Fare comunità. I quartieri si colorano

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Foto: R.Bonora ®

Carla ha una grande passione per i fiori e ogni giorno si prende cura di un’aiuola che si trova lungo la strada vicino a casa. Anna è un’insegnante di shiatsu e una volta alla settimana insegna gratuitamente la ginnastica dolce nella palestra della scuola alle persone che vivono nel suo quartiere. Ci sono anche Antonietta e Annalisa che ogni mercoledì pomeriggio organizzano attività ricreative aperte a tutti nella sala della Biblioteca comunale, mentre Alberto, architetto, sta organizzando un corso di giardino naturale per migliorare la qualità degli spazi verdi del luogo in cui vive. Sono cittadine e cittadini che mettendo a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze, si attivano con un obiettivo comune: l’impegno verso gli altri nei luoghi in cui vivono.

Siamo a Treviso, e questa esperienza di condivisione e di relazione è al centro del documentario breve Fare comunità. I quartieri si colorano esito del laboratorio di cinema guidato dalla filmmaker trevigiana Chiara Andrich. Realizzato con il sostegno del Comune di Treviso e dell’Assessore alla Partecipazione, Politiche Giovanili e Pari Opportunità Liana Manfio, prodotto dall’associazione Sole Luna – Un ponte tra le culture con il coordinamento della cooperativa La Esse, il video sarà proiettato nell’ambito del convegno Cittadinanza attiva per i beni comuni organizzato dal Comune di Treviso e dell’Assessorato alla Partecipazione, in programma sabato 24 febbraio 2018, ore 9.30 – 13.30, nel Salone dei Trecento a Treviso.

Filo conduttore del laboratorio è il racconto del progetto di sviluppo di comunità promosso dal Comune di Treviso, un percorso di rigenerazione sociale attivato nel 2015 per favorire l’incontro tra le persone di uno stesso quartiere e diffondere una nuova cultura del vivere insieme. Un’esperienza che i partecipanti al laboratorio, Carola Ambrosi, Francesca Cevolotto, Alberto Fachin, Carlo Muraro, Angela Pozzebon, Sara Visentin, si sono cimentati a raccontare in prima persona attraverso il linguaggio cinematografico.

Girato tra ottobre e gennaio, il documentario entra nei quartieri di San Zeno, Fiera e Sant’Antonino e incontra i cittadini che li abitano e li frequentano ogni giorno. Attraverso interviste, ricerche fotografiche, le riprese dei luoghi o degli eventi che vengono organizzati, il percorso intrapreso dai nuovi registi è una ricerca della memoria dei quartieri così come della loro contemporaneità. Assieme alle testimonianze delle persone emerge un cambiamento e una nuova attenzione verso le relazioni con gli altri, aumentando così la qualità della vita relazionale delle persone che vivono vicine: «Le persone che prima non si guardavano, vivevano come isole, chiuse in se stesse, oggi si salutano e si scambiano un sorriso». «Organizzare insieme agli altri le attività aumenta il senso di appartenenza al proprio quartiere e permette di creare nuovi legami». «Vivere in una comunità attiva e attenta alle relazioni è un buon motivo per mettere radici in un luogo».

Raffaella Bonora

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