Bosnia: complicità della chiesa ortodossa nei massacri di Srebrenica

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Dopo che il quotidiano serbo Danas ha trovato il prete serbo-ortodosse il quale - in un video trasmesso presso il Tribunale dell'Aja e poi ripreso dalle tv del mondo intero - benediceva i paramilitari dell'unità "Scorpioni" poi impegnati a massacrare 6 giovani bosniaco-musulmani si sollevano gravi accuse contro la Chiesa serbo-ortodossa per aver sostenuto l'uccisione e la messa in fuga dei musulmani bosniaci e la cancellazione di 500 anni di Islam mitteleuropeo in Bosnia. Secondo i dati in possesso del Centro per il diritto umanitario di Belgrado l'unità denominata "Scorpioni" dal 1991 al 1992 funzionava come unità dei servizi di sicurezza. "A quel tempo, afferma Natasa Kandic direttrice del Centro, esisteva un continuo scambio tra i membri degli "Scorpioni", la Guardia volontaria serba e i Berretti rossi, perché tutte e tre queste unità erano formate dalla DB (servizi segreti) e quindi sotto diretto controllo del Ministero dell'interno serbo". Secondo la Kandic gli "Scorpioni" facevano parte delle unità dello stato e al tempo del massacro di Srebrenica "erano incaricati di prendersi cura dei 'pacchi' ossia dei prigionieri e di provvedere alla loro uccisione, tutti operavano con le uniformi della polizia della Repubblica della Serbia e coi Berretti rossi sulla testa".

Il 2 giugno un'azione della polizia serba ha condotto agli arresti otto membri dell'unità "Scorpioni", tra i quali, Aleksandar Medic e Pero Petrasevic. Il governo serbo ha confermato l'arresto di alcuni membri di tale unità, ma non ha reso noti i nomi di tutti gli arrestati. L'azione della polizia si è svolta mentre la procuratrice capo del TPI dell'Aia, Carla del Ponte, era in visita ufficiale a Belgrado. La Del Ponte si è detta soddisfatta della "brillante operazione" del governo serbo, aggiungendo che spera ci sia altrettanta celerità anche nella consegna dei latitanti ricercati dal TPI dell'Aia. Il presidente della repubblica Boris Tadic ha detto di essere pronto a inchinarsi di fronte alla vittime innocenti di Srebrenica e degli altri popoli. Secondo il presidente serbo solo col confronto col passato, mediante lo svelamento dei fatti sull'esecuzione dei crimini e con l'eliminazione della colpa collettiva del popolo serbo si può concorrere ad entrare nell'Unione europea. Il premier serbo, Vojislav Kostunica ha invece parlato di "brutale e vergognoso crimine" aggiungendo che il governo renderà noti altri dettagli quando sarà in possesso di ulteriori dati, ma "penso che per l'opinione pubblica sia stato molto importante la nostra reazione immediata".

 

Osservatorio sui Balcani:
Dossier sui fatti di Srebrenica

"Il video che mostra il popolare abate Gavrilo Maric nel convento del Santo Arcangelo a Privina Glava a nordovest di Belgrado mentre benedice gli assassini serbi di sei civili musulmani di Srebrenica dimostra ancora una volta quanto la Chiesa serbo-ortodossa sia coinvolta nel genocidio contro i musulmani bosniaci" - commenta l'Associazione per i Popoli Minacciati. Durante la guerra in Bosnia l'APM si era già rivolta alla Chiesa evangelica in Germania (EKD) e alla Giornata della Chiesa evangelica informando che in Bosnia le truppe serbe avevano bruciato o fatto saltare in aria 1183 moschee e luoghi di preghiera musulmani, tra cui alcuni splendidi monumenti secolari. La Chiesa serbo-ortodossa aveva infine iniziato la costruzione di chiese proprio sulle rovine delle moschee distrutte, com'è avvenuto per esempio a Foca o a Brcko. Konjevic è stata costruita una chiesa serbo-ortodossa nelle immediate vicinanze di una fossa comune di musulmani assassinati. L'APM chiede ora all'EKD, alla lega mondiale luterana, al Consiglio ecclesiastico mondiale e all'amministrazione della Giornata della Chiesa evangelica di intraprendere un dialogo con la Chiesa serbo-ortodossa, alla quale soprattutto le chiese evangeliche sono legate sotto diversi aspetti, affinché convincano la Chiesa serbo-ortodossa a un ripensamento delle proprie posizioni, a documentare la propria tragica posizione e a chiedere perdono alle vittime bosniache.

La Chiesa ortodossa serba non si è ancora pronunciata: nell'ambiente padre Gavrilo è una figura dalla reputazione controversa. Il "peccato" che qualcuno gli contesta, negli ultimi anni, è quello di agire come guaritore e tutti i giorni al monastero vi è la fila di gente in attesa che deve chiedere aiuto per qualche cosa riporta Osservatorio sui Balcani che pubblica un'intervista al teologo laico Mirko Djordjevic. Secondo il teologo, il video è "una dimostrazione in più della complicità della Chiesa ortodossa nelle guerre degli anni '90". "E' tempo che la Chiesa ortodossa serba cambi strada e si confronti con il passato. Del resto questo deriva dai suoi obblighi cristiani" - afferma il teologo e giornalista Mirko Djordjevic, commentando la benedizione elargita agli uomini dell'unità degli "Scorpioni". Quest'ultimo ritiene che alla Chiesa ortodossa serba spetta non solo di pronunciarsi chiaramente in merito a quanto avvenuto, ma anche di adottare sanzioni che arrivino anche all'allontanamento dei preti denunciati. Dopo aver visionato le riprese video sull'uccisione dei musulmani a Srebrenica e la benedizione data da un prete ai membri degli "Scorpioni" Mirko Djordjevic sottolinea che "è una prova in più che la Chiesa non è stata solo testimone, ma anche complice nell'ultima guerra".

A dieci anni dai massacri di Srebrenica, che il Tribunale dell'Aja ha definito "genocidio", Pedrag Matvejevic e Michele Capasso della "Fondazione Laboratorio Mediterraneo" notano che le immagini della strage di Srebrenica e della guerra nella ex Jugoslavia "infieriscono davanti ai nostri occhi ormai disabituati a quello spettacolo: più di 200 mila morti, due milioni di deportati o esiliati... campi di concentramento, 'urbicidio' e 'memoricidio'". "L'Europa - denuncia il comunicato - si è dimessa in Bosnia, i suoi governi hanno negato la loro responsabilità e l'hanno gettata gli uni sugli altri". [GB]

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