Un Forrest Gump per l'AISM

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Fot: Vita.it

Un milione e seicentomila passi, dalle Alpi fino al Mar Jonio, per una buona causaMarco Togni, ingegnere 36enne di Finale Ligure, camminerà per 259 giorni dal Nord al Sud dell'Italia per sensibilizzare l'opinione pubblica e raccogliere fondi a favore della ricerca sulla sclerosi multipla.

La partenza è stata domenica 17 marzo, dal luogo simbolo dell'Italia ferita che non vuole arrendersi: la periferia di Genova, all'ombra del moncone del Ponte Morandi. Alla presenza del vicesindaco del capoluogo ligure Stefano Balleari e delle massime cariche dell'Associazione Italiana Sclerosi Multipla, che sostiene e accompagna Togni in questo lungo cimento, il giovane camminatore ha mosso i primi passi verso sud, in direzione della riviera di Levante. Di qui “Osky” - questo il suo soprannome - proseguirà lungo la costa tirrenica fino in Calabria, per poi dirigersi verso l'Adriatico e risalire lo Stivale fino alle Alpi.

Lungo il percorso toccherà le principali città italiane ma anche tanti centri medi e piccoli, dove visiterà le sedi AISM e incontrerà soci e volontari. Come un filo, ricucirà storie e realtà locali di un'associazione che vuole dare voce a 118mila malati in tutta Italia: un numero impressionante di persone, di cui molto spesso non si conoscono necessità, problemi ed ambizioni.

«L’idea nacque 10 anni fa», spiega Togni a Vita «quando con un gruppo di amici ci sfidammo a disegnare il percorso per girare l’Italia in un weekend, in macchina. Anni dopo, ho deciso di riprendere in mano quel progetto abbandonato, ma di tentare l’avventura a piedi». E ha colto l’occasione per abbinare la camminata a una raccolta fondi di beneficienza. La scelta di rivolgersi ad AISM non è stata casuale: «Volevo impegnarmi con una onlus che si occupasse di una malattia per cui il movimento fosse un problema». Proprio come la sclerosi multipla, malattia cronica e spesso invalidante per cui non esiste ancora una cura definitiva.

Una malattia che colpisce in media una persona ogni 3 ore e che nonostante l’impegno di 13mila volontari attivi in tutta Italia pone ancora una sfida ben lungi dall’essere vinta. Anche per questo AISM ha affidato a Togni una “Carta dei diritti delle persone con SM”, firmata il 17 marzo anche dal vicesindaco di Genova Balleari. Un impegno concreto che verrà sottoposto ad amministratori e semplici cittadini di tutto lo Stivale, perché «fra 50 anni l’Associazione possa aver assolto al proprio compito», come auspica Francesco Vacca, presidente della Conferenza delle persone con SM.

«Questo viaggio sarà ancora più importante quando Marco arriverà in piccoli paesi, in piccole realtà dove magari la SM forse è ancora “questa sconosciuta”», spiega Vacca, «E lì veramente consentirà anche a noi di essere più vicini a tante persone che magari sono ancora ‘invisibili’, per potere capire quali sono i loro bisogni e potere dare le risposte di cui hanno bisogno per avere una migliore condizione di vita». L’obiettivo è quello di sensibilizzare e di raccogliere fondi che contribuiscano alla ricerca medica ma anche alla tutela e alla promozione dei diritti delle persone malate, di coloro che già lo sono e di coloro che potrebbero esserlo domani. Con la Carta dei diritti dello zaino, Togni sente il peso della responsabilità ma è un carico che si porta volentieri: «Dopo l’emozione della partenza dal ponte Morandi, oggi sono rilassato e tranquillo», racconta al termine della prima giornata di cammino, giunto a Rapallo, «Durante il percorso toccherò le città per me più importanti, come Bergamo, Mondovì e Finale Ligure, ma anche centri dove non sono mai ancora stato, come Matera, Perugia e Assisi».

È prevista una tappa a Norcia, in segno di vicinanza alle zone colpite dal terremoto del 2016. Ora la tabella di marcia prevede una serie di giornate in Liguria, per poi proseguire attraverso la Toscana lungo la via Francigena. Lasciata Genova, il primo incontro con le realtà locali dell’AISM sarà a Massa, dopo una settimana di cammino. Nel frattempo, l’avventura di Togni può essere seguita in diretta sui social: su Instagram e su Facebook.

Giovanna Masini da Vita.it

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