Bangladesh: grave l'emergenza alimentare e sanitaria

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Man with child in floodwaters, Bangladesh © CARE International UK

Nelle settimane scorse violente piogge monsoniche si sono abbattute sull'Asia del Sud, causando lo straripamento di fiumi, centinaia di morti, la distruzione di case e raccolti. Già a metà luglio la Caritas aveva lanciato un appello per aiuti d'urgenza nelle zone più colpite. La situazione più grave si registra in Bangladesh, soggetto purtroppo a ricorrenti cicloni e inondazioni. Per questo Caritas Italiana sostiene da anni attività di ricostruzione e, nel 2003, ha contribuito alla realizzazione di 1.656 abitazioni e altri 8 grandi centri di accoglienza comunitaria, usati generalmente durante l'anno come scuole e come rifugio temporaneo durante le periodiche inondazioni.

La zona interessata da quest'ultima emergenza è quella del Centro e del Nord Est, 43 distretti in un'area di circa 24.000 kmq. Centinaia i morti, milioni di senzatetto, quasi 6 milioni di famiglie colpite (circa 30 milioni di persone). Il 60% della capitale Dhaka è invaso dall'acqua. Quasi tre milioni di abitazioni danneggiate, 45.000 km di strade, oltre un milione di ettari di piantagioni distrutti. E ora si teme lo scoppio di epidemie. Caritas Bangladesh, attraverso i suoi 4 uffici regionali (Dhaka, Dinajpur, Mymesingh e Rajshahi) ha già distribuito aiuti di emergenza a 40.000 famiglie, per raggiungendo in totale 27 distretti, anche nelle Regioni di Barisal e Khulna. Ogni famiglia ha ricevuto 15 kg di riso, 3 kg di legumi, 1 litro di olio di soia e 1 kg di sale. Intanto prosegue a ritmi crescenti l'attività dei 35 dispensari distribuiti in tutto il Paese e gestiti da varie congregazioni religiose, per cure e vaccinazioni gratuite ai più poveri.

È previsto anche un programma di cash for work (piccole somme in cambio di lavoro) per creare opportunità di lavoro nelle zone colpite, come riparazioni di strade, riabilitazione di canali ostruiti, di piccoli ponti e la costruzione di altre 5.500 abitazioni per chi è rimasto senza casa. Un intervento articolato e impegnativo, per il quale occorrono 1.600.000 euro e l'aiuto della rete internazionale. Secondo le Nazioni Unite nei prossimi cinque mesi, circa trenta milioni di ittadini del Bangladesh avranno bisogno di aiuti umanitari. L'emergenza riguarda soprattutto i soggetti più deboli, cioè le donne e i bambini.

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