Msf: «Nel 2018 inammissibile dire che tubercolosi ed epatite si trasmettano con i vestiti»

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Da sinistra: Gianfranco De Maio, Gabriele Eminente e Marco Bertotto - Foto: Vita.it

"Sono medico dal 1984, lavoro per Medici Senza Frontiere (Msf) da 17 anni e voglio dirlo chiaro: essere accusati di non avere curato la trasmissibilità di malattie a rischio infettivo è ridicolo. Come professionisti che operiamo ogni giorno in Congo con l’ebola come nell’Africa australe con il colera ci sentiamo attaccati in modo del tutto illegittimo. Sui giornali di oggi leggo di possibilità di trasmettere tubercolosi o epatite tramite i vestiti, stiamo scherzando? Solo chi è totalmente ignorante in salute pubblica può dire certe cose, mi sorprende che questo arrivi in parte dall’autorità giudiziaria ma soprattutto dalla stampa. È inaccettabile sentire queste cose nel 2018”. Le parole di Gianfranco De Maio, responsabile medico di Msf Italia, sono quelle che più colpiscono nell’affollata conferenza stampa che Medici senza frontiere ha tenuto nel pomeriggio di martedì 20 novembre nella propria sede romana.

Il riferimento delle parole di De Maio è l’inchiesta giunta a “Decreto di convalida di sequestro preventivo” da parte del Tribunale di Catania (con documento firmato dal gip Carlo Cannella in data 15 novembre e reso noto all’opinione pubblica la mattina del 20 novembre): inchiesta che coinvolge 14 tra persone fisiche e giuridiche legate a Msf, tutte inerenti l’operato in mare con la nave Aquarius e in particolare, l’attività di smaltimento di rifiuti una volta terminato lo sbarco. “Traffico illecito di rifuti”, la pesantissima accusa del pool di magistrati che ha elaborato il decreto, tra cui il procurare Carmelo Zuccaro già noto per le precedenti inchieste avverse alle ong che però finora, a quasi due anni dalle prime accuse, non hanno portato ad alcuna condanna. Nel caso di oggi, in conseguenza del decreto sono stati bloccati alcuni conti bancari delle persone coinvolte nell'inchiesta e della stessa Medici senza frontiere. Nello stesso momento, la nave Aquarius, da settimane comunque ferma a Marsiglia per la questione della bandiera revocata, è stata raggiunta da una richiesta di sequestro preventivo in caso di arrivo in acque italiane.

Ci sono immagini diffuse dalla Guardia di finanza che fanno vedere un caso in cui la Polizia, durante un controllo, accerta la presenza di siringhe nei sacchi di rifiuti speciali. Siringhe e altro materiale legato al trattamento a bordo delle persone migranti recuperate in mare durante i salvataggi - vestiti compresi - di cui la Procura catanese chiede conto all’ong, dato che avrebbero dovuto essere smaltiti come rifiuti infettivi. “Ci sono 44 casi presi in esame dall’inchiesta e ci sono delle intercettazioni dubbie negli atti, cosa rispondete?”, chiede in una delle poche domande rivolte a Msf un giornalista al termine della conferenza stampa.

“Vogliamo capire bene di cosa si parla dato che abbiamo avuto la notizia ieri. E nessuno, nei quasi tre anni di operatività in mare - sia con Aquarius che con la nave Vos Prudence, ndr – ci aveva mai segnalato alcunché”, risponde Marco Bertotto, responsabile Advocacy di Msf Italia. “Ci siamo affidati ad agenti portuali, abbiamo seguito procedure che ci venivano indicate, il tutto in un contesto altamente controllato come lo sbarco, presidiato da diverse autorità e forze di Polizia. Perché allora non è arrivata un’allerta preventiva, non è stato bloccato tutto? Per le immagini che abbiamo visto anche noi, tra l’altro, bisogna capire a che punto si è arrivati alla non adeguata differenziazione, se prima dello smaltimento oppure dopo. Verificheremo eventuali comportamenti non idonei, non ci sentiamo al di sopra della legge, ma quello che rifiutiamo in toto è il traffico illecito di rifiuti, è un’accusa sproporzionata e irricevibile”.

Anche Gabriele Eminente, segretario generale di Msf Italia, è lapidario: "Le accuse di traffico illecito e profitto legato ad esso ci indignano. Tra l'altro stiamo parlando di una cifra contestata - nel Decreto la procura ha sequestrato conti dei 14 indagati, compresi alcuni armatori, per un valore di almeno 400mila euro, ndr - che risulta essere meno del 2% di quello che abbiamo speso in questi anni per fare salvataggio in mare. Avremmo fatto un lavoro così palesemente rischioso per queste cifre?". Eminente si mostra poi "solidale con i 7 indagati che sono parte del personale Msf, il nostro pensiero va a loro. E grazie alle centinaia di persone della società civile che oggi come in questi due anni di attacchi alla solidarietà ci esmprimono la loro vicinanza: Medici senza frontiere è sostenuta al 100 per coento da fondi privati e quindi è importante che i nostri donatori vedano che agiamo con trasparenza. La stessa trasparenza che portiamo avanti da più di 50 anni di storia e che ci ha fatto vincere il Premio Nobel per la pace nel 1999".

Daniele Biella da Vita.it

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