Pakistan: appelli delle organizzazioni per le vittime dell'alluvione

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Popolazione colpita dall'alluvione - Foto: ©Cesvi

Sono numerosi gli appelli delle organizzazioni umanitarie collegate alle Nazioni Unite e delle Organizzazioni non governative (Ong) che si sono mobilitate per soccorrere gli oltre 3 milioni di persone colpite delle alluvioni monsoniche in Pakistan. Nessuna provincia o area del paese è stata risparmiata dalle piogge, ma i danni più gravi si registrano nell’area circostante la città di Peshawar che risulta al momento isolata. "Nelle regioni più colpite, interi villaggi sono stati devastati e milioni di persone hanno perso tutto" - riporta una nota della Croce Rossa Internazionale.

Nell’ambito di un’intervento umanitario coordinato delle Nazioni Unite, l’UNHCR sta incrementando i soccorsi al fine di fornire riparo alle centinaia di migliaia di persone colpite dalle peggiori inondazioni e frane che il nord-ovest del Pakistan ha visto negli ultimi decenni. "La maggior parte degli sfollati colpiti dalle alluvioni vivono ammassati in edifici pubblici, come scuole e università. Tra loro vi sono migliaia di rifugiati afghani e sfollati pakistani che per la seconda volta hanno improvvisamente perso le loro case" - segnala l'UNHCR.

"La minaccia peggiore è lo scoppio di epidemie di malattie trasmesse attraverso l’acqua, come la diarrea e il colera, che rappresentano una minaccia mortale soprattutto per i bambini. Abbiamo già ricevuto diverse segnalazioni su casi di diarrea tra i bambini" - ha dichiarato il rappresentante UNICEF in Pakistan. Anche Unicef Italia si sta mobilitando per far pervenire attraverso i propri partner locali vaccinazioni, compresse per potabilizzare l’acqua e sali reidradanti.

Medici senza Frontiere (MSF) attualmente sta provvedendo alla fornitura di acqua e impianti igienici, alla distribuzione di kit igienici e materiali per cucinare nonché ad altri beni di prima necessità per coprire i bisogni più immediati. “C’è un immediato bisogno di assicurarsi che la gente abbia accesso all’acqua potabile, al fine di evitare che si sviluppino malattie che hanno l’acqua come veicolo principale, proprio come il colera” - ha sottolineato Benoit De Gryse, Capomissione di MSF in Pakistan.

Save the Children ha lanciato un appello per il soccorso sanitario ai bambini e alle famiglie colpite. “Ci stiamo muovendo rapidamente per raggiungere il prima possibile quei bambini che con le loro famiglie sono in una situazione di emergenza e di pericolo” - ha dichiarato Valerio Neri, direttore di Save the Children Italia.

La Caritas Italiana, presente da anni in Pakistan con progetti anche di prima emergenza come quelli che hanno caratterizzato il post-terremoto del 2005 e il post-ciclone del 2007, attraverso Caritas Pakistan si è attivata e, nonostante le difficoltà logistiche ed operative, sta fornendo aiuti d’urgenza a 1.300 famiglie, in due zone del Punjab meridionale, Rajan Pur e Dera Ghazi Khan.

Il Cesvi, presente in Pakistan dal 2005, si sta muovendo per assistere le popolazioni colpite dall'alluvione. "Il governo del Pakistan non ha dichiarato lo stato di calamità naturale. Il problema è politico ed è tutto bloccato. Ci sono regole per avere i fondi, ma al momento non è stato dichiarato lo stato di emergenza a livello nazionale, anche perché la stagione dei monsoni non è ancora finita" - spiega Claudia Bini, responsabile del Cesvi in Pakistan. "Bisogna considerare che molte zone sono ancora isolate e molte persone disperse. Molti corpi trasportati dalle acque vengono ritrovati nei villaggi o lungo il fiume più a sud, rendendo ancor più difficile il riconoscimento" - conclude la Bini. [GB]

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