Africa: forum sociale, società civile in Mali

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Aminata Traorè

Tornano i riflettori sull'Africa con il Forum Sociale Mondiale che si tiene dal 19 al 23 gennaio a Bamako in Mali. Con il prologo sul 50° anniversario della costituzione del fronte di Bandung, si apre ufficialmente il capitolo africano del VI Forum sociale mondiale. Sul sito dell'appuntamento ci sono in programma seminari e approfondimenti su vari temi tra cui guerra e militarismo, debito e commercio globale. "Questo forum non vuole direzionare ma ascoltare le esperienze" ha detto Aliou Traoré, un insegnante che lavora a Bamako e coinvolta nell'organizzazione. Ma Aminata Touré, presidente della coalizione "Debito e sviluppo" è convinta che è gia un risultato che le potenze occidentali abbiamo dovuto rivedere la loro posizione su debito estero e cotone. La figura emblema del paese è Aminata Traorè, ex ministro della cultura del Mali, definita "la più grande voce africana contro la globalizzazione" e oggi membro del comitato organizzatore del Forum. "L'obiettivo del Forum è quello di rileggere e ridisegnare l'Africa per sottrarla al discorso pietistico, bugiardo e demotivante di chi detiene l'egemonia delle idee, come della finanza e dei politici africani, che ne sono l'eco" ha detto la Traorè.

Il Mali è il primo paese ad accogliere un Forum Sociale Mondiale ed è uno tra i paesi più poveri al mondo. Nel 1992 si sono svolte le prime elezioni democratiche della sua storia, dopo un colpo di stato che ha messo fine alla dittatura di Moussa Traoré. Sebbene non esista una divisione tra destra e sinistra, la politica del presidente Amadou Toumani Touré è di impronta liberista.

Con lui, lo "scolaro modello" del Fondo monetario internazionale sta attuando una serie di privatizzazioni che destano le proteste della società civile, come nel 2003 quelle delle ferrovie. Prossimo passo gli aereoporti e la Compagnia nazionale del cotone, una mossa tipica delle politiche neoliberiste che rischia di gravare molto su una popolazione essenzialmente rurale e giovane.

Il neoliberismo viene visto come causa della maggior parte dei mali dell'Africa anche da Ayesha Kajee dell'Istituto sudafricano per gli affari internazionali. "È un facile capro espiatorio, ma dovremmo riconoscere le responsabilità dei nostri leader", ha detto Kajee all'IPS. "È ingiusto o impreciso accusare il neoliberismo di tutti i problemi dell'Africa, nonostante abbia un peso su alcuni di essi. Dobbiamo guardare oltre l'agenda neoliberista". "Bisogna considerare situazioni in cui la costituzione viene manipolata da un governo che vuole un terzo mandato, come in Uganda". Forse, ha suggerito Kajee, a Bamako la società civile farebbe bene a mettere se stessa sotto il microscopio. "Abbiamo avuto società civili molto attive (in Africa) negli ultimi dieci anni, ma non hanno garantito informazioni sufficienti per rafforzare le popolazioni locali. Il potere dell'informazione è carente in Africa - è in questo che le società civili hanno fallito", ha osservato Kajee, aggiungendo che gli attivisti asiatici avrebbero qualcosa da insegnare all'Africa, al riguardo. "Una simile conferenza richiede la presenza di amici dell'Africa dall'Europa e dal Nord America", ha detto all'IPS Sam Ndlovu, ricercatore presso l'Università del Sud Africa. "Senza il loro aiuto, le loro pressioni e le loro campagne, l'Africa - da sola " otterrà ben poco".

E il 21 gennaio alla CRES/Cité Universitaire Badalagoubou di Bamako, Mali, si terrà il seminario 'Stop al traffico di minori! La prospettiva dell'Africa occidentale' promosso da Terre des hommes. Il seminario intende dare la possibilità ai professionisti del campo di confrontarsi sui metodi più adatti per prevenire le cause del traffico di minori e di identificare e proteggere i bambini a rischio. " La principale ragione per cui i bambini (e spesso anche gli adulti) appartenenti ad alcune comunità siano colpiti dal fenomeno del traffico di esseri umani è fondamentalmente la mancanza di alternative valide per guadagnare abbastanza da vivere per sé e le loro famiglie" presisa Raffaele Salinari presidente di Terre des Hommes. "In Africa i flussi del traffico di esseri umani sono complessi e cambiano in continuazione. A questa complessità si aggiunge il fatto che in alcune regioni dove le frontiere aperte favoriscono i liberi scambi commerciali, anche quando il movimento transfrontaliero di bambini è evidente, a volte è davvero difficile distinguere tra attività illegali/criminali e la legittima emigrazione di famiglie tra uno stato e l'altro". Secondo Salinari risvegliare la consapevolezza del pubblico e approfondire la conoscenza del fenomeno è uno dei mezzi più importanti per combattere il traffico di minori.[AT]

Altre fonti: World Social Forum - Mali

Approfondimento: Dossier Grandi Laghi, Dossier World Social Forum

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