Russia Ucraina pace a piccoli passi, restituite a Kiev le navi sequestrate

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Foto:  Remocontro.it

Ucraina vera oltre l‘Ucraina gate di Trump

Ci sono situazioni nel mondo di cui, meno se ne parla, meglio è. L’Ucraina del giovane presidente Zelenzsky che vuole salvare il suo Paese dal crack e da un suicida nazionalismo anti russo, uscendo dalla guerra interna nel Donbass, ad esempio. E anche a Mosca del sovranismo nazionale ma un po’ intelligente, una Ucraina con cui tornare a discutere senza l’ombra minacciosa della Nato fa molto comodo. Trattative segrete tra Cremlino e Kiev, e poi, a sorprendere i disattenti, qualche gesto rivelatore a sorpresa.

La crisi dello stretto di Kerch

«Ieri il ministero degli esteri russo ha annunciato la restituzione alla marina ucraina delle tre navi sequestrate nello stretto di Kerch», scrive da Mosca Yurii Colombo sul Manifesto. «Il 25 novembre scorso, le guardie di frontiera russe avevano posto sotto il loro controllo il rimorchiatore Yana Kapu e 2 piccole imbarcazioni di artiglieria del Tridente». Una provocazione, per Mosca, visto che Kiev non aveva informato la Federazione del passaggio delle sue navi in acque russe, e fu crisi grave con minacce di peggio.

Prima delle navi l’equipaggio

Prima delle navi era toccato, per fortuna, ai 24 marinai ucraini detenuti e liberati alcuni mesi fa dalle autorità russe. Scambi di prigionieri e di gesti di buona volontà, prologo ad altro. La restituzione delle imbarcazioni chiude la ‘crisi Kerch’ e aspre qualche speranza per il futuro. «La decisione della Federazione è prima di tutto volta a rasserenare il clima in attesa dell’incontro del gruppo quadripartito di Ucraina, Russia, Germana e Francia per far funzionare gli accordi di Minsk per la pace nel Donbass».

Aspettative e moderato ottimismo

«Il presidente russo che incontrerà per la prima volta il suo omologo ucraino, aveva messo in chiaro qualche settimana fa le sue intenzioni», spiega Yurii Colombo. «Non vogliamo un nuovo incontro che non decide nulla: o si fanno dei passi avanti o è meglio attendere» aveva dichiarato Putin. Ieri le voci su un possibile accordo quadro il 9 dicembre a Parigi si sono moltiplicate. Dmitry Peskov, portavoce ufficiale del Cremlino prova a frenare ma non nega che a Parigi «si potrebbe firmare un pacchetto di documenti». 

Oltre le Repubbliche separatiste

‘Pacchetto di documenti’ cosa? Ipotesi accreditate: «Una road map verso la pace in Ucraina orientale da raggiungere entro l’estate. Prima del 31 dicembre la Rada ucraina prolungherebbe il decreto sullo statuto speciale del Donbass, in seguito si terrebbero elezioni libere a Donetsk e Lugansk sotto l’egida dell’Osce e poi si entrerebbe nella fase di reintegro nella vita sociale e amministrativa delle 2 provincie». Un ‘miracolo’ a cui ora si inizia a credere dopo 5 anni di guerra civile con Putin che parla al telefono con Macron.  

Cremlino Eliseo politica estera europea

Putin e Macron che si espongono personalmente intendono incassare un successo. Cremlino: «È stato sottolineato da entrambe le parti che la riunione dovrà contribuire alla piena attuazione degli accordi di Minsk». Macron che tifa per Mosca come alleato europeo nella contesa con Cina e Usa. Non a caso il presidente francese sarà a Mosca al 75esimo anniversario della vittoria sul nazismo. Altro segnale: Gazprom presenta a Naftogaz Ucraina una proposta di transito del gas russo sul  territorio ucraino per rianimare le esauste casse di Kiev.

Ennio Remondino da Remocontro.it

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