un' adeguata e approfondita analisi legale sullo status dei rimanenti sudanesi ancora in prigione. Nel corso della scorsa settimana, le squadre dell'UNHCR hanno lavorato giorno e notte, ma visto il numero di sudanesi detenuti i funzionari dell'UNHCR sono stati in grado di condurre interviste della durata media di soli 30-40 minuti, tempo non sufficiente per determinare scrupolosamente il loro status.

L'UNHCR ha richiesto che all'attuale stato di cose, vista la situazione umanitaria, nessuno venga deportato e che le autorità permettano ai funzionari dell'Agenzia di proseguire le interviste e la valutazione legale di tutti i casi. L'UNHCR ha nuovamente evidenziato la necessità che tutte le donne e i bambini vengano immediatamente scarcerati, così come tutti i sudanesi provenienti dal Darfur. L'UNHCR ha ottenuto adeguate rassicurazioni sul fatto che le persone che hanno diritto a protezione internazionale non verranno deportate. L'Agenzia ha anche ricevuto indicazioni positive sulla possibilità che venga concesso altro tempo all'ufficio per finalizzare il procedimento legale e per valutare adeguatamente tutti i casi. Nel corso delle prossime settimane, l'UNHCR continuerà il proprio lavoro sia nella prigione che con il team legale.

L'Agenzia sta anche continuando a rintracciare i familiari di alcuni rifugiati. Nel frattempo, l'ufficio dell'UNHCR al Cairo ha ripreso le operazioni di registrazione e di rinnovo delle carte d'identità dei sudanesi e di altri rifugiati che non hanno potuto essere assistiti durante il sit-it dimostrativo di tre mesi che ha avuto luogo vicino agli uffici dell'Agenzia.

L'UNHCR ha inoltre ricordato al governo egiziano il suo impegno bilaterale nel quadro del cosiddetto Accordo delle Quattro Libertà con il Sudan, accordo che riconosce alle donne e ai bambini sudanesi di età inferiore ai 14 anni il diritto ad un visto gratuito per l'Egitto e alla residenza nel paese. Alla luce dell'attuale situazione in Darfur, nonché attenendosi alle raccomandazioni del Rappresentante Speciale del Segretario Generale in Sudan, l'UNHCR raccomanda anche l'immediato rilascio di tutti i sudanesi originari del Darfur. L'Egitto ha aderito nel 1981 alla Convenzione di Ginevra sui Rifugiati del 1951 e di conseguenza si é assunto delle responsabilità di base nei confronti dei rifugiati e dei richiedenti asilo, fra le quali sono comprese la registrazione dei profughi e la determinazione del loro status. La deportazione di persone che ricadono sotto la competenza dell'UNHCR è considerata una violazione della Convenzione.

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