Bangladesh: scontri politici e il dopo alluvione

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Donne e bambini in Banghladesh - da Mani Tese

Un'ondata di proteste e di scontri di piazza si sta diffondendo in Bangladesh all'indomani dell'attentato compiuto sabato 21 agosto nella capitale, Dhaka, durante un comizio di Sheikh Hasina Wajed, presidente del principale partito d'opposizione - Lega Awami (Al) - e in cui hanno perso la vita 18 persone e ne sono rimaste ferite quasi 150. "Abbiamo preso misure per assicurare la sicurezza della gente. Forze armate e di polizia sono state messe in stato d'allerta in tutto il Paese" ha detto al termine di una riunione d'emergenza durata tre ore il ministro degli Interni bengalese Lutfozzaman Babar. Secondo un primo bilancio ufficiale, in seguito ai disordini di domenica, la polizia ha fermato quasi 300 persone in tutto il Paese. La Lega Awami ha indetto uno sciopero generale nazionale di protesta per il 24 e 25 agosto prossimi e intanto l'ala giovanile del partito (Bangladesh Chhatra League) ha chiesto la sospensione delle attività in tutti gli atenei del Bangladesh a partire da oggi. La Lega Awami, guidata dalla figlia del 'padre della patria' Sheikh Mujibur Rahman, è passata all'opposizione nel 2001 dopo 13 anni interrotti di governo, battuta dal Partito nazionalista del Bangladesh (Bnp) del primo ministro Khaleda Zia, con un'alleanza di partiti conservatori e islamici, che ha ottenuto tre quarti dei seggi in Parlamento.

A un mese dalle inondazioni che ha colpito il Bangladesh a fine luglio, si contano circa 600 persone morte e circa 30 milioni che necessiteranno di cibo e di aiuti per i prossimi 5 mesi, fino al nuovo raccolto di riso."Le nazioni sviluppate devono pensare di dividere la colpa - è il commento di Saleemul Huq, direttore del Climate Change Programm secondo cui "non si possono attribuire dirette responsabilità ai cambiamenti climatici ma è certo che questi eventi catastrofici aumenteranno nel prossimo futuro anche a causa delle emissioni delle attività umane e per questo i paesi ricchi dovranno mitigare il loro impatto". Secondo gli esperti e le agenzie specializzate la situazione può peggiorare perché il Paese è ancora all'inizio della stagione monsonica e le prossime piogge potrebbero causare danni ancor più devastanti. Il Bangladesh è uno Paesi più poveri al mondo, al 138 posto per indice di sviluppo umano e una calamità di queste proporzioni sta causando una crisi umanitaria di gravissima. Le zona più colpite dall'alluvione sono sono le regioni del centro-sud, soprattutto le città di Brahmanbaria, Barisal e Dhaka, zone, queste ultime, dove l'Organizzazioni Non Governative (Ong) Mani Tese è presente da anni sostenendo microprogetti di sviluppo. La maggior parte delle scuole sono chiuse e necessitano di aiuti per essere riparate.

Tra le prime cose che sono venute a mancare dopo l'alluvione è proprio l'acqua potabile che si preleva dai pozzi. Sono numerose le Ong che si sono mobilitate per far fronte al disastro. Il Consorzio CTM di botteghe del commercio equo informa sui numerosi danni subiti dai vari partner di produttori riuniti nei gruppi di Concern, Corr Jute Works, Brac Aarong, BaSE, Dhaka Handicrafts e MCC hanno subito numerosi danni. "Qualcuno è rimasto senza casa, il lavoro si è fermato, la comunicazione è bloccata, le strade sono impraticabili". Secondo Bharna Ahmad, coordinatrice di Concern, la situazione sta leggermente migliorando anche se le attività di soccorso ed emergenza hanno bloccato i lavori della cooperativa. Promossi dalle organizzazioni locali Ywca e Selyn e grazie a Ctm Altromercato si sono tenuti lo scorso marzo i giochi senza frontiere tra Bangladesh e Sri Lanka. Non si è trattato di una competizione ma di un intervento di cooperazione sud-sud, nata dall'esigenzadi migliorare la qualità di alcuni giochi di Ywca, cogliendo un suggerimento di Selyn e l'offerta di portare in Bangladesh la sua esperienza. E' nata così un workshop di quattro giorni con 15 artigiane che ha mostrato tecniche di cucitura sicura e piccoli aggiustamenti in grado di migliorare notevolmente l'aspetto di alcuni pupazzetti. [AT]

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