Botswana: Boscimani vincono la causa, appello a Di Caprio

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Boscimani nella riserva del Kalahari

Manifestazioni di giubilo davanti alla sede dell'Alta Corte del Botswana che oggi ha emesso un verdetto storico a favore dei Boscimani del Kalahari. I giudici hanno stabilito che lo sfratto dei Boscimani è stato "illegale e anticostituzionale" e che hanno il diritto di ritornare a vivere nella loro terra - riporta Survival che da tempo sostiene la loro causa. La corte ha anche decretato che i Boscimani che hanno intentato causa hanno il diritto di cacciare e raccogliere liberamente nella riserva, senza dover chiedere il permesso di entrarvi. Uno dei giudici, Justice Phumaphi, ha dichiarato che il rifiuto del governo di lasciare cacciare i Boscimani "equivale a condannare chi risiede nella riserva a morire di fame". Tuttavia, i giudici hanno stabilito che il governo non avrà l'obbligo di fornire servizi e assistenza ai Boscimani che vorranno vivere nella riserva.

"È il giorno più bello della nostra vita" ha dichiarato il portavoce dei Boscimani Roy Sesana davanti al tribunale. "Abbiamo pianto così a lungo, ma oggi verseremo lacrime di gioia. Finalmente siamo stati dichiarati liberi. Gli sfratti sono stati molto dolorosi per il mio popolo e ora vogliamo solo tornare a casa, nella nostra terra". Il direttore di Survival, Stephen Corry, ha commentato: "Il verdetto della Corte rappresenta una vittoria non solo per i Boscimani ma anche per tutti i popoli indigeni dell'Africa. Ed è una vittoria anche per il Botswana. Se il Governo eseguirà velocemente l'ordine della Corte, la campagna per i Boscimani finirà e il paese avrà veramente qualcosa di cui andare orgoglioso". Il caso giudiziario dei Boscimani è stato il più lungo e costoso della storia del Botswana nonostante sia stato intentato ai suoi abitanti più poveri.

Intanto sempre i Boscimani del Kalahari hanno rinnovato il loro appello disperato a Leonardo Di Caprio poiché le compagnie diamantifere hanno iniziato le esplorazioni sul loro territorio. Il film di Di Caprio, "The Blood Diamond" (Diamante insanguinato), è uscito nelle sale degli Stati Uniti venerdì 8 Dicembre e i Boscimani hanno scoperto che il Governo del Botswana ha concesso un'ulteriore area del loro territorio a una compagnia diamantifera chiamata Petra, che sta effettuando esplorazioni. Boscimani si erano appellati all'attore per la prima volta a settembre tramite una pagina-annuncio sulla rivista Variety. Dopo aver scoperto delle nuove esplorazioni nelle loro terre, hanno scritto ancora, chiedendo a Di Caprio di aiutarli a tornare a casa."Abbiamo appena scoperto che il Governo del Botswana ha concesso un'ulteriore area del nostro territorio a una compagnia diamantifera chiamata Petra. Siamo arrabbiati e sconvolti per tutto questo. Questi diamanti creano solo conflitti e sono la causa della nostra sofferenza e del nostro dolore. È per colpa loro che siamo stati sfrattati dalla terra dei nostri antenati. Noi diciamo che questi diamanti ci stanno uccidendo, stanno uccidendo i Boscimani".

Per coincidenza, compie proprio in questi giorni il suo primo compleanno l'iniziativa, unica nel suo genere, del gioielliere milanese Francesco Belloni. Venuto a conoscenza della drammatica situazione dei Boscimani del Kalahari, due anni fa Belloni aveva iniziato una faticosa indagine con l'obiettivo di trovare diamanti estratti nel pieno rispetto dei diritti dei lavoratori, dell'ambiente, dell'uomo e dei popoli indigeni. Dopo lunghe ricerche, nel dicembre 2005 Belloni ha lanciato una sua nuova linea di diamanti; si chiama Ethical Diamond e va molto oltre gli impegni di trasparenza ed eticità presi dai produttori di diamanti aderenti al Kimberley Process, riporta Survival.

Da anni il popolo dei San subisce minacce e arresti arbitrari da parte delle autorità e forze di sicurezza del Botswana che con tutti i mezzi tentano di far abbandonare ai San la terra in cui vivono da oltre 20.000 anni. Da qualche anno i San devono fare i conti con un'ingiunzione che li costringe a lasciare la regione del Kalahari, dichiarata parco naturale negli anni '60. La motivazione ufficiale è data dalla tutela della selvaggina e dalla difficile e costosa assistenza alle singole e disperse comunità dei San. Molti però temono che il motivo vero sia quello di voler liberare il campo all'estrazione di diamanti nella riserva naturale. I dislocamenti forzati dei Boscimani sono iniziati già nel 1986. La maggior parte dei circa 50 mila San è stata costretta a trasferirsi in circa 63 nuovi villaggi, situati al di fuori della riserva dove hanno dovuto abbandonare il loro tradizionale stile di vita di cacciatori e raccoglitori. Spesso sono stati arrestati per aver praticato la caccia. Per convincere anche gli ultimi San a lasciare la propria terra, nel febbraio 2002 il governo ha tagliato loro il rifornimento di acqua e di energia. La zona inoltre è sotto sorveglianza per impedire a chiunque di tornare a casa. [GB]

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