Il pilastro europeo dei diritti sociali un anno dopo

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Foto: Cittanuova.it

Il pilastro europeo dei diritti sociali, annunciato per la prima volta nel 2015 da Jean-Claude Juncker, Presidente della Commissione europea, nel suo discorso sullo stato dell’Unione, è stato adottato il 17 novembre 2017 dai leader dell’Unione europea (UE) in occasione del vertice sociale per l’occupazione equa e la crescita a Göteborg. Il pilastro europeo dei diritti sociali elenca 20 principi e diritti fondamentali per assicurare l’equità e il buon funzionamento dei mercati del lavoro e dei sistemi di protezione sociale in maniera omogenea negli Stati membri dell’UE.

Nel corso dell’ultimo anno la Commissione europea ha avviato varie iniziative che contribuiscono a realizzare in concreto i principi del pilastro europeo dei diritti sociali, tra cui una proposta finalizzata a favorire l’equilibrio tra lavoro e vita privata per i genitori che lavorano e i prestatori di assistenza, degli aggiornamenti della legislazione europea in materia di salute e sicurezza, una proposta relativa a condizioni di lavoro più prevedibili e trasparenti e una proposta di raccomandazione sull’accesso alla protezione sociale per i lavoratori subordinati e autonomi.

Tali proposte integrano alcune iniziative precedentemente adottate dalla Commissione europea in ambito sociale, volte ad esempio a rilanciare il programma Garanzia giovani, a promuovere l’integrazione nel mercato del lavoro dei disoccupati di lunga durata, a garantire la parità di retribuzione per uno stesso lavoro svolto nel medesimo luogo per i lavoratori distaccati e a rendere accessibili prodotti e servizi fondamentali alle persone con disabilità.

In occasione delle celebrazioni per il primo anniversario, Juncker, il Vicepresidente responsabile per l’Euro e il dialogo sociale, Valdis Dombrovskis, e la Commissaria responsabile per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, Marianne Thyssen, hanno dichiarato che «il pilastro europeo dei diritti sociali è stato concepito per apportare un contributo positivo alla vita quotidiana di tutti gli europei». La Commissione ha pertanto improntato il semestre europeo, cioè il coordinamento delle politiche economiche e di bilancio nell’ambito dell’UE dei vari Stati membri, su fattori sociali e sul monitoraggio dei progressi sociali.

Altre proposte legislative della Commissione europea finalizzate all’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali sono ancora ancora in fase di negoziazione tra il Parlamento europeo e gli Stati membri, come l’istituzione di un’Autorità europea del lavoro, l’iniziativa sull’equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza, la nuova direttiva relativa a condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili e la riforma delle norme sul coordinamento della sicurezza sociale.

Inoltre «la Commissione europea ha proposto che il prossimo bilancio europeo aiuti gli Stati membri ad investire nelle persone». Infatti, nel periodo 2021-2027 il solo Fondo sociale europeo Plus riceverà una dotazione di oltre 100 miliardi di euro. I commissari europei hanno aggiunto che «per mantenere fede alla nostra promessa, dobbiamo conseguire rapidi progressi in tutte queste proposte prima delle elezioni europee del maggio 2019», promettendo che «di concerto con il Parlamento europeo, gli Stati membri, le parti sociali e la società civile, ci impegniamo a salvaguardare e promuovere, ora e in futuro, i diritti sociali che offrono un migliore sostegno a mercati del lavoro e sistemi di previdenza sociale equi e ben funzionanti».

 Fabio Di Nunno da Cittanuova.it

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