A Bologna il primo cinema in carcere aperto al pubblico

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Sarà “Ammore e Malavita” dei Manetti Bros il film che inaugurerà AtmospHera, la nuova sala cinematografica di Bologna. Una sala speciale: sorge, infatti, nel cuore della casa circondariale Rocco D’Amato. In Italia è il primo cinema all’interno di un istituto penitenziario aperto al pubblico. “I cinema chiudono, noi ne apriamo uno”, dichiara orgogliosa Angelita Fiore, presidente dell’associazione Cinevasioni, mente del progetto. Nata dalla ristrutturazione della sala polivalente della Rocco D’Amato, finanziata dal Gruppo Hera, AtmospHera è dotata di circa 150 posti, con uno schermo fisso, un impianto audio-video professionale e pannelli fonoassorbenti. Al momento ci sono anche 24 poltroncine in legno e velluto verde, quelle tipiche su cui accomodarsi nel buio della sala: “Speriamo presto di poter riempire tutta la sala di sedute simili”, sorride Fiore.  

L’idea è venuta dal confronto con i nostri studenti – racconta Fiore, che con Cinevasioni dal 2015 porta avanti, grazie alla collaborazione della Fondazione del Monte, laboratori di cinema in carcere –. Vedevano un trailer in televisione e chiedevano a noi di andare a vedere il film per poi raccontarglielo. Abbiamo capito quanto fosse importante, per loro, poter vedere i film più recenti in contemporanea con il grande pubblico, e abbiamo lavorato perché il loro desiderio diventasse realtà”. Secondo la formula già sperimentata nelle prime due dizioni di Cinevasioni, il primo festival del cinema organizzato e proiettato all’interno di un carcere, le proiezioni saranno aperte, oltre che ai detenuti (sia della sezione maschile, sia della sezione femminile), al pubblico esterno (previa prenotazione sul sito www.cinevasioni.it), con particolare attenzione alle scuole superiori e all’università.

L’ingresso ad AtmospHera sarà gratuito per tutti. “L’obiettivo è quello di avviare una programmazione regolare – continua Fiore –, almeno una volta al mese. Vorremmo proiettare i film di recente uscita, per questo facciamo un appello ai distributori: siate coraggiosi, fateci proiettare i vostri film. Noi non siamo concorrenti, il pubblico che è qui non uscirà né pagherà un biglietto al botteghino”. Come detto, le radici della nuova sala cinematografica – sostenuta, oltre che ha Hera e Fondazione del Monte, anche da Legacoop con il sostegno di Rai Cinema e il patrocinio dell’Università di Bologna – affondano nel percorso formativo in ambito cinematografico in Dozza. Era il 2015, e da allora l’esperienza non si è mai interrotta. 

Il corso di cinema “Cinevasioni Scuola” prosegue tuttora e negli anni ha visto aumentare il numero degli iscritti. Nel 2018, grazie alla donazione di oltre 700 dvd di rai Cinema, è stato fondato un secondo dipartimento scolastico, questa volta all’interno dell’area penale, dando il via a corsi di catalogazione filmica: “L’obiettivo è quello di formare nuove figure lavorative capaci di catalogare e archiviare testi filmici, in vista dell’apertura della prima videoteca della Rocco D’Amato – spiega Claudia Clementi, direttrice della casa circondariale –. La videoteca darà la possibilità a tutti i detenuti di usufruire gratuitamente del catalogo filmografico donato senza scopo di lucro da Rai Cinema”. 

AtmospHera nasce in una sala polivalente: per questo le sue attrezzature saranno a disposizione di tutte le associazioni che in carcere lavorano. “Sabato scorso, per sperimentare la resa, abbiamo trasmesso sul grande schermo la diretta della partita di rubgy dei campionati mondiali in corso in Giappone – spiega Clementi –. In prima fila avevamo i nostri atleti della Giallo Dozza. Un successo”. 

Da Redattoresociale.it

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