La Settimana dell’accoglienza: aprire mente, cuore, braccia

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L’accoglienza è un elemento fondamentale dell’esistenza. Se ci fermiamo a pensare a quante volte siamo stati accolti, o abbiamo sognato di esserlo, e quanta gioia ha generato in chi abbiamo accolto venire considerato e aiutato, possiamo tranquillamente definirla come una forma di bellezza assolutamente positiva e vitale. Parimenti la chiusura, il rifiuto, la repulsione verso il diverso o lo “straniero” può generare esclusivamente solitudine ed emarginazione, non solo per chi non viene accettato ma anche – aspetto quasi mai considerato - per chi non accoglie e si barrica in cima ad altissime torri di pretesa purezza ed identità culturale.

La cultura dell’accoglienza può nascere e svilupparsi solo in una società che crede all’uguaglianza e che cerca di permettere ad ogni persona non di essere tollerata come un’estranea, ma accettata nelle proprie peculiari convinzioni. Certo, questo tipo di visione richiede un forte rispetto da parte di tutte le parti coinvolte.

Non si tratta di cristiani e musulmani, bianchi e neri, marocchini e italiani, polentoni e terroni, “noi” e “loro” ma di persone che sperimentano, assieme, la bellezza dell’accoglienza.

È allora che essa diventa una dote da esercitare, un valore da capire, studiare e nutrire in una molteplicità di aspetti. E proprio per fare crescere nella nostra comunità la cultura dell’apertura a ricevere è nata la Settimana dell’accoglienza.

L’iniziativa, promossa dalle associazioni e dalle cooperative del Coordinamento nazionale comunità di accoglienza del Trentino-Alto Adige/Südtirol in stretta collaborazione con una miriade di realtà associative, cooperative e di numerosi enti pubblici e privati, intende operare n modo concreto per riuscire, come cita l’azzeccato pay-off, a stare INSIEME PER GENERARE VALORE SOCIALE.

Sfogliare le 36 pagine del volantino - tante associazioni, tanto lavoro, tante idee e proposte - permette di tuffarsi in un piccolo ma radicato e concretissimo progetto di concretezza e speranza per il mondo di oggi e domani.

“Vogliamo dare spazio a un pezzo importante di questo mondo, così vivo e profondamente radicato nella nostra comunità” hanno spiegato i referenti del progetto nella conferenza stampa di presentazione “Vogliamo che tante voci, tante esperienze, tante storie, tanti pensieri, tanti sogni, tanti progetti, sguardi critici, creativi, appassionati e competenti che ci sono nella nostra comunità emergano, in un concentrato di tempo e in una varietà di luoghi e di modi che possano lasciare il segno. Un segno forte e contagioso. Vogliamo insieme riscoprire la bellezza dell’accoglienza.”

Semplice e chiaro, forte e intenso, come le iniziative previste nelle quali non mancheranno momenti di intrattenimento artistico e culturali, spazi pensati per far interagire i cittadini con le attività delle associazioni e anche momenti di raccolta indumenti e di “accoglienza attiva” con la possibilità di sperimentare in prima persona esperienza di volontariato. Ci saranno inoltre conferenze e incontri tenuti da esperti sul tema delle politiche di accoglienza, del sociale e del welfare - sono attesi tra gli altri Walter Lorenz e Don Ciotti - e momenti pensati per fare incontrare e cooperare tutti gli enti e le associazioni coinvolte in modo da generare nuove iniziative e nuovi spunti all’accoglienza.

“L’accoglienza ci riguarda tutti” ci spiega il presidente del Cnca del Trentino Alto Adige Vincenzo Passerini “dobbiamo allargare il significato d'accoglienza considerandola una situazione che tutti possiamo vivere; dall'anziano, al bambino, al portatore di handicap, fino alle persone che soffrono solo di solitudine». Per questo le attività proposte da Bolzano a Rovereto, passando per Merano, Pinè, la Valle di Fiemme e molte altre località trentine e altoatesine, riguarderanno temi anche molto diversi tra loro: dal welfare ai rifugiati, dalla disabilità alle problematiche dei senza fissa dimora, dalla tutela dei minorenni al recupero e al reinserimento dei carcerati.

