Brasile: intervista sul referendum per il disarmo

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referendum in Brasile

Il 23 ottobre 2005 la popolazione brasiliana si rechera' alle urne per decidere se volere o no la proibizione del commercio delle armi e delle munizioni in Brasile. Sara' il primo referendum nella storia del paese, ed anche il primo al mondo su questo tema. Nel referendum tutti i cittadini e le cittadine dai 18 ai 70 anni dovranno presentarsi alle urne per rispondere si' o no al quesito: "Il commercio delle armi da fuoco e delle munizioni deve essere proibito in Brasile?". Il voto e' obbligatorio. Cosi' come e' stato stabilito per sorteggio dal competente organo istituzionale, la scelta del si' avra' il numero 2 nell'urna elettronica (e la scelta del no il numero 1). Chi vota si' si schiera per la vita, per la costruzione di una cultura della pace, per la creazione di soluzioni collettive per far cessare la violenza.

Di seguito viene pubblicata l'intervista di Ermanno Allegri al sociologo e coordinatore del programma di controllo delle armi dell'Ong "Viva Rio", Antonio Rangel Bandeira in occasione della presentazione del suo libro "Armi da fuoco: protezione o rischio?", elaborato con la collaborazione di Josephine Bourgois. Antonio Rangel Bandeira ha ribadito la necessita' che le persone capiscano l'importanza della Campagna per il disarmo e il pericolo rappresentato dalle armi da fuoco.

Ermanno Allegri: Molti sostengono che si stanno disarmando le persone perbene, permettendo che i criminali continuino ad essere armati: poiche' nessun criminale consegnera' volontariamente la sua arma.
Antonio Rangel Bandeira: Infatti nessuno si illude che i malviventi consegnino le armi, e nemmeno che comprino le armi in un negozio. Chi compra le armi in un negozio siamo noi, persone oneste, convinti che questa arma ci proteggera'. Ma, dopo, il criminale sottrae questa arma dalla nostra macchina o dalla nostra casa. Nel 2003, in Brasile, sono state rubate alle persone perbene ben 56.000 armi. Questa e' una delle maggiori fonti di rifornimento di armi per il crimine. * Ermanno Allegri: I sostenitori delle armi dicono che il disarmo non risolvera' il problema della violenza. E allora, perche' incentivare le persone a consegnare le loro armi? - Antonio Rangel Bandeira: La violenza e' un problema complesso, con molte cause: e una di queste e' la proliferazione, la facilita' con cui si ottengono, senza controllo, armi e munizioni in questo paese. Il disarmo e' il primo passo, e molto importante, percha' fa diminuire il numero di morti. Oggi il Brasile e' il paese nel quale piu' si uccide e piu' si muore per armi da fuoco nel mondo. E' evidente che il disarmo da solo non risolve il problema. Deve essere accompagnato da altri provvedimenti come l'umanizzazione del sistema carcerario, la democratizzazione del potere giudiziario e la riforma della polizia. Allora, il disarmo da solo non risolve. Ma senza di questo, e' il nulla.

Ermanno Allegri: Perche' consegnare le armi da fuoco che difenderanno le persone perbene e le loro famiglie? Non esiste per tutti il diritto alla legittima difesa?
Antonio Rangel Bandeira: Che un'arma in casa o un'arma alla cintura dia una maggior protezione, e' pura illusione. Succede solo al cinema. Nel mondo reale il malvivente ha sempre l'iniziativa dell'aggressione, e coglie sempre di sorpresa la persona onesta. E l'uomo onesto se ha un'arma in casa non potra' usarla, e se la usera' avra' la peggio. Allora un'arma rappresenta molto piu' un rischio che una protezione. Per questo il libro che sto presentando si chiama: "Armi da fuoco, protezione o rischio?". La questione della legittima difesa si fonda sul diritto alla protezione della vita; ma le statistiche indicano che quando si tenta di reagire a un'aggressione a mano armata, chi ha la meglio e' il criminale. Chi reagisce con un'arma da fuoco a un'aggressione ha 180 volte piu' possibilita' di essere ucciso di chi non reagisce. Pertanto, chi reagisce con una arma da fuoco sta mettendo a rischio la vita sua, della sua famiglia, di sua moglie, dei suoi figli, e quindi non si tratta di legittima difesa.

Ermanno Allegri: Cioe', un'arma in casa e' un rischio in piu'?
Antonio Rangel Bandeira: Si', e soprattutto per le donne. In Brasile, quasi meta' delle donne uccise da armi da fuoco sono state assassinate dal loro compagno, dal loro marito, dal loro ragazzo, dal loro fidanzato... uomini che bevono, uomini che, presi da un attacco di gelosia, uccidono le loro spose. Con l'arma di casa! Senza parlare, poi, delle morti per incidente.

