Lombardia: appello urgente per legge per la riconversione

Stampa

La Rete Regionale Disarmo della Lombardia comunica che la proposta di legge di iniziativa popolare sulla riconversione dell'industria bellica in Lombardia, iscritta all'ordine del giorno del Consiglio Regionale di martedì 16 maggio, è stata rinviata a martedi 23 maggio. "Sarebbe una buona cosa, ma è stata accompagnata dalla "Proposta di deliberazione di non passaggio all'esame degli articoli" decidendo quindi di non discutere nemmeno nel merito di quanto proposto da più di 15 mila cittadini della Lombardia oltre che da numerose associazioni - riporta la Rete lombarda per il Disarmo.

Per richiamare l'attenzione dei Consiglieri Regionali, la Rete Regionale Disarmo ha tenuto martedì 16 un presidio informativo per chiedere che il Proposta di Legge venga discussa. La Rete chiede inoltre a tutti di inviare una mail ai consiglieri quale promemoria e di segnalare l'iniziativa agli amici.

"E' veramente scandaloso che non venga colta l'occasione di dotare la regione di uno strumento aggiornato per affrontare il tema cruciale della produzione di armi e della salvaguardia del posto di lavoro, in un settore che vede aumentare i fatturati e ridursi i livelli occupazionali. E' altrettanto scandaloso che venga proposto di non discutere nemmeno nel merito di quanto proposto da più di 15.000 cittadini della Lombardia" - commenta la Rete lombarda per il Disarmo.

Va ricordato che nelle scorse settimane la proposta di legge di iniziativa popolare sulla riconversione dell'industria bellica lombarda non era stata approvata in IV Commissione Attività Produttive della Regione Lombardia. L'ordine del giorno - approvato dalla Casa delle Libertà a maggioranza, con il voto contrario degli altri partiti dell'Unione e l'astensione della Margherita - proponeva al Consiglio regionale non solo di bocciare la proposta di legge, ma anche di non discuterla.

"Siamo sconcertati - dichiarava Ardemia Oriani, consigliera regionale Ds. Con questo ordine del giorno, si affossa la nuova legge e allo stesso tempo si ratifica la disapplicazione della legge esistente in un settore industriale economicamente significativo sul quale da tempo si sta ragionando per la riconversione della produzione e per le garanzie occupazionali". "Il segnale è evidente: ancor prima della riconversione, il vero problema - commentava Giorgio Beretta della Rete Disarmo - è che il semplice monitoraggio delle attività produttive e di esportazione di armi crea un gran fastidio a chi in questi anni ha continuato a fare affari esportando armamenti a Paesi in conflitto, a dittatori e dittatorelli, a governi altamente indebitati e responsabili di violazioni dei diritti umani ma che non esitano a spendere ingenti somme per le armi".

Obiettivo della proposta di legge presentata da 15.000 cittadini della Lombardia è rendere possibile la progettazione di produzioni alternative, tenendo in particolare considerazione, in un contesto che vede aumentare i fatturati delle aziende e contemporaneamente la diminuzione dell'occupazione, la salvaguardia dei lavoratori delle industrie belliche.

Ultime notizie

L’Italia è alle strette: diamo spazio alle competenze

04 Aprile 2020
Mentre il dibattito si accanisce sugli apparenti mancati aiuti dell’Europa e le morti nascoste della Germania, ci dimentichiamo delle nostre responsabilità. (Marco Grisenti

Covid-19: andrà tutto bene solo se non torneremo alla normalità…

03 Aprile 2020
La pandemia richiede una risposta immediata ed emergenziale. Ma lo sviluppo futuro dovrà essere più lungimirante e sostenibile! (Alessandro Graziadei)

Social Network: luci e ombre sulla salute mentale

02 Aprile 2020
I “social” ci possono aiutare nelle interazioni sociali. È bene però fare attenzione al loro utilizzo... (Lia Curcio)

Industria bellica, perché la produzione non si riconverte

02 Aprile 2020
Armi. Anche in tempi di emergenza da coronavirus la produzione militare, dai mitragliatori alle bombe, dai Mangusta ai cacciabombardieri F-35 è considerata strategica e tra le attività indispe...

Fame di biodiversità!

01 Aprile 2020
Oltre al Covid 19 l'umanità deve affrontare un’altra enorme sfida: nutrire oltre 9 miliardi di persone con un’alimentazione sana e sostenibile. Sarà possibile? (Alessandro Graziadei)