Storia

Le prime isole furono avvistate da A. J. Tasman nel 1643 e da J. Cook nel 1774, ma un'ampia ricognizione fu fatta solo dal capitano W. Bligh (comandante del Bounty) nel 1789. Cedute alla corona inglese il 10 ottobre 1874, rimasero sotto la sovranità della Gran Bretagna fino alla proclamazione dell'indipendenza (10 ottobre 1970), quando entrarono nel Commonwealth. Il Partito dell'Alleanza guidato da Ratu Kamisese Mara, rappresentante della comunità figiana, reggeva il governo per i primi 17 anni di storia indipendente, spesso turbati da incidenti tra la popolazione indigena e la forte comunità indiana. La sconfitta di Mara nell'aprile 1987 apriva un periodo di forte instabilità politica, segnato da un ulteriore acuirsi del contrasto etnico che induceva una crescente parte della popolazione di origine indiana a lasciare il Paese. Espressione della comunità autoctona, l'esercito nello stesso anno aveva infatti attuato due colpi di Stato, ai danni prima del legittimo vincitore delle elezioni, il laburista Timoci Bavadra, e del governatore sir Penaia Ganilau, che disconoscendo i golpisti guidati dal colonnello Sitiveni Rabuka aveva tentato di istituire un governo provvisorio. Nell'ottobre del 1987 Rabuka proclamava la Repubblica e la conseguente uscita delle Figi dal Commonwealth, provocando la reazione degli abitanti dell'isola Rotuma che minacciavano la secessione dalle Figi. Nel dicembre successivo, Rabuka nominava l'ex governatore Ganilau presidente della Repubblica e poneva nuovamente Mara a capo del governo. Respinta nel 1988 la proposta di una nuova Costituzione, giudicata etnicamente discriminatoria (al punto che il suo solo progetto aveva rafforzato l'emigrazione della popolazione indiana fino a far ritornare maggioritario l'elemento indigeno), nel luglio 1990 veniva approvata la nuova Carta costituzionale che, tra le altre cose, faceva rientrare la minaccia di secessione dell'isola di Rotuma. Nel giugno 1992, a seguito delle prime elezioni legislative del dopo-golpe, vinte dal Partito Politico Figiano (FPP), Rabuka assumeva la carica di primo ministro. Modificati alcuni articoli della Costituzione del 1990, che penalizzavano le minoranze etniche non melanesiane, nel 1997 le Figi rientravano nel Commonwealth. L'anno dopo, il varo della nuova Carta fondamentale delineava un sistema parlamentare e multietnico. Indette le elezioni generali nel 1999, queste vedevano la vittoria del Partito laburista e la nomina di un primo ministro di origine indiana, Mehendra Chaundhry. Un nuovo colpo di stato, nel maggio 2000, portava al potere il nazionalista George Speight, che si proclamava primo ministro e chiedeva la modifica della Costituzione per impedire l'accesso dei figiani di origine indiana alle alte cariche dello Stato. Fallito ben presto questo golpe, veniva formato un esecutivo, sostenuto dai militari, e veniva affidata la guida del governo ad interim a Laisenia Quarase, mentre era nominato dal Gran Consiglio dei Capi presidente della Repubblica Josefa Iloilovatu. Nel marzo 2001, confermata la validità della Costituzione multirazziale del 1998 e dichiarato incostituzionale il governo di Quarase, questi si dimetteva e il presidente Iloilovatu, affidava l'incarico di primo ministro a Ratu Tevita Momoedonu. Dimessosi immediatamente anche Momoedonu, veniva affidata la guida del governo nuovamente a Quarase. Pochi mesi più tardi comunque si svolgevano nuove elezioni legislative, che eleggevano in Parlamento tutti i protagonisti delle alterne vicende politiche verificatesi negli ultimi tre anni: il primo ministro in carica Quarase, il destituito Chaundhry e il golpista Speight, ancora agli arresti. Nel biennio successivo è continuata la crisi istituzionale in atto dal 2001: la Corte suprema ha imposto al primo ministro Quarase di inserire nel governo alcuni ministri di etnia indiana, come previsto dalla Costituzione. Questi però si sono rifiutati di entrare in quanto era stato escluso il loro leader M. Chaundry. Nel dicembre 2006 l'esercito compiva un colpo di stato, estromettendo Quarase, mentre il comandante Voreqe Bainamarama assumeva i poteri presidenziali e nominava a capo del governo Jona Baravilala Senilagakali. Nel gennaio 2007 Senilagakali rassegnava le dimissioni, Bainimarama passava il potere presidenziale a J. Iloilovatu, che nominava Bainimarama primo ministro, riconfermato poi nel 2009.