Ermanno Allegri: Sono costanti le denunce di corruzione che coinvolgono poliziotti, appartenenti sia alla polizia civile, sia alla polizia militare e perfino alla polizia federale. Se accade questo, chi garantisce la sicurezza dei cittadini?
Antonio Rangel Bandeira: E' vero, la nostra sicurezza pubblica e' contaminata dal crimine. Molta gente che occupa posti di comando e' stata formata durante la dittatura. Insomma, la protezione alla popolazione e' molto inferiore a quello che ci si dovrebbe aspettare. Per questo lo Statuto del disarmo, che e' la maggior legge di controllo delle armi, non solo raccomanda che i civili consegnino le armi per la propria sicurezza, ma indica anche gli obblighi della polizia quanto al disarmo dei criminali. Per esempio: segni di identificazione per le munizioni, creazione di una banca dati in cui registrare le armi, innalzamento della pena a 12 anni per chi usa armi proibite... insomma: la legge e' ben fatta. Noi adesso dobbiamo fare pressione sul governo affinche' metta in pratica questa legge, affinche' non sia un'altra buona legge che rimane solo sulla carta. Una polizia che ritiene che la gente si deve armare per difendersi, e' una polizia che riconosce la propria incompetenza nell'esercizio delle sue funzioni. Allora dobbiamo migliorare la polizia, riformarla affinche' il poliziotto diventi onesto ed efficiente.

Ermanno Allegri: Nella campagna di disarmo volontario, accettare da parte dello stato di ricevere armi illegali o utilizzate in atti criminosi non e' un modo con cui si favoriscono i malviventi?
Antonio Rangel Bandeira: In verita', in Brasile e nei piu' di 30 paesi in cui si realizza la consegna volontaria di armi, le armi utilizzate in atti criminali non sono mai consegnate, perche' si sa che le armi saranno periziate dalla polizia. E non c'e' interesse del detentore a consegnarle. Se un criminale vuole disfarsi di un'arma e' molto piu' facile venderla o gettarla in mare. Il numero di armi illegali consegnate - illegali nel senso di utilizzate in atti criminali - e' praticamente zero. Ma un'arma illegale (non registrata) e' vantaggioso che sia consegnata, perche' quest'arma illegale, cioe' un'arma con il numero di matricola raschiato, e' l'arma prediletta dai criminali, perche' e' un'arma che puo' essere utilizzata e la polizia non potra' scoprirne il proprietario. Quindi, la consegna di armi illegali - e la maggioranza delle armi consegnate sono armi che non sono mai state denunciate - e' molto utile per lo stato e per i cittadini, perche' il criminale preferisce proprio avere queste armi, giacche' significano per lui maggior sicurezza nel consumare delitti.

Ermanno Allegri: C'e' chi dice che questa iniziativa facilita il mercato nero delle armi. Che un'arma avra' un costo minore.
Antonio Rangel Bandeira: Al contrario, la Campagna di disarmo in Brasile ha gia' raccolto 450.000 armi. Quindi c'e' minor disponibilita' di armi, perche', come e' risaputo, i ladri si riforniscono con armi rubate alle persone perbene. Succede che nel mercato clandestino il prezzo, per esempio del revolver calibro 38, che e' il preferito dai criminali per assaltarci per strada o nelle nostre case, e' gia' aumentato 5 volte, vale a dire che le armi nel mercato clandestino stanno costando di piu'. Nel Rio Grande do Sul, per esempio, i malviventi per la prima volta stanno assaltando negozi di armi e attaccando poliziotti per rubare le armi, esattamente perche' non riescono piu' a trovare armi da rubare nelle case dei cittadini onesti.

Ermanno Allegri: Chi ci assicura che le armi raccolte saranno distrutte? Non possono ritornare, per vie oscure, nelle mani dei criminali?
Antonio Rangel Bandeira: Vedi, il rischio esiste, ed e' per questo che le chiese e le ong raccomandano che queste armi quando vengono raccolte siano subito distrutte. Noi usiamo una mazza, e davanti alla persona che ci da' l'arma, la distruggiamo subito affinche' non possa essere riutilizzata dal crimine organizzato. Ma, purtroppo, la maggioranza delle forze di polizia che sta raccogliendo le armi non fa cosi'. In ogni modo sono gia' state raccolte piu' di 450.000 armi e, secondo quanto si e' potuto costatare, appena 11 armi sono state poi ritrovate in mano a criminali. Quindi possiamo concludere che se ci sono distrazioni di armi, queste sono un numero assai ridotto. Io credo che in campagne future il governo dovrebbe in effetti adottare il metodo raccomandato dalle chiese e dalle ong: la distruzione immediata delle armi raccolte.

