La mafia tocca anche alle aree protette

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C’era una volta la mafia de Il Padrino, delle teste mozzate di animali, delle intimidazioni per intero. Con strategie rinnovate e obiettivi di sempre, la mafia c’è ancora. E le teste mozzate? Quelle no, dai.

O sì?

In questi giorni prossimi alla Pasqua, in effetti, di cerimonie discutibili in giro ce n’è d’avanzo, e non sempre di sante radici: sorvolando sugli aspetti religiosi, restiamo più in basso – molto in basso – sulle questioni di etica e morale e limitiamoci a una contratta considerazione (espandibile, ma non in questa sede) sulla barbarie dell’uccisione degli agnelli per la celebrazione di un rito di rinascita, peccato limitato solo ad alcuni.

In ogni caso di teste mozzate ce ne sono ancora troppe, e non solo destinate ad apparecchiare un macabro pranzo.

Per esempio, c’è quella lasciata sulle inferriate all’ingresso del PNALM, Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.Una scoperta inquietante avvenuta di prima mattina, all’apertura dei cancelli del centro visitatori di Pescasseroli, che ha lasciato di stucco il personale del Parco e in particolare il diretto destinatario di questo atto intimidatorio, il dott. Andrea Gennai, responsabile del servizio tecnico dell’Ente Parco. Proprio a lui era indirizzato il biglietto che accompagnava lo squallido presente: “Gennai, pezzo di merda, tornatene a Siena dai tuoi figli o va a finire che noi demoliamo te!”. Nulla da intuire, già tutto abbastanza chiaro, giusto?

No. Perché la domanda è: perché mai un tecnico di un’area protetta dovrebbe subire minacce in stile mafioso? Un fatto mai accaduto prima e che, secondo le dichiarazioni del Presidente del Parco, Antonio Carrara, non avrà certo l’esito sperato di porre un veto alla legalità perseguita con ostinazione e coraggio. All’interno del Parco si stanno infatti implementando attività volte a contenere gli abusi e correggere le irregolarità… ed è quello che si continuerà a fare. Ne sono convinti a livello di dirigenza e staff, ma il sostegno viene anche dai numerossisimi messaggi subito levatisi intorno a Gennai. “Esprimo a nome di tutta Federparchi la piena e totale solidarietà”, afferma il Presidente di Federparchi Giampiero Sammuri, condannando il gesto in riferimento alle attività di demolizione degli abusi che il Parco porta avanti.“Non una minaccia generica, ma una precisa intimidazione. Contiamo su una forte risposta dei Carabinieri prontamente intervenuti e sull'attenzione di tutte le istituzioni e della società civile, perché la difesa della natura,  dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile inizia dal rispetto della legalità.”

Sulla questione è subito intervenuto anche il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, esprimendo vicinanza al responsabile dei procedimenti di demolizione degli abusi: “Ogni atto di intimidazione […] rappresenta solo un gesto di vigliaccheria verso chi quotidianamente svolge il proprio lavoro a tutela di un’area protetta della Regione Abruzzo, riferimento di migliaia di turisti. La Regione Abruzzo guarderà sempre con attenzione verso una politica di tutela ambientale e sviluppo turistico.”

Va da sé che del bene comune e dello sviluppo turistico poco interessa a chi si districa invece con naturalezza tra le maglie degli abusi e li vuole difendere a tutti i costi, perché difendere quel sistema è difendere il proprio orto di ricchezza e ignoranza, isolato da qualsiasi idea di tutela del territorio e di sviluppo delle comunità che grazie a esso vivono e crescono in cultura, risorse, prospettive. Un gesto ignobile, in piena sintonia quegli interessi di pochi che, ci auguriamo, si faranno sempre più marginali nell’orizzonte dei molti, il nostro.

Anna Molinari

Giornalista pubblicista, laureata in Bioetica presso la Facoltà di Scienze Filosofiche di Bologna, ha frequentato a Roma la scuola di Scienze politiche internazionali, cooperazione e sviluppo di Focsiv e ha lavorato presso il Ministero dell’Interno - Commissione per il Riconoscimento della Protezione Internazionale e il Consiglio Italiano per i Rifugiati. Dal 2011 cura per Fondazione Fontana Onlus e in provincia di Trento laboratori formativi e percorsi di sensibilizzazione rivolti a scuole e cittadinanza su temi a carattere sociale, con particolare attenzione a tutela ambientale, sovranità alimentare, stili di vita sostenibili ed educazione.

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