La proposta più originale e veramente inclusiva del programma sarà l’iniziativa “Aggiungi un posto a tavola” che permetterà nella giornata del 16 ottobre, previa consegna di un biglietto di invito, di condividere un pasto con chi nel proprio condominio o quartiere è meno conosciuto o più solo. Importanti anche i numeri dell’iniziativa; agli 11 enti aderenti al Cnca, si sono aggiunti 30 enti pubblici e privati e ben 26 biblioteche sull' intero territorio regionale. Un considerevole sforzo organizzativo realizzato senza contributi pubblici, ma solo con l'impegno economico delle singole associazioni. Un’iniziativa che diventa ancora più importante oggi che l’Europa si trova ad affrontare un’ondata senza precedenti di profughi che scappano dalle guerre o da paesi che vivono situazioni non più sostenibili.

E mentre le parole di Francesco cominciano a rimettere in moto la poderosa ma certamente arrugginita macchina della Chiesa Cattolica – per fare un esempio sono già oltre 80 nella sola Capitale le parrocchie che hanno risposto all’appello di aprire le porte e accogliere più rifugiati possibile – il Papa non concede e non si concede pause, sfornando un messaggio per la giornata mondiale del migrante e del rifugiato che è un vero e proprio inno all’azione e un forte richiamo alla presa di coscienza e responsabilità di tutti, media compresi.

In essa il Papa ci ricorda come i migranti ci interpellino, ci chiedano risposte, e come le azioni che ognuno di noi può compiere devono partire dal messaggio evangelico e principalmente dalla Misericordia, tenendo sempre presente come, al di là di tutto, davanti abbiamo dei fratelli in difficoltà, in quanto persone, esseri umani che cercano una via per sopravvivere e dare un futuro ai loro figli.

“È importante” scrive Francesco “guardare ai migranti non soltanto in base alla loro condizione di regolarità o di irregolarità, ma soprattutto come persone che, tutelate nella loro dignità, possono contribuire al benessere e al progresso di tutti, in particolar modo quando assumono responsabilmente dei doveri nei confronti di chi li accoglie, rispettando con riconoscenza il patrimonio materiale e spirituale del Paese che li ospita, obbedendo alle sue leggi e contribuendo ai suoi oneri. Comunque non si possono ridurre le migrazioni alla dimensione politica e normativa, ai risvolti economici e alla mera compresenza di culture differenti sul medesimo territorio. Questi aspetti sono complementari alla difesa e alla promozione della persona umana, alla cultura dell’incontro dei popoli e dell’unità, dove il Vangelo della misericordia ispira e incoraggia itinerari che rinnovano e trasformano l’intera umanità.”

E ancora “Su questo è indispensabile che l’opinione pubblica sia informata in modo corretto, anche per prevenire ingiustificate paure e speculazioni sulla pelle dei migranti. Nessuno può fingere di non sentirsi interpellato dalle nuove forme di schiavitù gestite da organizzazioni criminali che vendono e comprano uomini, donne e bambini come lavoratori forzati nell’edilizia, nell’agricoltura, nella pesca o in altri ambiti di mercato. Quanti minori sono tutt’oggi costretti ad arruolarsi nelle milizie che li trasformano in bambini soldato! Quante persone sono vittime del traffico d’organi, della mendicità forzata e dello sfruttamento sessuale! Da questi aberranti crimini fuggono i profughi del nostro tempo, che interpellano la Chiesa e la comunità umana affinché anch’essi, nella mano tesa di chi li accoglie, possano vedere il volto del Signore «Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione» (2 Cor 1,3).”

E allora, ancor di più dopo aver letto le parole del Santo Padre, ben venga la Settimana dell’accoglienza, ben venga la possibilità di agire e aprire mente, cuore e braccia per aiutare chi, in questo momento, sta peggio di noi. Può bastare poco: una coperta, una preghiera, un pensiero o un pasto caldo: da sempre le grandi imprese partono da piccoli gesti concreti.

Fabio Pizzi

Laureato in Studi Storici e Filologico Letterari all’Università di Trento, scrive fin da piccolo per passione e, da qualche anno, anche per lavoro. Per questo si ritiene parecchio fortunato. Appassionato di storia e politica è attivo nell’associazionismo fin da giovanissimo soprattutto nelle associazioni locali e nelle Acli Trentine.  Ama il cinema, l’arte e la tecnologia, la satira, la musica, il bosco e il mare. Su tutto, sua moglie, la famiglia e i suoi veri amici. Dice e scrive quello che pensa, filtrandolo il meno possibile e prendendo spesso posizione. Questo gli ha portato in dote parecchie polemiche, qualche complimento e il rispetto di se stesso.  

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