Ermanno Allegri: C'e'chi dice che i costi della Campagna di disarmo sono uno spreco di denaro pubblico.
Antonio Rangel Bandeira: Senti, io penso proprio di no. Innanzitutto perche' non e' molto. Duecento milioni di reali [71 milioni di euro] possono sembrare molti, ma dobbiamo considerare che in Brasile si spende quasi l'equivalente - 140 milioni di reali [50 milioni di euro] tutti gli anni per il ricovere e le cure mediche di feriti da armi da fuoco. Pertanto, la Campagna di disarmo, oltre a diminuire le spese ospedaliere, ha salvato nel 2004 per la prima volta dopo 13 anni in cui il numero delle vitime era sempre crescente) ben 5.560 vite. E questo e' meraviglioso. Sono piu' di 5.000 vite salvate con la riduzione delle armi in circolazione. Io penso che la democrazia non ha prezzo. Realmente, noi che siamo passati per una dittatura, adesso abbiamo la possibilita' di decidere se vogliamo un paese piu' armato o meno armato; e' una grande conquista. Ancor piu' considerando che, in occasione del referendum, ci sara' un nuovo censimento nel paese per diminuire le frodi elettorali e per dare alla popolazione povera un documento con fotografia che varra' come documento ufficiale.

Ermanno Allegri: Alcuni chiedono: perche', invece di spendere milioni in indennizzi e per la Campagna di disarmo, il governo non aumenta le spese per l'educazione, la sanita', ecc.?
Antonio Rangel Bandeira: Diciamo tutta la verita': innanzitutto, i fondi spesi dallo stato per indennizzare chi ha consegnato la propria arma sono soldi entrati nelle tasche della popolazione, 40 milioni di reali [15 milioni di euro]. Inoltre, questo e' molto poco se consideriamo l'entita' delle spese pubbliche. Infine, la Campagna per il disarmo ha fatto diminuire di piu' del 10% il ricovero di feriti negli ospedali nello Stato di Rio de Janeiro; a San Paolo la riduzione e' stata superiore al 7%. Sono migliaia di persone che non sono state ferite. Questo ha significato una grande economia nelle spese degli ospedali che hanno potuto risparmiare i fondi che precedentemente servivano a curare quei feriti da arma da fuoco che quest'anno non ci sono stati, e quindi utilizzarli per assistere altri degenti. Quindi, quando si investe in maggior sicurezza pubblica e nel togliere di circolazione le armi, in verita', diminuendo morti e feriti, stiamo riducendo la spesa pubblica e lasciando piu' denaro a disposizione per gli investimenti in educazione, sanita' e programmi di abitazione popolare.

Ermanno Allegri: Tu stai presentando in varie citta' questo libro "Armi da fuoco: protezione o rischio?". Come e' accolto il libro e come percepisci il Brasile rispetto al referendum?
Antonio Rangel Bandeira: Il libro e' molto ben accolto, perche' esiste pochissima informazione scientifica sui vantaggi e svantaggi dell'uso di armi da fuoco per l'autodifesa. Le persone sono confuse ed e' naturale. Ma il lavoro svolto da "Viva Rio" dimostra, con le ricerche fatte in Brasile e nel mondo, che armarsi e' un grande errore, che tra l'altro porta un grande pericolo in casa: si pensi agli incidenti di cui restano vittima bambini, figli, nipoti; o ai suicidi familiari. Il libro, quindi, da' informazioni scientifiche affinche' le persone possano decidere con la loro testa. Nel libro rispondo a cento domande, dubbi delle persone che vogliono informarsi per votare con cognizione di causa e piena coscienza nel referendum. E' un libro realizzato attraverso il lavoro volontario perche' potesse essere venduto a un prezzo modico. E' venduto nelle edicole di tutte le capitali brasiliane affinche' anche chi ha non ha molte disponibilita' economiche lo possa comprare. Il lettore vi trova le informazioni e le opinioni di tutti e due i fronti. Ci sono gli argomenti a favore e gli argomenti contrari. Le persone possono cosi' votare coscientemente senza lasciarsi influenzare da false informazioni e dalla nota manipolazione della paura che porta la gente a votare contro i propri interessi.

Ermanno Allegri: E con la manipolazione della paura le fabbriche di armi possono continuare...
Antonio Rangel Bandeira: E chi si spancera' dal ridere e sara' molto contenta della paura della gente e' proprio l'industria delle armi; quanta piu' paura le persone hanno, piu' armi comprano. Quanta piu' gente spara, piu' munizioni usa, piu' questa industria ne ricavera' profitti. L'avidita' fa si' che questi imprenditori dell'industria della morte - come io uso chiamarli - desiderino piu' violenza per aumentare le vendite dei loro prodotti mortiferi. Ma io sono sicuro che il popolo brasiliano dira' si' alla proibizione del commercio delle armi e delle munizioni, per fare del Brasile un paese con meno morti, un paese in cui possiamo vivere in solidarieta' e amore tra tutti gli esseri umani.[AT]

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